Uno spettro si aggira per l’Europa

13 Gennaio, 2006

Turandoci il naso

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 6:13 pm

Ha ragione Barbara Spinelli quando esprime la necessità “pensare più profondamente la democrazia che abitiamo, riflettere su come vogliamo costruirla o modificarla, correggerla o riesumarla, estenderla nel mondo con la forza della legge o la legge della forza”
Che cos’è la democrazia? E’ il governo del popolo? Disse Blasie Pascal che “non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto”.
Pefretto. La Democrazia è un metodo di decisione, non è un dogma intoccabile. Le decisioni si possono prendere in tanti modi: all’unanimità sarebbe impossibile ma mentre ai primordi si decideva a clavate (o in altri modi conmunque rudi), i Greci inventarono un sistema che sembrava funzionare. tutto il popolo votava, tutti contando allo stesso modo (una testa, un voto) e la maggioranza decideva.
Da quetso strumento grezzo sono nate le moderne democrazie indirette che prevedono l’elezioni9 di rappresentanti a maggioranza, che prenderanno a loro volta le decisioni a maggioranza. Il tutto corredato da una serie di contrappesi che impediscano che la volontà del popolo sia disatteso.
Ma la legge del più forte non è stata eliminata dallo strumento del voto, è stata solo spostata dalle armi ai testi di legge: giusto è quelloche decide la maggioranza, almeno si presume indissolubilmente così.
Ma la maggioranza delle persone non sanno neanhce su cosa decidono, come fanno a decidere giusto? Come possiamo astrare da 57 milioni di individui cosa è giusto per loro? Davvero basta un voto?
La democrazia non consente tali obiezioni: oggi come oggi non si può discutere. Dobbiamo digerire la volontà della maggiorzna come fosse un dogma indissolubile. Diceva Churcill che “la democrazia è la peggior forma di governo… escludendo tutte le altre”. Vale a dire è il meno peggio che l’uoo sia riuscito a inventarsi.
Cosa ha prodotto la democrazia?
I diritti? Forse è vero l’inverso. Anche se fosse, ciò non eslcuderebbe la possibilità di mantenere i diritti e cambiare sistema.
L’uguaglianza? Davvero qualcuno crede che tra me e un bambino del Mozambico ci sia uguaglianza? E nessuno si azzardi a dire che la democrazia rimetterà le cose a posto. O che lo farà il libero mercato. O più semplicemente tra me e Berlusconi c’è uguaglianza? Formale forse, sostanziale no di certo. L’ugualgianza formale può esistere anche nelle dittature.
La ricchezza? Certo la ricchezza di pochissimi a fronte della povertà del 85% della popolazione mondiale.
Ho letto un libro fantastico in proposito, comprato qausi per caso in una gita disperata al supermercato. Si intitola “L’era del consenso - manifesto per un nuovo ordine mondiale” di Geroge Monbiot (leggetelo!!) .
L’autore immagina una sorat di pantocrazia in cui il governo del mondo è affidato ad un parlamento dei popoli (non delle nazioni che sarebbero abolite) il cui obiettivo è un livellamento verso l’alto e una ridistribuzione delle ricchezze. La democrazia internazionale insomma.
Il difetto del sistema di mombiot è di riciclare il sistema democratico che invece ansdrebbe eliminato. il problema principale è la sua sostituzione. Nessun politologo - io non mi azzardo neppure ad ipotizzarlo - ha ideato nulla di veramente alternativo.
Come al solito l’umanità si accontenta del meno peggio. “Turandosi il naso” andiamo avanti come se tutto andasse bene, anzi esaltiamo l’esistente per la pigrizia di non innovare.
Speriamo negli alieni.

Funziona con WordPress