Uno spettro si aggira per l’Europa

27 Dicembre, 2005

Preoccupati per noi

Archiviato in: Politica interna, Giustizia — Roberto @ 6:05 pm

Per la serie.. quando all’estero devono occuparsi della nostra liertà religiosa perchè noi stiamo inermi di fronte a leggi fasciste che ci impediscono la vera libertà:

“APPELLO DEI 555
APPELLO AI LAICI : IL GIUDICE LUIGI TOSTI DEVE ESSERE ASSOLTO !

Il 15 agosto 2005 il papa Benedetto XVI afferma nella sua omelia:
«Nella vita pubblica, è importante che Dio sia presente, ad esempio, mediante la Croce negli edifici pubblici, che Dio sia presente nella nostra vita comune.».

Il 19 novembre 2005, Benedetto XVI e Silvio Berlusconi, al termine di «uno scambio di opinioni sui rapporti Stato-Chiesa in Italia » riaffermano « la volontà di collaborazione delle due parti nell’ambito del Trattato del Laterano ».

Il 18 novembre 2005, il giudice Luigi Tosti, 57 anni, è condannato dal tribunale de l’Aquila, località situata a un centinaio di chilometri da Roma, a 7 mesi di carcere e a 1 anno di sospensione. Il suo delitto? Il giudice si rifiuta di tenere udienze in aule dove sono presenti simboli religiosi.

Il giudice s’appoggia sulla Costituzione repubblicana del 27 dicembre 1947, che stabilisce che tutti i cittadini «sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione » (Art.3).
Ma una circolare del ministro fascista Rocco, che risale al 1926, e da allora mai abrogata da nessuno dei successivi governi, stabilisce che i crocifissi devono essere visibili nelle aule italiane, rendendo palese la sentenza di Bossuet :

“Il sacerdozio strettamente unito con la magistratura, tutto è in pace dal concorso di queste due potenze.”

Questo perché l’Italia continua a vivere sotto il regime del trattato del Laterano e del concordato firmato l’11 febbraio 1929 tra la Santa Sede e l’Italia, rappresentata da Benito Mussolini, capo del governo dell’epoca. Nel 1984, il Presidente del Consiglio, il socialista Bettino Craxi, rinnovò il concordato con il Vaticano: certamente ora il culto cattolico non è più religione di Stato, ma le leggi fasciste non sono state abrogate del tutto. Per riprendere l’espressione del Cardinale Tauran davanti ai vescovi francesi nel 2003, l’Italia conosce una separazione delle chiese e dello Stato “coordinata”, in contrasto con la “separazione pura e semplice” in cui “le confessioni religiose dipendono del diritto privato (USA, Francia)”.

Sette mesi di carcere per il giudice … questo è il segno di quello che la Chiesa cattolica chiama una “sana e legittima laicità” (espressione di Pio XII)… La lotta dei cittadini laici e repubblicani italiani è la nostra stessa lotta per la difesa, la promozione e il ripristino della legge del 1905 su tutto il territorio; è quella di tutti i veri laici, ovunque siano nel mondo, per la separazione delle chiese e dello stato e per l’abrogazione dei concordati e di tutte le leggi antilaiche!

Noi esigiamo la cessazione immediata delle azioni giudiziarie contro il giudice Luigi Tosti!

Nantes, 4 dicembre 2005″

L’appello è contenuto nel sito francese di un’associazione che lotta per i diritti civili e la libertà religiosa. Nessuno in Italia si è scandalizzato che nelle aule giudiziarie ci sia ancora il crocifisso. Che un giudice debba contravvenire alle sue credenze religiose per lavorare è scandaloso.

Ancor più scandaloso è che un altro giudice abbia messo da parte l’art 8 della costituzione per una circolare di un ministro Fascista. Il giudice Tosti si appellera a questa prima sentenza e speriamo ottenga giustizia: togliere i crocifissi non singifica rinunciare alle nostre radicima semplicemente applicare fino in fondo quel principio democratico che consente a tutti di esprimersi liberamente, anche in ambito religioso.

Ma in Italia nesusno si scandalizza più di tanto: d’altronde siamo uno stato a sovranità limitata, con politici a sovraità limitata e una pubblica amministrazione a libertà limitata. come potremmo essere cittadini totalemnte liberi?

La gita natalizia di Pera

Archiviato in: Chiesa e religione, Politica estera — Roberto @ 6:05 pm

Pera, una sorta di filosofo da quattro soldi, ha passato il Natale a Nassiria. Poteva limitarsi al cenone, senza lasciare dichiarazioni deliranti che hanno rovinato anche il giorno di Natale? No che non poteva.

E allora vai di oscenità:
- «Stiamo qui perché promuoviamo democrazia» e l’Italia, scegliendo di inviare le truppe nel paese, «ha fatto la scelta giusta ed è dalla parte giusta».
- «Molti stentano a credere che anche la sicurezza delle nostre città può dipendere dalla stabilità in aree remote. E molti pensano che una manifestazione pacifista qui possa fermare un tiranno là. Non è così»
- «l’Europa sembra avvertire la minaccia del terrorismo in modo attenuato; è incline a pensare che sia un fenomeno isolato e transitorio, oppure che sia causato in gran parte da responsabilità dell’Occidente»;
- «l’Europa deve fare di più per rispondere agli appelli dell’Onu che essa stessa invoca. Deve fare di più per esportare la cultura dei diritti umani fondamentali in quei paesi che ancora non la rispettano. Deve fare di più per aiutare i popoli che chiedono libertà».

Bei pensieri natalzi. Inmnanzi tutto il fatto che, secondo Pera,l’unico modo per promuovere la democrazia in Medio Orienete siano le bombe la dice lunga sull’oculatezza delle politca estera angloamericana: eliminando tutti coloro che fanno la guerra si interrompe la guerra. Non fa una piega; conferma ne sia che al Polo sud non ci sono guerre.
In secondo luogo Pera fa le stesse distinzione dei bambini: buoni e cattivi. Anche Vasco Rossi (la cui mente geniale è purtrtoppo stata devastata da decenni di “legalizziamola”) è progredito ad un livello superiore, mentre Pera è fermo ail’uomo nero.
Ma Pera si rifà con la dichiarazione successiva: secondo il Papa (che è l’alter ego ordianto di Pera) il cristianesimo non collima con un pacifismo «che non conosce più valori degni di essere difesi» e «assegna a ogni cosa lo stesso valore. Un modo di essere per la pace così fondato, in realtà significa anarchia; e nell’anarchia i fondamenti della libertà si sono persi». Entrambi hanno fatto un po’ di confusione: innanzi tutto leggono in modo strano le parole di Cristo “Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello”. Nessuna menzione di giudizi di merito sulle idee dell’uno e dell’altro, nessuna eccezione in nome dei “valori degni di essere difesi”.
Non dico che il cristianesimo sia una religione pacifista (d’altra parte tollera le uccisioni dei militari, la pena di morte), ma mi piacerebbe che lo fosse.
Infine andate a dire a Milosevic che le manifestazioni non abbattono i dittatori!
La realtà è un latra: Bush non ha bombardato l’Iraq perchè volevala libertà degli iracheni (che oltretutto nessuno ha interpellato prima): è notizia dei giorni scorsi che la diplomazia era a pochi passi dal raggiungere con Saddam un compromesso sulla sua sorte in cambio dell’allontanamento volontario dall’Iraq.
Non servivano le bombe, bastava qualche parola in più.
La vertià è che la campagna in Iraq non è servta nè ad indebolire il terrorismo (che nel frattepo ha colpito in Spagna e Inghilterra), nè ad aiuitare il processo dipace in Medioriente.

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