Pacsate

“Pacs e porcherie varie hanno come base l’arido sesso e queste assurde pretese di privilegi da parte dei ‘culattoni’, per dirla alla Tremaglia, sono fuori luogo e nauseanti”.
Quelle “pretese assurde” secondo Calderoli, si chiamano diritti. Non invocano “privilegi” ma pretendono seomplicemnte l’uguaglianza che gli spetta con gli altri cittadini.
L’unico argomento che può sostenere la contrarietà ai pacs è la discriminazione delle persdone secondo il loro orientamento sessuale.
non c’è un singolo argoenmnto che sostenga laposizione di Paparazzinger e soci: tanto è vero che sono satti costretti a inventarsi la favola della tutela della famiglia.
Mi devono spiegare per quale assurda ragione la regolamentazione degli effetti giuridici di convivenze largamente diffuse debba essere incompatibile con la tutela della famiglia “tradizionale”.
A mio avviso il riconoscimento di pretese diffuse nella popolazione giovane è anzi presupposto per un vero e sano sistema di protezioni e tutele per la famiglia. Non deve essere tuteleta la famiglia come istituzione fine a se stessa; devono essere tutelate le persone che compongono una famiglia. Non perchè facciano figlia tutti i costi: non è questo l’obiettivo della famiglia. Ma perche possano vivere meglio: i conviventi, come gli sposi come gli eventuali (per fortuna non acnora obbligatori) figli.
Non c’è nessuan incompatibilità tra Pacs è famiglia tradizionale, anche se questi fossero - e anzi a maggior ragione - estesi alle coppie omosessuali.
al base del rifiuto di un simile riconoscimento c’è solo una scelta di fede, un dato dogmatico e religioso, che come tale è inutilizzabile come giustificazione da parte di uno stato vagamente laico.
“In Italia la famiglia lancia l’Sos, ma per me la famiglia resta quel luogo dove c’è almeno un uomo e una donna, non riesco a parificarne di altro tipo”. Mi piacerebbe comprendere il singificato di quell’ “almeno” nelle dichiarazioni di Casini. Forse si riferisce al concubinato? O forse alla bigamia?
giustamente è stato detto a Casini di dotarsi di scarpe di Prada e cappellino da babbo natale (pare si chiami camauro) per esprimere meglio la sua carica istituzionale.
Naturalmente alla gara della demenza non può mancare il ministro Castelli. Mi rifiuto di spiegarvi come e perchè. Leggetevelo e divertitevi.
Le convivenze more uxorio si moltiplicano di anno in anno: nel 1994 le unioni di fatto erano 227 mila, sono diventate 555 mila nel 2003 (dall’1,3% al 3,8%, il 47.6% dei giovani convive mentre il 29,5% sceglie il martimonio). 1′200′000 sarebbero, secondo l’ISTAT, le unioni di fatto omosessuali di cui il 20,5% delle lesbiche e il 17,7% dei gay italiani oltre i 40 anni hanno almneo un figlio.
Tutti potenziali assassini o, peggio , culattoni, secondo il cervello (troppa grazia!) del leghista medio.