Uno spettro si aggira per l’Europa

24 Gennaio, 2006

Far west

Archiviato in: Giustizia — Roberto @ 7:23 pm

“L’unica difesa è nell’offesa, ciò significa che hai dovuto uccidere donne e bambini più velocemente del tuo nemico se volevi salvare te stesso” diceva Stanley Baldwin, primo ministro inglese.
Da oggi sarà possibile: basta che entrino in casa vostra.
Naturalmente si tratta di una provocazione, ma del resto la modifica che è stata approvata oggi della legittima difesa (art 52 cp)
Ne avevo già parlato in modo molto critico (post del 9/10/05) ma mi ero limitato all’aspetto filosofico della questione. Ben più inquietanti sono invece i risvolti pratici della riforma.
Con la formulazione precedente per configurarsi la legittima difesa era necessaria una certa proporzione (non rigida ma abbastanza elastica) tra bene giuridico messo in pericolo dall’aggressione e bene giuridico leso dalla difesa.
Era cioè lasciato al giudice l’onore di stabilire se l’azione di chi si difendeva era giutificata dalla gravità dell’aggressione.
Questo non significa che la norma non consentisse di difendere i propri beni: ciò era perfettamente conteplato nella norma, naturalmente ammesso che una simile tutela non vioasse un bene giuridico eccessivamente superiore.
Per esempio ci si poteva difendere dal ladro, tarmortendolo con un sasso senza incorrere el reato di lesioni o percosse (purchè naturalemnte non lo si uccidesse). E anche nel caso la proporzione mancasse, per poter punire chi si difendeva era necessario provare la sua colpa (”imprudenza, negligenza, imperizia o violazione di norma, regolamenti, ordini o discipline”) nell’eccesso nella causa di giustificazione.
Il legislatore, ancora una volta pasticciando, ha introdotto una presunzione assoluta (cioè inderogabile) secondo la quale esiste sempre il rapporto di proporzione se taluno si difende contro chi ha invaso l’altrui domicilio (”Nei casi previsti dall’articolo 614″estesi poi anche ad “ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale”) - con un arma legalmente detenuta - l’incolumità o i beni propri o altrui.
I penalisti (professori e avvocati, non magistatui comunisti) si erano già opposti. La dottrina si è vista sottrarre uno dei motivi del proprio vanto: decine di ordinamenti hanno tratto dal nostro codice penale e dalla nostra dottrina l’ispirazione per la loro disciplina della legittima difesa.
e’ bastato l’intervento dei barbari longobardi (sempre più barbari), che ignorando totalmente ogni albore di civiltà e centinaia di anni di dottrina penalista, impegnata a cercare l’equilibrio tra difesa e offesa, ha spazzato via tutto con due commi quantomai nefasti.
E incostituzionali fortunatamente: innanzi tutto perchè è violato il principio di eguaglianza “quando si trattano in maniera eguale situazioni differenti”.
In questo caso la presunzione pregiudica la possibilità di ogni valutazione del giudice: così il ladruncolo sorpreso a rubare nell’orto può essere abbattuto impunemente.
La ruiforma cviola poi l’articolo 2 della nostra costituzione che “riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”. Senza deroghe. certo la Republica non può chiedere che sacrifichi la mia vita (o la metta in pericolo) al posto di quella dell’aggressore. Ma davvero non può chiedere che gli incassi di una giornata valgano la vita di un idnividu, anche disarmato e non pericoloso?
E se il ladro sia solo uno dei tanti giocherelloni che ogni tanto tirano brutti scherzi a negozianti ingari. E’ già capitato più volte che questi burloni rischiassero la vita con la legge precedente; davvero vogliamo che siano uccisi con piena benedizione dell’ordinamento?
Parimenti è incompatibile con l’articolo 2 della “convenzione europea per la salvaguardia dell’uomo e delle libertà fondamentali” che prevede che “nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale” se non quando si trati “di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario per assicurare la difesa di ogni persona dalla violenza illegale”.
Possiamo veramente cedere al moto della “pancia”, alla seta di vendetta?
E questa legge porterà solo illusioni.
Si illude di aver eliminato le sofferenza processuali dell’aggredito: perchè i limtii della leggitima difesa ndranno comunque verificati e, nella maggioranza dei casi, questo richiederà comunque un processo penale.
Si illude di aver imitato gli States: ecco una perfetta imitazione del far west!
Peccato che gli stati Uniti siano il paese con la maggior numero di morti per arma da fuoco e che la maggioranza di tali morti siano familiari dell’aggradito o gli aggrediti stessi.
Questa legge si illude di aver tutelato i npiccoli negozianti, e i privati cittadini durante le rapine.
Invece è proprio la loro incolumità ad essere messi in pericolo. Perchè i ladri non sono tutti stupidi e sopratutto non sono disposti a esserde fucilati dai negozianti; così risolveranno la situazione pericolosa (per loro) a modo loro: anzichè fare le rapine con i taglierini (oggi la maggioranza delle rapine nei negozi e in banca avviene con armi relativamente inoffensive) le faranno con i mitra, anzichè apsettare che l’aggredito tiri fuori l’arma, spareranno per primi.
Per chi pensante sia più facile procurarsi un’arma? Per il ladro o per un comune cittadino?
Ecco l’effetto criminogeno di una simile norma che stato provato anche in altri paesi dove sono avvenute riforme simili.
E che dire degli agguati contro i “nemici”, le ex mogli, i creditori esigenti ecc. Dopotutto l’occasione di introdurli in casa propria si trova in un modo o nell’altro.
L’analfabetismo giuridico si mescola con la malafede, producendo una legge, incostituzionale, criminogena, pericolosa e sbagliata.

23 Gennaio, 2006

Precedenti penali

Archiviato in: Giustizia — Roberto @ 8:24 pm

“Nessuna istituzione, lo so bene, nessun principio, nessuna regola sfugge ai condizionamenti storici e dunque all’obsolescenza, nessun cambiamento deve suscitare scandalo.Purché sia assistito dalla razionalità e purché il diritto, inteso come categoria del pensiero e dell’azione, non subisca sopraffazione dagli interessi. Ma ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività “resistere, resistere, resistere” come su una irrinunciabile linea del Piave.”
(RELAZIONE DEL PROCURATORE GENERALE, FRANCESCO SAVERIO BORRELLI, DELLA CORTE DI APPELLO DI MILANO PER L’INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO 2002- 12 gennaio 2002)

“Ma una società che perde la fiducia nella giustizia e nei suoi magistrati è una società a rischio. Inevitabilmente esposta al pericolo di derive patologiche, illiberali e disgreganti.”
( RELAZIONE DEL DOTT. GIAN CARLO CASELLI, PROCURATORE GENERALE DELLA CORTE DI APPELLO DI TORINO - 15 gennaio 2005)

La linea del Piace è stata sfondata: i “ladri” sono riusciti a confondersi con gli onesti, i corruttori con le vittime, i mafiosi con i perseguitati.
La “gente” non vuole aver più nulla a che fare con la politica, si limita a votare il meno peggio.
Si era illusa che qualcuno riuscisse a separare le guardie dai ladri. Era scesa in piazza per osannare i “capitani coraggiosi” che stavano facendo pulizia e tirare monetine e insulti ai chi vendeva la propria funzione al miglior offerente.
Ma si era arresa troppo presto la folla, che forse pensava già (cos’ì era stata illusa) di aver sconfitto il mercimonio della politica.
Forse quei capitani coraggiosi hanno esagerato, dopotutto non era quello il loro ruolo.
Loro volevano solo perseguire i briganti, non potevano sobbarcarsi l’onere di sistemare ig uai dell’Italietta delle tangenti.
Forse erano i media ad averli abbandonati: i loro tempi non sono compatibili con quelli dei processi e delle inchieste.

Ora la “gente” ha rinunciato alla possibilità di separare guardie e ladri: ha semplificato tutto, riempiendo il fascio di ladri.
Presidenti del consiglio che baciavano mafiosi, altri che fugivano in esilio-laitanza, altri che si facevano eleggere prima di finire sulla graticola.
Militari che -perfettamente impuniti - organizzavano colpi di stato, altri che formavano organizzazioni eversive.
Liste, rapimenti, banche che saltano: e la politica c’entra sempre.
Nessuno si scandalizza più se arriva un avviso di garanzia, se un depuato viene accusato di favorire uomini mafiosi, se un sindaco procura carte d’identità false ai latitanti.
D’altronde questo è nulla di fronte all’associzione mafiosa, alla strage, all’attentato o alla corruzione. Abituati a tutto ciò, gli italiani smettono di scandalizzarsi se un politico fa il tifo.
Sa bene che qualcun’altro avrebbe comprato la squadra.

22 Gennaio, 2006

L’asino e il bue

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 5:57 pm

«È una questione che riguarda gli italiani e quindi non voglio interferire. Ma spero che tra non troppo tempo il popolo italiano decida di consegnare Silvio Berlusconi al cestino della storia da cui non sarebbe mai dovuto emergere».
Quel pericoloso comunista del sindaco di Londra, Ken Livingstone.

Mi dispiace dover parlare di Berlusconi tutti i giorni ma è colpa sua fondamentalmente: ne tira fuori due al giorno e una peggio dell’altra. Se stesse zitto sarei ben lieto di parlare d’altro.
Oggi se l’è presa con la Dc - senza accorgersi che lui è alleato della Dc di Rotondi e dell’UDC (lettera più lettera meno) - perchè “aveva le vecchie partecipazioni statali e guarda caso uno dei protagonisti era Prodi”.
Guarda caso no, perchè non aveva neanche cariche nella Dc. Prodi fu il presidente dell’Iri, che controllava le partrecipazioni statali, e oltre a risanarlo, fece anche un favore a Berlusconi non vendendo la Sme a DeBenedetti (tanto che Berlusconi è accusato di aver corrotto tramite Previti giudici romani per vincere la causa tra l’Iri e Debendetti)
Berlusconi non si informa neanhce tanto bene sulla sua storia giudiziaria: si lamenta di una serie di amnistie che salvarono Pordi dall’accusa di abuso d’ufficio. Forse Berlusconi si lamenta dell’amnistia del 1990 che lo salvò da una condanna per falsa testimonianza?
O quella della che lo salvò dal falso in bilancio per i terreni di Macherio?
Tra le altre cose a Prodi non servì neanche l’amnistia perchè il suo caso fu archiviato dalla procura di Roma perchè “il fatto non sussiste”. quindi non servì neanhce una riforma dell’abuso d’ufficio (altrimenti la formula sarebbe stata - come per il faslo in bilancio di Berlusconi - “perchè il fatto non costituisce più reato”).
Ma tanto gli italiani che ne sanno?
Non conoscono queste circostanze, nessun tg li infomerà mai di questo; non sanno che Berlusconi mente sapendo di mentire. non si ricordano che si era definito l’erede di Don Sturzo (che poverino si rotolerà nella tomba).
Mica è finita qui. Berlusconi ha chiuso in bellezza dicendo che il sistema delle cooperative «non paga le tasse» ed è «risaputo che il sistema delle Coop ha fatto venir meno tutti i debiti del Pci e di tutti i diversi nomi in cui si è chiamato»; «sono di supporto ad un partito che sta sull’agone politico. Lo dico da 12 anni, il sistema delle Coop non è tollerabile».
e i debiti di forza Italia chi li ripiana? Lui. che prediche può fare lui nei rapporti tra apparati finanziari e politica.
Ha fatto persino un partito azienda.
Neanche lui le paga le tasse a quanto pare, visto che è obbligato al condono per evitare i controlli dell’agenzia delle entrate.
E se l’è presa anche con l’Unità rea di aver pubblicato una denuncia del Ds Calvi sulle intercettazioni contro l’opposizione che sarebbero state raccolte dai servizi segreti in un cd.
“Questi signori pensano che noi ci comportiamo al governo come pensano di andare a comportarsi loro. Dobbiamo reagire a questo sacrilegio dobbiamo reagire a questa bestemmia della democrazia”.
Non credo sia possibile fare peggio di loro. Lo ammette anche Berlusconi.
Comunque nessuno ha detto che il presunto cd è opera sua.
Excusatio non petita, accusatio manifesta
E il giornale aziendale si colloca sulla stessa linea di scemenza: “mentre il colpo di Stato [contro Gorbaciov in Russia] era in corso, Prodi volle ricordare di essere buon amico del capo dei golpisti, Vladimir Kriuchkov, il quale era presidente del Kgb: gran brava persona, secondo Prodi.”
E Putin? E’ un ex agente del Kgb, un ex dirigente comunista. amico di Berlusconi. Una brava persona.

21 Gennaio, 2006

LUI

Archiviato in: Giustizia — Roberto @ 5:53 pm

In realtà Berlusconi è andato dai giudici per un motivo preciso: non come vi hanno raccontato perchè doveva dire cose importanti o perchè voleva riscattare il suo (buon?) nome.
Semplicemente non era stato ancora ccusato di calunnia, ed è uno dei pochi reati che gli manca: non so se ce l’abbia fatta.
Delle due l’una: o Berlusoni mente o mente Antoine Bernheim, dato che le due testimonianze sono in parte inconciliabili, e volgio escludere le ipotesi di Marco Travaglio (”1) Tarak gli ha fatto uno scherzo, rivelandogli una cosa e raccontandone un’altra ai pm. 2) Quello che rivelò a Berlusconi le pressioni Ds su Bernheim non era Tarak, ma un sosia del Bagaglino. 3) Tarak parlò all’amico premier in francese, o in arabo; lui, notoriamente digiuno delle lingue, finse di capire, ma prese fischi per fiaschi. 4) Tarak è un agente di D’Alema sotto copertura, nome in codice Ikarus.”).
Resta l’eleganza del premier che non si smentisce mai.
Eleganza riscontrabile anche nella homepage di forza Italia: piena di manifesti (finti) dell’opposizione.
D’altronde sono i comunisti che gettano fango sull’avversario con il loro pessimismo cosmico e il loro potere mediatico.
Lui cerca di costruire l’Italia; speriamo che l’Italia cambi architetto.
Uno dei finti manifesti conto i Ds recita “oggi leggi per i nostri figli: domani per il consorte”.
C’è un errore fondamentale perchè i figli non sono i nostri ma i suoi. Sarebbe sconveniente che paparino miliardario vendesse le tv e finisse in galera… poveri…
Lui non va dai giudici quando lo chiamano, sarebbe banale, da uomo comune; lui ci va di sorpresa, e quando non ha niente da dire. La sua orgiinalità lo conduce a star zitto quando avrebbe qualcosa da dire e parlare quando non sa niente di rilevante.
Oltretutto la sua recita del giustiziare è durata molto poco: ieri è tornato dalla parte giusta (quella dei pregiudicati) commemorando Craxi.
«Craxi è vivo» recitava la campagna di quest’anno per commemorare la sua morte. anche Berlusconi e se continua così non lo ospitano nenahce ad Hammamet.

20 Gennaio, 2006

Perseguitato dalla legge

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 6:10 pm

Oggi il presidente Ciampi, scavando nel profondo del suo intimo, ha trovato il coraggio di rinviare alle camere la legge Pecorella (sembrà più una riforma del kamasutra che non del cpp).
Essa sarebbe incostituzionale perchè in contrasto con l’art 111 della Costituzione.
E lo sarebbe per tre motivi:

- l’articolo 7 della legge - che riforma l’articolo 606 del cpp - viola il principio del penultimo comma (’contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso per Cassazione per violazione di legge’) nella parte in cui consente il ricorso in cassazione per ”mancata assunzione di una prova decisiva quando la parte ne ha fatto richiesta, sempre che la stessa fosse ammissibile’ e la mancanza o la contraddittorietà ovvero la manifesta illogicità della motivazione della sentenza; con questa formulazione la suprema corte non sarebbe più solamente giudice dui legalità della sentenza ma dell’intero processo (come la corte d’appello) e assumerebbe funzioni di merito con la conseguenza di “inceppare”il filtro di inammissibilità dei ricorsi che tanto bene aveva funzionato in questi anni, consentendo un proficuo miglioramento dei tempi del ricorso per cassazione.
- l’articolo 4 che modifica articolo 428 del cppe trasferisce la competenza per la sentenza di non luogo a procedere (qualla pronunciata dal Gup quando la prova è contraddittoria o non sufficiente a sostenere l’accusa in giudizio) dalla Corte d’appello in Cassazione; due sarebbero le conseguenze: un aggravio ulteriore per la cassazione (tra l’altro ingiustificato) e un aumento dei tempi (se la sentenza dovesse essere ribaltata dalla cassazione) in palese contrasto con il principio della “ragionevole durata del processo”
- la disposizione che prevede l’inappellabilità della sentenza di assoluzione da parte del pm viola la parità tra accusa e difesa contenuta nell’art 11 costituzione.
- due norme risultano contraddittorie :l’articolo 577 del codice di procedura penale continua a prevedere la impugnazione delle sentenze di proscioglimento per i reati di ingiuria e diffamazione, senza specificare se essa riguardi anche l’appello; - l’articolo 597, comma 1, lettera b) dello stesso codice, continua a individuare i poteri del giudice nel caso di appello riguardante una sentenza di proscioglimento, appello escluso dalle modificazione ora introdotte.
Oltretutto l’articolo 36 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, sulla competenza penale del giudice di pace, continua a consentire l’appello del pubblico ministero contro alcuni tipi di sentenze di proscioglimento.

Da questi profili di incostituzionalità - che mi sembrano impeccabili - vorrei estrarre una serie di considerazioni.
Innanzi tutto questa non è la prima legge respinta dal Capo dello stato per manifesta incostituzionalità (è la settima dopo la riforma sanitaria, la legge sulla mucca pazza, quella sull’incompabilità dei consiglieri regionali, la semplificazione del 2001, Gasparri e la riforma dell’ordinamento giudiziario) ; a queste vanno aggiunte le leggi dichiarate incostituzionali (lodo Maccanico e Bossi-fini) e quelle che lo saranno porbabilmente in futuro (ordinamento giudiziario e Cirielli).
tutto ciò denota da un lato scarsa conoscenza della costituzione da parte del parlamento (e dire che ci sono esimi costituzionalisti e avvocati al suo interno) oppure una tale necessità di fare i propri interessi da tentare di piegare le regole a proprio favore.
In secondo luogo mi sembra evidente che la legislazione penale di questo governo faccia acqu da tutte le parti: da un lato perchè il 90% dei provvedimenti è stato utilizzato solo per salvare il premier & friends dai guai giudiziari mentre il resto sono provvedimenti contro l’indipendenza della magistratura; dall’altro lato perchè non si è intervenuti con riforme organiche del sistema penale - di cui si sente un incredibile bisogno - ma con leggine che non intaccano i malfunzionamenti ma è aprono nuove falle nel sistema.
Berlusconi con il diritto ha un brutto rapporto: anche quando è lui a scrivere la legge se la trova sempre contro.

ps Il sig. Silvio B. prima di dire panzanate potrebbe informarsi presso i suoi avvocati.
La’altro giorno a Ballarò è riuscito a dire che «avere rapporti da parte di esponenti politici della sinistra con Generali, mentre è in corso un’Opa non è solo disdicevole. È proibito dalla legge».
In studio nessuno - a parte un flebile Spaventa - ha osato contraddire il premier che di reati se ne intende.
In relatà quello che ha detto è falso per due motivi: non esiste nessuna norma che vieti i colloqui tra “azionisti e scalatori” (e i Ds non erano enahce scalatori) purchè non si scambino informaziioni privilegiate; e in secondo luogo perchè non c’era nessuna opa in corso perchè l’opa Unipol su bnl non è mai stata autorizzata dalla Banca d’Italia.
Ma per gli spettatori di Raitre avvicinarsi a Bernheim è degno del rogo.

19 Gennaio, 2006

Tale padre…

Archiviato in: Politica interna, Giustizia — Roberto @ 7:37 pm

Incredibile come si cambia idea facilmente, sopratutto se si diventa ministro!
L’emerito (…) ministro Castelli dichiarava al Corriere della sera il 4 agosto 1993, dopo il discorso di Bettino Craxi alla Camera (3 luglio 1993), “a Craxi avrei voluto gridare: ‘Bettino, dov’è finita la fontana sparita a Milano?’. Invece mi sono accorto che la maggior parte dei deputati pende ancora dalle sue labbra”.
L’altro giorno nel suo rapporto sulla giustizia al Parlamento ha detto: “Dai tempi di Mani Pulite il rapporto fra politica e giustizia è squilibrato. Il culmine di questo squilibrio tra poteri è stato raggiunto nella prima metà degli anni ‘90, quando vasta parte della classe politica fu delegittimata dall’azione della magistratura”.
mi piacerebbe sapere dal ministro Castelli qual’è la sua vera opinione: lancerebbe o no quelle monetine a Craxi, caro amico di Berlusconi e di molti altri suoi compagni di maggioranza, “perseguitati” dagli stessi magistrati che la Lega definiva “salvatori”?
Ma di peggio ha detto stefania Craxi: se è vero che i geni non mentono quelli della famiglia Craxi dicono più bugie dei loro progenitori.
Prima di riportare le terrificanti e insensate parole della Craxi Jr diamo un’occhiata la curriculum penale di Bettino nostro:

- 5 anni e sei mesi definitivi (cass 13/11/96) per l’affare Eni-Sai
- 4 anni e sei mesi definitivi per corruzione e finanziamento illecito ai partiti per la MM (cass 24/07/98)
- 3 anni e 60 milioni di multa per la maxitangente Enimotn (11 miliardi di finanziamenti illeciti, App. Milnao 1/10/99)
- 5 e nove mesi, emessa il 7 giugno 1997 dai giudici della seconda corte d’appello di Milano per bancarotta fraudolenta e finaziamento illecito ai partiti per i sette milioni di dollari per la’ffare conto Protezione. (sentenza poi annullata dalla Cassazione e mai più tornata in appelllo per la morte di craxi)
- cinque anni e 5 mesi il 22 gennaio 1999 per la tangente Enel in primo grado.

Totale: 21 anni e 1 mese (che sarebbero 18 anni e due mesi per il cumulo materiale delle pene)

Si sa, i figli so piez i’ core. In questo caso però paparino non ha raccontato la verità alla piccola Stefania. Qualcuno dovrà dirle di tutte queste condanne.
«Decenza vorrebbe che questi signori la smettessero di dare lezioni di buon costume. Fassino e D’Alema dovrebbero andare a Hammamet a chiedere perdono a Craxi»
Il giornalista si è dimenticato di chiedere di cosa dovrebbero chiedere perdono Fassino e D’alema. L’unico che dovrebbe chiedere scusa agli italiani e Craxi che, prima di diventare latitante si è dimenticato di farlo: dovrebbe scusarsi di aver rubato milini di euro (allora miliardi di lire) agli italiani, che invece di essere investiti in opere pubbliche, erano spartiti tra le formazioni politiche. dovrebbe scusarsi della pessima qualità delle infrastrutture italiane, delle malversazioni ai danni dei contribuenti. E con lui la classe dirigente di allora.
Come Cossiga che cntinua a riempire i giornali con le sue dichiarazioni deliranti: “Se uno ruba il 10% e porta il bilancio dello Stato a diecimila è meglio di uno onesto che lascia il bilancio dello Stato a dieci.” E certo: se uno fa dieci figli e uccide nove persone, tutto bene, il suo bilancio è positivo. Se uno ruba 10 miliardi ma è correntista in quella banca per 11, niente da dire.

18 Gennaio, 2006

Oriana decollata

Archiviato in: Politica estera — Roberto @ 3:57 pm

Se dovessi scegliere da chi farmi odiare certo non scelgierei di mettermi contro l’intero mondo arabo. Meglio prendersela con categorie meno sostanziose tipo - a prescindere dall’esplosività della categoria - i buddisti o i testimoni di geova.
La scelta di farsi odiare volontariamente da un miliardo di persone, al 90% tanto poveri quanto incazzati con il sistema (a fronte di un 10% ricchissimo), non consente poi di lamentarsi se un pittore decide di tagliarti la testa: artisticamente s’intende.
Il pittore siciliano Giuseppe Veneziano nell’opera intitolata “American Beauty” raffigura la testa mozzata di Oriana Fallaci che rappresenta le paure dell’Occidente.
Non sono un critico d’arte, quindi mi limito a giudicare l’opportunità di un simile gesto: se la Fallaci che prende l’Ambrogino d’oro è la dimostrazione che siamo in un “paese democratico dove è legittimo esprimere valutazioni diverse”, vedere la testa mozzata in un quadro è il contr’altare dello stesso diritto.
Solo che mentre la Fallaci può esprimere compiutamente le paure dell’occidente, è difficile che riesca “in qualsiasi modo a giovare a Milano, sia rendendone più alto il prestigio attraverso la loro personale virtù, sia servendone con disinteressata dedizione le singole istituzioni.”
Un po’ tropppo per unache non vive a Milano, non è nata a Milano, non vive a Milano, non ha mai scritto un articolo o un libro su Milano nè - per fortuna - governato o fatto qualsiasi fcosa per Milano. ancora ci si chiede come possa aver aumentato il prestigio di una città alla quale è completamente estranea. L’anno prossimo premieranno Bush.

Neppure si può dire che gli intellettuali abbiano una “funzione cosmopolita” (Gramsci ne “la formazione dell’uomo”) : innanzi tutto perchè la Fallaci somiglia di più ad un muezzin - senza offesa - che ad un intellettuale; e in secondo luogo perchè la Fallaci è forse la meno indicata ad una funzione cosmopolita.
Stento anche a definirla una scrittrice: certo che scrive libri, anche cicciolina! Ma cicciolina resta una porno star nessuno la chiama “scrittrice” o “onorevole”.
sia il modo di scrivere che il contenuto è una istigazione all’odio etnico dalla prima all’ultima pagina. Il suo pensiero più profondo è

“Zitte zitte le moschee sorgono ovunque, e la tracotanza degli invasori è raddoppiata a tal
punto che nessuno ci fa più caso. Chi si ribella, oggi, allo straniero che spadroneggia nel
nostro paese [ma non sono gli Americani, questi?!, NdR]?!? Chi si indigna, oggi, per il marocchino che infrangendo il Codice Penale tiene due o tre mogli e vorrebbe mettere il burkah anche a me? Chi si arrabbia, oggi, con l’albanese che gestisce la prostituzione e che ubriaco investe i passanti, li uccide? Chi si oppone, oggi, al sudanese che fa la pipì sui monumenti e spaccia la droga sui sagrati delle chiese? Chi protesta, oggi, contro il somalo che per salvare il barbaro principio dell’infibulazione inventa e diffonde attraverso un pubblico ospedale la farsa della cosiddetta soft-infibulation?
Chi si scandalizza, oggi, per l’algerino che aggredisce o ricatta il carabiniere in procinto di arrestarlo? Guarda-che-se-ti-avvicini-mi-taglio-il-cazzo-con-questa-lametta,
poi-dico-che-me-l’hai-tagliato-tu-e-in-galera-ci-finisci-tu”.

Questo pensiero profondissimo era contenuto nell’ultimo libro - almeno credo, purtroppo tento di leggerli tutti - “Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci”. siccome-nessuno-la-cagava-di-striscio-si-è-intervistata-da-sola (sono capace anche io di mettere i trattini al posto degli spazi…)
Pensavo che l’Italia esportasse i cervelli ma si vede che è scappato qualche refuso. (sono capace anche io di sinultare gratutitamente le persone, non serve essere una vecchia carampana odiosa e razzist).
Come scrisse un grandissimo (lui si avrebbe dovuto vincere non un insulso Ambrogino ma il nobel) Tiziano Terzani “La’ [nelle Twin Towers) morivano migliaia di persone e con loro il nostro senso di sicurezza; nelle tue parole [”La rabbia e l’orgolgio”] sembra morire il meglio della testa umana - la ragione; il meglio del cuore - la compassione.”

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