Uno spettro si aggira per l’Europa

3 Febbraio, 2006

Giù a PECORELLA

Archiviato in: Giustizia — Roberto @ 7:22 pm

E’ strano che un procedimento giudiziario sia circondato da tante polemiche, fermato da tanti imprevisti, circondato da tanta ttenzione, che sembra quasi ricerca della giustizia.
D’altra parte è strano anche che sia l’imputato a fare le leggi con le quali verrà giudicato: quando il legislatore del 1942 prevedeva le norme sull’abolitio criminis di certo non immaginava che il legislatore sarebbe diventato imputato.
E’ strano che il processo continui: con tutti i tentativi che sono stati fatti per fermarlo, è strano che si stia, almeno in parte, concludendo.
Berlusconi - sto parlando del processo Sme - ha rinunciato a salvare Previti, come dovrebbe essere normale, e mira soltanto a salvare se stesso: ecco che salta fuori la legge Pecorella che impedirebbe al Pm di fare appello contro una sentenza di assoluzione.
Senza alcuna ragione il pm finge di fidarsi di più di una sentenza di primo grado che non di una di secondo (cioè di un solo giudicie invece di tre o quattro): se la corte di appello assolve si può ricorrere in tribunale, se è il tribunale a prosciogliere la sentenza diventa definitiva.
Cominciare a considerare le parti civili (che poi sono le vere vittime del reato) e dare loro un ruolo nel processo penale non sfiora neanche la mente dell’avvvocato del premier.
Il processo sme per il quale è stato assolto in pirmo grado da tre capi di imputazione e il prescritto il quarto (con la concessione delle attenuanti generiche, che per lo stesso fatto non erano state concesse a Previti) non deve arrivare in corte d’appello.
Quello per il caso Sme è il processo che ogni pm sogna: c’è poco da lavorare quando una testimone di indica gli autori di una possibile corruzione (indica perfettamente nomi, luoghi d’incontro, situazionim, persino il nome della Banca) e tu trovi un triplice bonifico bancario avvenuto il 6 marzo 1991. La stessa cifra - 434.404 dollari pari a500 milioni di lire tondi tondi - che passa dal conto Ferrido al conto Mercier al conto Rowena. Arrivia a sapere che il conto Ferrido è aperto da Giuliano scabini (fininvest) e alimentato dal «patrimonio personale di Silvio Berlusconi» (l’ha confessato lui);Mercier e Rowenaappartengono proprio ai soggetti che ti ha indicato il teste.
Nessuno si immagina che un giorno qualcuno venga a dirti che il processo è basato sul nulla. Ma i pm allora non conoscevano Berlusconi, lui ha la faccia d’acciaio, non di bronzo.

Subito dopo le elezioni la cassazione si pronuncierà sul ricorso in cassazione di Previti, Squillante e Acampora per il caso Imi-sir. Leggendo gli atti del ricorso per Cassazione - giudizio mio per quello che può valere - mi sembra che gli avvocati dell’avvocato di Berlusconi (e perciò avvocati al quadrato) siano dotati di una fantasia incredibile nell’inventarsi nuove contraddizioni nella sentenza di secondo grado ma siano un po’ ripettitici in altre argomentazioni: ancora la competenza territoriale, il fascicolo 9520 e la sentenza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento.
Non dico che non ci siano possibilità che un ricorso, che mi sembra pretestuoso, venga accolto (la cassazione ha dimostrato di meritare il suo nome). Certamente ci sono più possibilità che Berlusconi venga condannato in secondo grado. Ops…

P.S. Berlusconi non è l’unico a poter beneficiare della legge pecorella (il nome è indice del contenuto: una gran presa per il culo!): anche Mannino, la cui sentenza di Cassazione è stata annullata e rinviata ad altra sezione della Corte d’appello, potrebbe vedersi prosciolto definitivamente: la legge prevede che «l´appello in corso contro una sentenza di proscioglimento viene dichiarato inammissibile ed entro 45 giorni può essere proposto ricorso in Cassazione» e la norma si applica anche «nel caso in cui sia annulllata su punti diversi dalla pena o dalla misura di sicurezza una sentenza di condanna di una corte di appello o di assise di appello che abbia riformato una sentenza di assoluzione». così l’Udc potrà candidare un altro (sospetto) mafioso.
I due porcessi di Francesco Gaetano Caltagirone, imprenditore romano ed editore di Messaggero e Mattino, uno a Perugia per l´ipotetica corruzione dell´ex pm di Roma Vinci, uno a Roma per turbativa d´asta nella gara di affidamento delle licenze Umts, spariranno allo stesso modo.
Naturalmenta Previti se la Cassazione annullasse la sentenza con rinvio.

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