Uno spettro si aggira per l’Europa

29 Dicembre, 2005

Celo, celo, mi manca

Archiviato in: Politica interna, Giustizia — Roberto @ 4:19 pm

Morto un papa se ne fa un altro. Tradotto, “sistemato” un’accusa ne nasce un altra.
Berlusconi ha appena ottenuto – sarebbe meglio dire prodotto dato il suo apporto causale alla vicenda – un’assoluzione per il caso All-Iberian e colleziona due nuove accuse: concorso in falsa testimonianza (che gli mancava, aveva collezionato la sola falsa testimonianza per la P2) e corruzione (questa ce l’ha doppia ma può scambiarla con qualche reato che non può collezionare come “disastro ferroviario” o “peculato”).
Secondo quanto sospetta la procura di Milano Berlusconi avrebbe fatto versare «nel 1997 da Carlo Bernasconi [manager Fininvest morto nel 2001 N.d.R.] [..] non meno di 600 mila dollari», , «a seguito di disposizioni di Silvio Berlusconi e al fine di favorire Silvio Berlusconi», su conti svizzeri dell’avvocato inglese David Mills affinché costui, chiamato a testimoniare in inchieste italiane sulla Fininvest, «dichiarasse il falso, negasse il vero o tacesse in tutto o in parte fatti a sua conoscenza» in due sue deposizioni dinanzi al Tribunale di Milano: il 20 novembre 1997 nel processo per le tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza (dove Berlusconi rispondeva di corruzione), e il 12 dicembre 1988 nel processo All Iberian (che vedeva Berlusconi imputato di finanziamento illecito al Psi di Craxi e falso in bilancio).

Mills aveva dichiarato nel primo caso, cioè nell’aula del processo per le tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza, il 20 novembre 1997, di aver appreso solo dai giornali dell’inchiesta All Iberian, quando invece (come egli stesso ha nel 2004 ammesso in uno dei nuovi interrogatori ancora coperti però da numerosi omissis) la notte del 23 novembre 1995 aveva avuto sull’argomento un colloquio telefonico con Berlusconi (intercettato dalla procura).

Nel secondo caso, ovvero nella deposizione invece del 12 gennaio 1998 proprio al processo All Iberian, Mills affermò di nulla poter dire sulla effettiva proprietà delle società offshore Century One e Universal One, quando invece (come si sarebbe scoperto solo di recente, anche qui con sua ammissione) «beneficiari economici» delle due società «erano Marina e Piersilvio Berlusconi sotto il controllo di Silvio Berlusconi».
Secondo quanto scritto oggi dal Corriere della Sera a Berlusconi sarebbe stato notificato anche un invito a comparire che di solito si notifica a fine indagini (che difatti scadranno a gennaio) per poter sentire il sospettato.

E qui viene il bello (o il brutto secondo i punti di vista): oggi la pletora di eunuchi a guardia dell’harem mediatico-finanziario di Berlusconi si è scatenata in insensate dichiarazioni contro il Corsera (reo di aver dato una notizia, strano ma vero in Italia).

Bonauiti, sottosegretario alla presidenza del consiglio e portavoce di Berlusconi (tra i due ruoli c’è poca differenza), si è affrettato a dichiarare:

“È iniziata la campagna elettorale. E puntualmente la Procura di Milano e il Corriere della Sera, con precisa unione di intenti, prospettano fatti destituiti di ogni fondamento già più volte resi noti e già più volte smentiti.

Questa condotta perdura ormai dal 1994 con il noto avviso di garanzia di Napoli, che provocò sostanzialmente la caduta del governo e che a distanza di 10 anni è stato riconosciuto del tutto infondato dalla Corte di Cassazione.

La modalità di contestare un pagamento effettuato da persona deceduta (il dottor Carlo Bernasconi) che non può ovviamente smentire è, a dir poco, paradossale. Così come è incomprensibile addebitare al presidente del Consiglio, che non segue più le vicende del suo gruppo dal 1994, di avere avuto i rapporti ipotizzati con l’avvocato inglese David Mills.

Ed è a dir poco grave -che si forniscano ancora una volta a un quotidiano, che li utilizza, atti coperti da divieto di pubblicazione. È la solita tecnica, ben collaudata, per tentare di influire sugli elettori e sul risultato elettorale.

Ma gli italiani ormai hanno capito e sapranno valutare la strumentalità di questa indegna campagna mediatica e giudiziaria contro il presidente del Consiglio.”

Andiamo con ordine.

Innanzi tutto Bonaiuti è più informato della procura che sta ancora indagando perché ancora non sa se i fatti siano destituiti di fondamento o no. Bonaiuti potrebbe sfruttare meglio le sue capacità predittive.
In secondo luogo nel 1994 il governo non cadde per l’avviso di garanzia a Berlusconi: questo non è solo un dato storico ma anche il contenuto di una sentenza definitiva. Ripercorrendo gli eventi, nel 194 la procura di Milano manda un invito a comparire (non un avviso di garanzia) a Berlusconi per le tangenti alla Guardia di Finanza a Roma, presso la sede della presidenza del consiglio e non a Napoli dove Berlusconi presiedeva una conferenza sulla criminalità. Il giorno successivo, probabilmente su soffiata di un uomo dell’entourage di Berlusconi, il Corriere della Sera titola “Milano, indagato Berlusconi”.

Berlusconi e Previti denunciano il pool di Milano per “attentato agli organi costituzionali” per a vero provocato la caduta del governo ma il pool viene assolto perché i vertici della Lega dichiareranno che avevano maturato l’idea di uscire dal governo diverso tempo prima dell’invito a comparire.
La Cassazione – a differenza di quello che dice Bonaiuti – non ha detto che quell’invito a comparire era illegittimo in primo luogo perché non avrebbe potuto farlo (gli inviti a comparire non sono oggetto di alcun sindacato di merito da parte della Cassazione, ma sono atti del pm) e in secondo luogo la Cassazione ha riconosciuto che quelle accuse erano fondate per i sodali di Berlusconi (Berruti, Sciascia, Nanocchio e Capone ) e ha assolto Berlusconi solo per insufficienza di prove.

Boniauti da la colpa alla procura di Milano della morte di Bernasconi? Cosa centra la procura se chi avrebbe versato il danaro è morto? Non si può più indagare sui fatti che coinvolgano in qualche modo persone decedute?

Gli atti che il Corsera ha pubblicato risalgono al 3dicembre,giorno nel quale né Berlusconi né Mills si sono presentati. L’invito a comparire è regolato dall’art 375 ed è previsto che debba essere notificato quandoil pm deve compiere un atto per il quale è necessaria la presenza del suo avvocato o dell’indagato. Il segreto copre solo gli atti che, prima della chiusura dell’indagine non sono notificati all’interessato (p.e. le intercettazioni di Fiorani-Ricucci ecc.) : tra questi non c’è l’invito a comparire che è proprio una informazione data all’interessato.

Gli avvocati questo dovrebbero saperlo, soprattutto quelli srapagati di Berlusconi: io licenzierei un avvocato che non mi dice la verità sugli atti che mi vengono notificati. Volevo solo che Silviuccio lo sapesse.
Se il Corsera avesse voluto influire sul risultato elettorale avrebbe pubblicato la notizia due giorni prima delle elezioni (quando probabilmente l’indagine sarà finita e ne sapremo tutti di più), non a quattro mesi di distanza.

Ecco perché Berlusconi voleva comprarsi il Corsera: se non puoi sconfiggere il nemico, alleati con lui.

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