“Arbeit macht schlecht”

“Essi [gli altri prigionieri di Auschwitz] popolano la mia memoria della loro presenza senza volto e se potessi racchiudere in un’immagine tutto il male del nostro tempo, sceglierei questa immagine, che mi è familiare: un uomo scarno, dalla fronte china e dalle spalle curve, sul cui volto e nei cui occhi non si possa leggere traccia del pensiero.”
(Primo Levi, “Se questo è un uomo”)
Il nuovo secolo non può dimenticarsi di quell’uomo scarno e curvo: rappresenta gli errori del novecento, le sue contraddizione, la sua violenza ideologica.
Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa (non gli americani come nei film di Benigni) liberò il campo di concentramento di Auschwitz: dal 1996 in Germania si ricordano le vittime del nazionalsocialismo, dal 2001 in Italia si ricorda lo sterminio delgi ebrei e le leggi razziali.
[Tra parentesi i geni della sinistrapotevano evitare di usare il termine Shoa che è inadatto perchè signfica “olocausto” dal greco holos “completo” e kaustos “rogo” come nelle offerte sacrificali]
L’uomo scarno di Levi non rappresenta soltanto gli ebrei, continuamenti oggetto di discriminazioni e persecuzioni oggi come ieri, ma tutti gli uomini e le donne perseguitati: le donne islamiche costrette ad essere mutilate, umiliate e dileggiate dal mondo; gli armeni, i curdi, i ceceni e tutti i popoli perseguitati per la loro sete di indipendenza e libertà ; i palestinesi costretti a vivere divisi da un muro, privati della loro terra e delle sua ricchezza; i perseguitati dai regimi di qualunque stampo; le minoranze di tutto il mondo espulse come un corpo etraneo dal mondo.
E’ evidente, il nostro secolo non è esente dai mali del ‘900. Ma oggi c’è un cancro che dilania silenziosamente il mondo, senza che gli venga dedicato un solo secondo, una sola commemorazione , una sola cerimonia.
- i denutriti sono 797′900′000 (il 16%, su un totale di 4′712′200′000), un numero maggiore alla popolazione di USA, UE, Giappone e Canada.
- ogni 5 secondi un bambino muore di fame
- su 6 miliardi di abitanti,1.2 miliardi è affamato, 1 miliardo e mezzo non ha acqua a sufficienza, 1 miliardo è analfabeta, 125 milioni di bambini sono senza istruzione elementare.
E non pensiate che tutto questo sia ineluttabile, che non sia colpa, nostra:
- sarebbero sufficienti 20-25 miliardi di $ all’anno per raggiungere gli obiettivi sanitari dell’ONU come AIDS, malaria, mortalità infantile, ecc ;
- se i paesi poveri aumentassero del 5% le esportazioni otterrebbero 350 miliardi di $ cioè sette volte gli aiuti dei paesi ricchi;
- se le aumentassero dell’1% otterrebbero 128 milioni di persone (estremamente) povere in meno (il 12% del totale mondiale);
- le nazioni ricche impongono 4 volte i dazi che impongono quelle povere. Se eliminati, farebbero guadagnare al mondo povero 700 milioni di $ l’anno alle nazioni povere in esportazioni;
- le norme sui brevetti internazionali costano al mondo povero 40 miliardi di $ all’anno. Metà di tale cifra finisce in mano a imprese statunitensi;
- una tazza di caffè costa 3 $ al mondo ricco ma al contadino che ha esportato il caffè giungono appena 3 centesimi di dollari;
- i paesi industrializzati spendono meno dello 0.25% dei loro PIL complessivo, il 39% in meno del 1990;
- nel decennio 2000-2010 sarebbero bastati 60 miliardi di dollari in più per garantire l’istruzione di base a tutto il mondo povero.
Come vedete non è un problema solo strutturale ma anche di volonta politica. Delle due l’una o la deocrazia non funziona visto che non riusciamo a imporre ai nostri governanti di fare qualcosa per irisolvere questo problema (che non sta in nessuna agenda politica) oppure la maggioranza di noi pensa che tutto questo sia giusto.
La cosa che mi preoccupa maggiormente è che il novecento non sia stato in grado (e il secolo successivo a ruota) non sia riuscito a inventarsi un modello alternativo al capitalismo.