Uno spettro si aggira per l’Europa

28 Febbraio, 2006

Toghe o tuniche

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 7:38 pm

Si è svolto nel fine settimana scorsa  il XXVIII Congresso Nazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati, circondata dalle polemiche scatenate dal presidente Berlusconi.

I magistrati non possono essere imparziali quando una parte politica li definisce “antropoligicamente diversi dal resto della razza umana”, li umilia cercando di sottoporli al proprio potere e li incolpa di ogni male, anche quando non centrano nulla o compiono solo il loro dovere.

I magistrati non possono essere monaci di clausura, completamente estranei dalla società che li circonda, insensibili ai suoi mutamenti e alle riforme legislative del loro mestiere. Non si può chedere ai magistrati di far finta di non pensare. Si DEVE invece chiedere loro di non essere influenzati durante il loro lavoro.

Non possiamo vietare ai magistrati di candidarsi, certo dovrebbero lasciare definitivamente le loro funzioni.

I magistrati devono èpoter esprimere i loro dubbi relativamente alle leggi del parlamento da tecnici e da cittadini direttamente coinvolti dalla legge. Devono rispondere agli insulti per far capire all’opinione pubblica che quello che dice Berlusconi sono “delirii” e non verità. La chiarezza sarebbe dovere dell’opposizione, che però tace da sempre sull’argomento.

Sono i primi a essere interessati al brevità dei processi, alla buona salute del sistema giustizia. E sopratutto sono i primi a voler creare meccanismi per premiare chi lavora e punire chi dormicchia. Il rpoblema della valutazione dei dipendenti è comune a tuti i comparti della pubblica amministrazione.

non è possibile attaccare, insultare e accusare perfino di reati i magistrati per voler passare per vittima quando si compiono operazioni a limiti della criminosità e si
deviano i processi a colpi di leggi e leggine ad personam.

I ladri al potere gridano contro le guardie senza che le guardie possano muovere un dito.

Casini dichiara che i magistrati devono “fare pulizia al loro interno”. E’ il bue che da del cornuto all’asino. Proprio lui che ha in cima alla lista dei candidati Cuffaro, accusato di favoreggiamento mafioso, seguito da Mannino, accusato (forse si salverà solo epr la legge Pecorella) di concorso esterno, da Giuseppe Drago, condannatto per peculato e abuso d’ufficio, e da Calogero Sodano (condannato definitivamente a 1 anno e 8 mesi per aver favorito l’abusivismo edilizio nella Valle dei Templi in cambio di sostegno elettorale, 3 anni e 4 mesi in Tribunale per gli appalti truccati del depuratore del Villaggio Peruzzo, 1 anno in Tribunale per la gestione illegale dell’acquedotto municipale e infine imputato per la sua villa abusiva nella valle dei Templi e per aver truccato l’appalto della nettezza urbana). Alla faccia della pulizia, qui servirebbe una disinfestazione

27 Febbraio, 2006

Europa forcaiola

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 7:46 pm

C’è una strana deriva ideologica: ora sono le destre ad essere protezioniste e Colbertiane. De villipen in Francia, Tremonti e Berlusconi in Italia.

E finisce che ora i liberisti toutcourt - a casa loro come all’estero - stanno dall’altra parte: la sinistra con Prodi ha fatto (male) le liberalizzazioni che il mercato aspettava da decenni, ha preteso in europa il mercato comune e l’uniformità delle regole a livello europeo (bocciata grazie ai voti al Parlamento Europeo di Forza Italia).

Così De villipen protegge le impresi francesi da opa straniere, così come Tremonti-Fazio- Siniscalco hanno difeso l’italianità delle banche, fino alle dimissioni di Fazio. Il colbertiano Tremotni gioca ha cambiato improvvisemnte idea:dopo aver eretto nel Circ e in Europa muri contro le imprese straniere (salvo rare eccezioni) sopratutto in campo bancario, scopre il mercato quando l’Enel vuole sbarcare oltralpe.

E viene invocato il mercato proprio per un’azienda, l’Enel , che è controllata dal Ministero dell’Economia, che ne detiene il 21.40%. Liberismo a corrente alternata.

Non so quanto sia corretta la posizione della sinistra che incolpa il governo di una politica anti-europea. Vero è che nella Cdl gli euroscettici abbondano e i convinti europeisti stanno sulle dita di una mano (e certo non ne fa parte Tremonti). Ma non credo che le due cose siano consequenziali.

Certo rinunciare a Monti come commissario alla concorrenza è stata una vera e propria follia (scambiate alle figurine con Frattini-Buttiglione).

La crisi è dell’europa e non del governo italiano. E’ l’idea stessa di un europa solo come mercato che risulta irrealizzabile e che è caduta sotto il peso della crisi post 11 settembre. La costituzione andava fatta - e approvata - prima del mercato comune, della moneta. Prima i cittadini - la nazione - poi lo stato. Prima un’idea comune, una volontà di superamento dei confini nazionali; poi le politiche comuni insieme al mercato unico.

Oggi purtroppo l’Europa è solo regole. Bisogna cambiare con il coraggio di costituire un soggetto che si presenti all’esterno e al suo interno, come politicamente unitario.
Altrettanto sbagliata è la reazione del governo italiano, molto simile a quella del bambino escluso dal gioco che tenta di vendicarsi. Le ritorsioni protezionistiche danneggiano la nostra economia e i nostri rapporti europei.

Giusto invocare la reciprocità, ma in europa e nelle sedi competenti, non con un autoembargo folle.

26 Febbraio, 2006

Contrada nostra

Archiviato in: Giustizia — Roberto @ 6:39 pm

La prima sezione della Corte d’appello di Palermo ha condannato ieri l’ex ufficiale del Sisde Bruno Contrada a 10 anni di reclusione (a fronte dei 10 anni e 6 mesi chiesti dal pg) per concorso nel reato di associazione mafiosa.

Dopo 31 ore di camera di consiglio il collegio presieduto da Salvatore Scaduti ha confermato la sentenza di pprimo grado, che era stata ribaltata dalla corte d’appello prima che la cassazione la annullasse, ordinando ad altra sezione della corte d’appello di rianalizzare le prove.

Nonostante molti scetticismi, a modesto avviso di un semplice curioso che si presuma di leggere le sentenze e gli atti di cui dispone, la sentenza era relativamente prevedibile: la Cassazione era stata motlo dura nel censurare le modalità con cui la corte d’appello (nella sentenza di assoluzione) aveva giudicato le prove a carico di Contrada. Aveva tra l’altro smentito la principale linea difensiva dell’imputato che respingeva tutte le accuse dei pentiti perchè gente spinta da desiderio da vendetta, “tutta gente che ho fatto arrestare io”.

I pentiti ad aver parlato di contrada sono davvero tanti: inizialmente Gaspare Mutolo, Tommasino Buscetta, Rosario Spatola, Giuseppe Marchese, Marino Mannoia, Salvatore Cancemi, Salvatore Cocuzza, Francesco di Carlo e Siino Angelo; poi Maurizio Pirrone, Pietro Scavuzzo, Gaetano Costa e Gioacchino Pennino. Non tutti sono stati cercati e trovati (o anche solo perseguiti) dal signor Contrada.

Poi ci sono le testimonianze di Carla Del Ponte, della vedova Cassarà e del (mitico!) procuratore capo Antonio Caponnetto, e di altri colleghi che nutrivano sospetti e diffidenza verso Contrada. Singificativa è la sentenza della signora Gilda Ziino, vedova dell’ingegnere Roberto Parisi, già presidente della società I.C.E.M. e della “Palermo Calcio” ucciso a colpi di pistola in un agguato di stampo mafioso: ha raccontato che il signor Contrada sarebbe andato da lei poco dopo l’uccisione di suo marito dicendo “con fermezza che qualunque cosa io potessi sapere che riguardava la morte di Roberto dovevo stare zitta, non parlarne con nessuno e ricordarmi che avevo una figlia piccola; mi disse solo queste testuali parole”. La singora riferisce tutto al suo avvocato, il prof. Alfredo Galasso, che a sua volta riporta l’accaduto a Falcone; qualche giorno dopo Contrada ritorna all’attacco ripresentandosi a casa della signora per chiedere conto della malaugurata soffiata a Falcone.

Poi c’è l’intercettazione telefonica della conversazione tra lo stesso Contrada e Nino Salvo: quest’ultimo si premura a chiamare contrada per smentire di essere il mandante dell’omicidio del procuratore Chinnici. Mentre il dottor Pellegrini non voleva saperne di avere un colloquio con i cugini Salvo (collegamento tra Mafia e politica, che il dott. chinnici voleva effettivamente far arrestare prima di essere ucciso) , Contrada, dopo avergli parlato cordialmente, lo incontra senza riferire agli uffici della procura.

Ho ancora dubbi sulla colpevolezza di Contrada, che provengono sopratutto da un certo rispetto verso chi ha lottato contro la mafia. tuttavia non posso ritenere gli idnizi inconsistenti. Di sicuro non è un rpocesso fatto solo grazie ai pentiti: i riscontri delle loro dichiarazioni ci sono e la difesa dell’ex funzionario della questura palermitana non ha saputo smentirli.

Contrada sarebbe stato colluso con stefano Bontade, l’avrebbe aiutato a riottenere la sua patente e il porto d’armi; avrebbe aiutato la latitanza di Riina, agevolato la fuga di Olivero Tognoli, riciclatore mafioso e incontrato Ambrosoli poco pirma che fosse ucciso da un emissario mafioso; infine avrebbe consentito la fuga all’estero di Jonh Gambino. Tutti episodi che giustificano il reato di conocrso esterno in associazione mafiosa.
Non conosco le motivazioni che possono aver giustificato una carcerazione preventiva così lunga (quasi tre anni), forse dati sulla spinta della voglia di rinnovamento che caratterizzava gli anni successivi alla stagione delle stragi. Non mi pronuncio perchè non conosco le motivazoni formali e sostanziali.
Consentitemi però di repsinere con forza le critiche che da sempre circondano una rpocura quando questa tenta di fare pulizia negli apparati dello stato chiedendo conto ai servitori dello stesso dei propri comportamenti sospetti. Iannuzzi in testa

La sentenza di cassazione sul caso Contrada è disponibile qui.

25 Febbraio, 2006

L’ultima ora dell’uom fatale

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 5:57 pm

Prima della vicenda Calderoli la mia impressione era che la Cdl avesse rimandato completamente la definizione del suo assetto interno, compattata dal desiderio di una rimonta che appariva impossibile, a dopo le elezioni.

Le dimissioni di Calderoli e le minacce della Lega hanno provocato un vero e proprio terremoto interno che ha costretto l’imperatore Silviuccio a una rapida definizione degli equilibri.

Le nouvelle Napoleon si è dimenticato però di precisare che sarà lui il prossimo presidente del consiglio, se a vincere dovesse essere la Cdl. Sul programma, fresco di stampa, campeggia la scritta “il capo unico della coalizione è SILVIO BERLUSCONI” (il maiuscolo è prova evidente del suo delirio di onnipotenza).

Ma il capo unico della coalizione corrisponde necessariamente con il presidente del consiglio? L’uso di questa terminologia, proviene dalla legge elettorale che obbliga le coalzioni a indicare quale sia il candidato leader della coalizione (il termine leader è satto sostituito poi da “capo unico”, soprassedendo solo in parte alla bruttezza della forma). Quidni il prossimo presidente del consiglio sarà lui. Ogni dubbio sembrerebbe fugato.

Tuttavia la sola legge elettorale, senza l’approvazione definitiva - tramite referendum - della Devolution, non vincola affatto le coalizioni alle loro scelte. La designazione del presidente del consiglio dei ministri rimane prerogativa del Capo dello Stato. E nulla impedisce la sfiducia e la scelta di un nuovo premier anche con una maggioranza diversa.

Il cosiddetto ribaltone è impedito dalla riforma costituzionale che però non è ancora legge vigente.

Il dubbio viene direttamente dalla bocca dei suoi alleati: oggi Casini ha dichiarato esplicitamente di non correre “per essere l’unico leader della coalizione, ma per andare a Palazzo Chigi”. Fini, se possibile, è stato ancotra più esplicito: “in caso di affermazione del centrodestra sarà presidente del consiglio il leader del partito che raccoglierà più voti”.

Fortuna (per Silviolo) vuole che sia Forza Italia il partito più in crescita in queste settimane, oltre ad essere il partito con più voti: FI è accreditata di un 19-21%, l’Udc del 5-7%, An del 12-14%.
La rimonta per Casini e Fini sembra quasi impossibile, anche a causa del delirio di onnipresenza di Silviolo. Vero è che la Cdl non può rimontare solo con Berlusconi che risulta da sondaggi una delle personalità maggiormente compromessa presso l’opinione pubblica da questi cinque anni di governo.

Ieri sono state presentate ufficialmente le liste elettorali dei vari partiti. Scopriam così un’altra bugia: la Mussolini c’è eccome, capolista di Alternativa sociale in tutte le circoscrizioni.

Altra bella novità è il ripescaggio di Mannino in Sicilia al senato come secondo in lista (dopo vasa vasa Cuffaro) nell’Udc, insieme a Saverio Romano , completando così la triade dei mascariati. Come si fa a dar torto a Riviezzo quando dice che “il controllo di legalità procura fastidio”? Ai criminali s’intende.

P.s. Dopo D’Alema e Prodi anche Rutelli deve aver fatto uso di droghe (pesanti o leggere?). Alla kermesse dell’Ulivo è arrivato a definire Pera “difensori domenicali dell’Occidente” e a rinnegare il “filoatlantismo in ginocchio che rende tutti più insicuri”.

Le elezioni sono anche questo.

24 Febbraio, 2006

Tarocchi

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 6:50 pm

Crescita del Pil -1.5%, debito pubblico +206 miliardi di euro, rapport deficit-pil +1.1%, avanzo primario -2.8%, imposte +40.000 milioni di euro, produzione industriale -0.8%, crescita dell’occupazione -1.1% (nel sud -2%), caldo della bilancia commerciale -19.000 milioni di euro, stanzieamenti per finfrastrutture -4.000 milioni di euro, spese per la ricerca nella pa -4.2%, delitti denunciati + 300.000.
Sono solo alcune dei numeri disastrosi che emergono confrontando i dati del 2001 - anno in cui il testimone passo a Berlusconi - con quelli del 2005. Magari la sinistra non li conosce, sarebbe il caso che li ricordasse agli italiani che non li conoscono sicuramente.

Eppure Berlusconi può andare in giro tranquillamente facedo creder agli italiani che il rpogramma è rispettato, che è colpa dell’euro e della situazione disastrosa lasciata dalla sinistra.
E che sono i comunisti a sconvolgere la verità, non lui!

Le statistiche sono state pubblicate su l’Espresso di questa settimana e risprese da 23 fonti diverse (da Forbes al Ministero dell’economia). Tutti comunisti?
Tanto comunisti che l’Istat si prepara a taroccare le statistiche sulla poduzione nazionale che verranno rese note il primo marzo. Taroccate perchè proprio sotto elezioni l’Istat ha deciso di cambiare i metodi di elaborazione inserendo p.e. gli interessi attivi delle banche.
Risulterà un Pil in crescita strepitosa ma falsa. Agli italiani non entrerà in tasca una lira.

A proposito di numeri, abbiamo appreso come fanno i sondaggi gli amici americani di Berlusconi: «C’è stato un visibile miglioramento della sanità nazionale e questo non la convince a votare Berlusconi?». Ma Berlusconi non poteva semplicemnte inventarselo il sondaggio? Avrebbe risparmiato e avrebbe potuto garantirsi un maggior margine.

P.s. A proposito di sondaggi è di ieri la notizia che Rita Borsellino ha superato Totò Cuffaro nei sondaggi per le elezioni a presidente della Regione Sicilia. 52 a 44 per cento.
Prima che vincesse le primarie avevo espresso le mie perplessità riguardo la possibilità di una sua vittoria. La sicilia - da commentatore lontano - mi sembrava ancora una terra troppo legata ai clientelismi e ai particolarismi.
Invece non sembrerebbe così.
Non avevo d’altronde tenuto conto del voto disgiunto; dai sondaggi emerge che il fenomeno è molto amplio.
Avanti così Rita!

23 Febbraio, 2006

His master’s voice

Archiviato in: Giustizia — Roberto @ 7:41 pm

Una volta ci metteva almeno due frasi per contraddirsi. E’ milgiorato, oggi gliene basta una!
“Qualcuno avrà fatto qualcosa di illegale - dice il premier - ma l’offerta della Bpi era assolutamente regolare. L’intervento indebito (delle Procure, ndr) in un fatto economico ha fatto finire una nostra banca in mani straniere”.
Se c’era qualcosa di illegale l’intervento della magistratura non è indebito, è anzi doveroso (si ricorda quella leggenda antica dell’obbligatorietà dell’azione penale?).
Oltrettutto sono state Cosnob e Bankitalia a bloccare l’Opa, giudicandola irregolare; i giudici non avevano il potere di farlo.
Che un presidente del consiglio se la prenda con un’altra parte dello stato è scandaloso. In Italia Berlusconi era già in astinenza, non trovando il metadone ha dovuto aprir bocca.

“C’è un uso distorto della custodia cautelare, un uso coercitivo per ottenere informazioni. [..] Mentre l’altro personaggio (Consorte, n.d.r) è libero di circolare in Italia e all’estero”.
Berlusconi non ha ancora imparato a dire ciò che sa, e tacere il resto? Le ha lette lui le carte? Se l’avesse fatto saprebbe che il gip Clementina Forleo (altra persona rispetto al pm Greco che l’ha chiesta) ha disposto la custodia cautelare per Fiorani perchè satva già progettando di ripetere il reato e di occultare le prove. Nessuno ha ancora pescato consorte a fare ciò. dunque Cosnorte è libero mentre Fiorani a San Vittore.
Naturalmente Berlusconi parla, e i suoi “Qui, quo, Qua” come li ha definiti Prodi, confermano il sacro verbo.
Se il padrone piange i servi si disperano.

“Aspetto con impazienza di poter andare in una aula di tribunale per denunciare lo sconcio dell’intreccio tra sinistra e cooperative - ha detto il premier . Spero di poter fare presto l’avvocato accusatore” Ti piacerebbe Bellachioma… invece sarai ancora imputato, di diffamazione.
Quest’uomo è strano: adesso ha voglia di andare in tribunale, quando lo chiamano i giudici a rendere conto del suo passato trova sempre un impegno (o se lo inventa se non ce l’ha).
Comunque gli va male un’altra volta perchè verrà presto chiamato a rendere conto delle dichiarazioni del signor Mills, suo correo per corruzione.

Per lui “le accuse riguardanti l’inchiesta Mediaset sono assolutamente infondate” e “le carte ci dicono chiaramente che l’avvocato di cui si parla [David Mills, ndr] è stato pagato con soldi provenienti da un conto che non può in nessuna maniera risalire a me e che non ha nulla a che fare con me”. Tranne secondo Mills, che lo riferisce ad un certo Mister B., poi riconosciuto in Silvio Berlusconi dallo stesso Mills nel famoso verbale.
Ma il signor Mills, come una morbita spugna ha assorbito tutto il savuar fair di Berlusconi e ora ritratta tante di quelle volte che è opportuna una simpatica tabellina.

- Nel febbraio 2004 Mills scrive al suo commercialista per chiedere informazione su come comportarsi con i 600′000 dollari che ha ricevuto in Svizzera per “salvare Mister B. da un mare di guai” su cui non ha dato una lira al fisco inglese.
La lettera finisce nelle mani degli inquirenti milanesi che naturalemnte indagano.

- Il 18 luglio 2004 l’avvocato inglese dichiara, interrogato dalla procura di Milano davanti al suo avvocato (lo spovveduto Federico Cecconi, studio sito in via Montenapoleone 8, tipica location da azzeccagarbugli da 4 soldi) che “Silvio Berlusconi [magari è un omonimo?! n.d.a.] a titolo di riconoscenza per il modo in cui ero riuscito a proteggerlo nel corso delle indagini giudiziarie e dei processi, aveva deciso di destinare a mio afvore una somma di denaro.”

- Nel novembre 2004, 4 mesi dopo, Mills ripensa a quello che ha detto e con un memoriale ritratta il verbale: quei soldi non arrivano da Berlusconi ma da altri tre clienti italiani (il cui nome non inizia per B. e uno di loro si trova anche in carcere mentre dovrebbe fare il bonifico estero su estero dei 600′000 dollari, ipotesi quantomeno incredibile). I clienti smentiscono.

- Mills ci ripensa ancora e dice che gli inquirenti gli ahnno estorto il verbale. L’avvocato Ghedini ci casca come un pollo con l’aviaria e dichiara che servono “nuovi limiti ai tempi di interrogatorio, soprattutto quelli senza difensore”. Peccato che l’interrogatorio di Mills sia avvenuto in presenza del suo pagatissimo avvocato.

- Tanto per smentire Ghedini Mills ritratta anche la ritrattazione dell’interrogatorio e dice che “i pm non mi hanno estorto nulla”.

Alla prossima appassionante ritrattazione.

22 Febbraio, 2006

Avanti suoi Prodi!

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 9:04 pm

“Quasi quotidianamente vengo “sfidato” all’incontro da esponenti della destra. […] Sia chiaro, sono loro che hanno governato cinque anni, e male, e ne devono rendere conto. Sono loro che devono sottoporsi alla critica dei cittadini.

[…] Le garanzie sono note. Metto a disposizione di tutti il protocollo di intesa sottoscritto dai rappresentanti di Bush e Kerry per l’organizzazione del faccia a faccia dell’ultima campagna per le elezioni Presidenziali negli Stati Uniti. Mi sembra un “format” equilibrato e di garanzia e a quello chiedo che ci si uniformi.

Ebbene, chiedo che questo confronto si faccia. Ma chiedo che si tenga sulle reti Mediaset, così sgomberiamo il campo dalle discussioni sulle regole dettate dalla Commissione di Vigilanza ed evitiamo di danneggiare una azienda, la Rai, che è bene pubblico, impedendole di pianificare i suoi palinsesti con le nostre discussioni.

Non solo, chiedo ufficialmente che a fungere da arbitro sia chiamato il direttore del TG4 Emilio Fede. Egli ha più volte avuto modo, diciamo così, di analizzare criticamente le mie proposte, il mio linguaggio e la mia immagine ed è quindi, a pieno titolo, uno dei più attenti e competenti osservatori del mio operato. Allo stesso tempo ritengo che Berlusconi, Fini e Casini non abbiano nulla da obiettare su questa scelta.
Organizzato con questa formula, l’incontro sarà inoltre l’occasione per lo stesso Fede e per Berlusconi di dimostrare nei fatti, il primo la sua professionalità e la sua imparzialità mentre il secondo avrà modo di chiarire se è vero quanto va costantemente affermando, quando sostiene che l’essere proprietario del principale gruppo televisivo commerciale del Paese non gli reca alcun giovamento nella sua attività di politico.

Chiedo infine che la controparte, in risposta alle ottime condizioni che vengono proposte, rinunci alla conferenza stampa finale che la Commissione di Vigilanza ha voluto assegnare al Presidente del Consiglio sulle reti Rai. Conferenza che, come noto, secondo la nostra valutazione attribuirebbe alla coalizione della destra un indebito vantaggio. […]
Non mi sembra, francamente, di chiedere la luna.”
(da romanoprodi.it )

Ma Prodi ha fumato strane sostanze fornitegli dall’alleato radicale?
Funghi allucinogeni, o peggio?
Mai visto nè sentito un Prodi così deciso, coraggioso e - consentitemi di esagerare - intelligente nelle scelte tattiche.
Mirabile l’idea di sfidare l’avversario dove è più in difficoltà (con gli alleati) e in evidente svantaggio, chiedendogli però di rinunciare all’ultima parola gratuita.
Quasi non da lui.
Complimenti allo spin doctor.
Come da copione Berlusconi non accetterà mai. Prodi potrà evitere il confronto e imputare il tutto all’avversario.
Non finisce mai di stupirci Prodino nostro… chissà che non riesca, nonostante i suoi alleati facciano di tutto per perdere, a spuntarla!
Sperem…

Next Page

Funziona con WordPress