Contratti

Che i politici non rispettino le promesse è un fenomeno largamente diffuso. Gli Italiani possono accettarlo, hanno ingoiato il rospo decine di volte .
Ma che qualcuno ci prenda per analfabeti e si vanti di averle rispettate, invocando un complotto catto-comu-pluto-masso-giudaico contro la verità è un rospo troppo grande. diventa un dinorospo Se le promesse sono state anche messe per iscritto con il preciso vincolo che “nel caso in cui al termine di cinque anni di governa lameno 4 su 5 di questi traguardi non fosserio stati raggiunti, Silvio Berlusconi si impegna formalmente a non ripresentare la propria candidatura alle successive elezioni politiche”.
Ah Berlusco’ le prossime elezioni sono queste o quelle dopo ancora?
Dopo aver sfruttato quest’idea geniale - scopiazzata da oltreoceano, dove il partito repubblicano ha ideato il “contratto con l’America” nel 1994 -adesso deve pagarne le conseguenze.
Le promesse erano 5:
“1. Abbattimento della pressione fiscale
2. Attuazione del “Piano per la difesa dei cittadini e la prevenzione dei crimini” che prevede tra l’altro l’introduzione dell’istituto del “poliziotto o carabiniere o vigile di quartiere” nelle città , con il risultato di una forte riduzione del numero di reati rispetto agli attuali 3 milioni.
3. Innalzamento delle pensioni minime ad almeno 1 milione di lire al mese.
4. Dimezzamento dell’attuale tasso di disoccupazione con la creazione di almeno 1 milione e mezzo di nuovi posti di lavoro.
5. Apertura dei cantieri per almeno il 40 per cento degli investimenti previsti dal “Piano decennale per le Grandi Opere” considerate di emergenza e comprendente strade, autostrade, metropolitane, ferrovie, reti idriche e opere idro-geologiche per la difesa dalle alluvioni. ”
Il Sole24Ore, quotidiano di confindustria, nota associazione di bolscevichi e trozchisti, ha pubblicato un reportage a puntate che risponde all’elementare domanda, il contratto è stato rispettato?
Il primo punto - “meno tasse per tutti” - è facilmente riscontrabile perchè si tratta di dati numerici:
- la promessa esenzione fino a 11.000 euro (esenzione totale, non si pagano tasse) non c’è. La no tax area arriva solo a 7.500 euro per i dipendenti, 7mila per i pensionati, 4.500 per gli autonomi.
- l’aliquota al 23% per i redditi fino a 200 milioni (103.291 euro) è, oggi come oggi, 39% (+16%)
- l’aliquota al 33% per i redditi sopra i 200 milioni (103.291 euro) è in realtà al 43% (+10%)
- ha eliminato la tassa di successione. (un obiettivo rispettato, manco a dirlo).
Totale, il meno tasse per tutti si è trasformato in un misero punticino - neanche pieno - di riduzione della pressione fiscale dal 2001 a oggi. (dal 42.4% al 41.7%, - 0.7%)
La seconda promessa riguardava la criminalita - “città più sicure” - che doveva diminuire fortmenete attraverso i polizziotti di quartiere.
Nel 2001 i reati denunciati erano 2.163.826, mentre nel 2005 sono 2.417.716 (+ 253.890, +11%); con le754 unità in arrivo il 9 gennaio, saranno in totale 3.701 gli uomini delle forze dell’ordine destinati dal 18 dicembre 2002 al progetto “poliziotto di quartiere”.
Direi che non ci siamo: omicidi +2%, sequestri a scopo di estorsione +4%, truffe +130%, maltrattamenti in famiglia + 5%, violenza sessuale +48% tra il 1º luglio 2003 e il 30 giugno 2004.
Terza promessa: innalzamento delle pensioni minime a 516 euro. semplice da farsi, un solo articolo in finananziaria, tutti daccordo.
Con la Finanziaria 2002 vengono portate a 516 euro mensili le cosiddette pensioni minime, che riguardano una platea di 1,8 milioni di anziani. Ma secondo gli ultimi dati Inps disponibili (2004), oltre 5 milioni di trattamenti restano al di sotto di questa soglia.
Siamo buoni, quindi diciamo che ha mantenuto questa promessa (anche se è vero solo per 1.8 milioni di persone contro 5 milioni che non ha usufruito di questa riforma).
1.793.724 prendono ancora una pensione inferiore a 250€ (la metà di quanto promesso), 5.274.631 comunque meno di 500€.
Il quatro punto del contratto prevedeva le grandi opere: “l’apertura dei cantieri per almeno il 40%degli investimenti previsti dal Piano decennale per le grandi Opere”.
Siamo fermi al 21,4%; se a giugno 2006 si arrivasse a 44 mld di opere cantierate ci si attesterebbe al 25,4 per cento.
Comunque a metà strada rispetta al 40%.
L’ultima promessa era di dimezzare il tasso di disoccupazione, crenaod un milione e mezzo di posti di lavoro.
Il saldo del numero degli occupati al terzo trimestre 2005 è pari a 1.074.000 in più rispetto al
secondo trimestre 2001, l’inizio della legislatura.
Il tasso di disoccupazione si è ridotto dal 9,2 al 7,1%, cioè del 2,1 per cento.
Mancano mezzo milione di posti di lavoro e un 2.5% ulteriore (la metà di 9.2 è 4.6 e non 2.1) di diminuzione del tasso di disoccupazione.
Ricapitoliamo: 1/4 del primo obiettivo, sommato alla metà degli altri (abboniamo il fatto che i polizziotti di quartiere siano solo una mossa elettorale che otglie fondi a carabinieri e polizia senza migliorare la sicurezza).
Siamo a 2 obiettivi pieni e un pezzettino. Ne servivano quatttro per ricandidarsi Silviuccio.
Allora dobbiamo pensare che il candidato vero sia Casini?
Non mi immagino Berlusconi che non rispetta un contratto: le inadempienze contrattuali si sa, si pagano.