Far west

“L’unica difesa è nell’offesa, ciò significa che hai dovuto uccidere donne e bambini più velocemente del tuo nemico se volevi salvare te stesso” diceva Stanley Baldwin, primo ministro inglese.
Da oggi sarà possibile: basta che entrino in casa vostra.
Naturalmente si tratta di una provocazione, ma del resto la modifica che è stata approvata oggi della legittima difesa (art 52 cp)
Ne avevo già parlato in modo molto critico (post del 9/10/05) ma mi ero limitato all’aspetto filosofico della questione. Ben più inquietanti sono invece i risvolti pratici della riforma.
Con la formulazione precedente per configurarsi la legittima difesa era necessaria una certa proporzione (non rigida ma abbastanza elastica) tra bene giuridico messo in pericolo dall’aggressione e bene giuridico leso dalla difesa.
Era cioè lasciato al giudice l’onore di stabilire se l’azione di chi si difendeva era giutificata dalla gravità dell’aggressione.
Questo non significa che la norma non consentisse di difendere i propri beni: ciò era perfettamente conteplato nella norma, naturalmente ammesso che una simile tutela non vioasse un bene giuridico eccessivamente superiore.
Per esempio ci si poteva difendere dal ladro, tarmortendolo con un sasso senza incorrere el reato di lesioni o percosse (purchè naturalemnte non lo si uccidesse). E anche nel caso la proporzione mancasse, per poter punire chi si difendeva era necessario provare la sua colpa (”imprudenza, negligenza, imperizia o violazione di norma, regolamenti, ordini o discipline”) nell’eccesso nella causa di giustificazione.
Il legislatore, ancora una volta pasticciando, ha introdotto una presunzione assoluta (cioè inderogabile) secondo la quale esiste sempre il rapporto di proporzione se taluno si difende contro chi ha invaso l’altrui domicilio (”Nei casi previsti dall’articolo 614″estesi poi anche ad “ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale”) - con un arma legalmente detenuta - l’incolumità o i beni propri o altrui.
I penalisti (professori e avvocati, non magistatui comunisti) si erano già opposti. La dottrina si è vista sottrarre uno dei motivi del proprio vanto: decine di ordinamenti hanno tratto dal nostro codice penale e dalla nostra dottrina l’ispirazione per la loro disciplina della legittima difesa.
e’ bastato l’intervento dei barbari longobardi (sempre più barbari), che ignorando totalmente ogni albore di civiltà e centinaia di anni di dottrina penalista, impegnata a cercare l’equilibrio tra difesa e offesa, ha spazzato via tutto con due commi quantomai nefasti.
E incostituzionali fortunatamente: innanzi tutto perchè è violato il principio di eguaglianza “quando si trattano in maniera eguale situazioni differenti”.
In questo caso la presunzione pregiudica la possibilità di ogni valutazione del giudice: così il ladruncolo sorpreso a rubare nell’orto può essere abbattuto impunemente.
La ruiforma cviola poi l’articolo 2 della nostra costituzione che “riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”. Senza deroghe. certo la Republica non può chiedere che sacrifichi la mia vita (o la metta in pericolo) al posto di quella dell’aggressore. Ma davvero non può chiedere che gli incassi di una giornata valgano la vita di un idnividu, anche disarmato e non pericoloso?
E se il ladro sia solo uno dei tanti giocherelloni che ogni tanto tirano brutti scherzi a negozianti ingari. E’ già capitato più volte che questi burloni rischiassero la vita con la legge precedente; davvero vogliamo che siano uccisi con piena benedizione dell’ordinamento?
Parimenti è incompatibile con l’articolo 2 della “convenzione europea per la salvaguardia dell’uomo e delle libertà fondamentali” che prevede che “nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale” se non quando si trati “di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario per assicurare la difesa di ogni persona dalla violenza illegale”.
Possiamo veramente cedere al moto della “pancia”, alla seta di vendetta?
E questa legge porterà solo illusioni.
Si illude di aver eliminato le sofferenza processuali dell’aggredito: perchè i limtii della leggitima difesa ndranno comunque verificati e, nella maggioranza dei casi, questo richiederà comunque un processo penale.
Si illude di aver imitato gli States: ecco una perfetta imitazione del far west!
Peccato che gli stati Uniti siano il paese con la maggior numero di morti per arma da fuoco e che la maggioranza di tali morti siano familiari dell’aggradito o gli aggrediti stessi.
Questa legge si illude di aver tutelato i npiccoli negozianti, e i privati cittadini durante le rapine.
Invece è proprio la loro incolumità ad essere messi in pericolo. Perchè i ladri non sono tutti stupidi e sopratutto non sono disposti a esserde fucilati dai negozianti; così risolveranno la situazione pericolosa (per loro) a modo loro: anzichè fare le rapine con i taglierini (oggi la maggioranza delle rapine nei negozi e in banca avviene con armi relativamente inoffensive) le faranno con i mitra, anzichè apsettare che l’aggredito tiri fuori l’arma, spareranno per primi.
Per chi pensante sia più facile procurarsi un’arma? Per il ladro o per un comune cittadino?
Ecco l’effetto criminogeno di una simile norma che stato provato anche in altri paesi dove sono avvenute riforme simili.
E che dire degli agguati contro i “nemici”, le ex mogli, i creditori esigenti ecc. Dopotutto l’occasione di introdurli in casa propria si trova in un modo o nell’altro.
L’analfabetismo giuridico si mescola con la malafede, producendo una legge, incostituzionale, criminogena, pericolosa e sbagliata.