Pecorella Bis

L’utlima legge del parlamento - o una delle ultime - sarà l’ennesima legge ad personam.
Ieri il Senato ha approvato definitivamente la legge Pecorella che stabilisce l’inappellabilità della sentenza di proscioglimento. La legge era stata rimandata alle camere per manifesta incostituzionalità dal presidente Ciampi.
E’ tornata a Ciampi per la promulgazione quasi identica.
Ciampi l’aveva rimandata alle camere per diversi motivi.
Riteneva - e ritiene tutt’ora, io penso - che “le asimmetrie tra accusa e difesa costituzionalmente compatibili non devono mai travalicare i limiti fissati dal secondo comma dell’articolo 111 della Costituzione, a norma del quale:«Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità , davanti a giudice terzo e imparziale».”
Ebbene che cosa ha fatto la nostra brillante maggioranza? Ha cambiato formalmente la regola, lasciandola sostanzialmente identica: l’appello sarà possibile solo se vengono scoperte nuove prove decisive (non una prova qualunque, deve essere decisiva ) entro i 45 giorni per l’appello. Quale prova, che non sia stata trovata negli anni dell’indagine e del processo di primo grado, può comparire proprio in quel brevissimo lasso di tempo?
Il principio costituzionale di parità tra accusa e difesa rimane violato.
Il secondo rilievo di Ciampi è stato proprio ingorato. La Cassazione potrà riscontrare un vizio di motivazione tale da legittimare il ricorso, oltre che dalla motivazione della sentenza, da “altri atti del processo” indicati dal ricorrente.
In questo modo la Cassazione dovrà rileggersi tutti gli atti del processo (di primo e secondo grado) indicati dalle parti, allungando i tempi di definizione dei ricorsi e avvicinando la prescrizione. con buona pace della “ragionevole durata”.
Ela Cassazione, come ha ricordato Ciampi, sarà imballata per mesi dall’enorme quantità di processi che vi giungeranno nei porssimi mesi: tutti gli appelli avversi a sentenza di proscioglimento o condanna a pena pecuniaria attualemnte in corso si trasformeranno in ricorsi per Cassazione.
Un secondo colpo alla brevità dei ricorsi che aveva trovato un buon equilibrio (un anno circa) negli ultimi anni.
Almeno le incongruità che Ciampi aveva rivelato - e che la maggioranza piena zeppa di avvocati (del premier) e magistrati (amici del premier) non avevano rilevato) - sono state corrette.
Questa maggioranza,la stessa che dichiara di preoccuparsi delle vittime dei reati prima dei criminali (evidentemente accusando tutto il mondo garantista, avvocati compresi, di voler favorire i secondi ai primi), priva le parti civili, le vittime dei reati, di una tutela enorme.
Vero è che la parte civile può comunque appellarsi per quanto concerne le obbligazioni risarcitorie civili. Ma è assodato che senza pm le parti civili abbiano be poco successo nelle proprie pretese (senza considerare che sarebbe esilarante risarcire una vittima per un reato che rimarrebbe non commesso).
Lo ha ammesso lo stesso Berlusconi (dopo aver dichiarato “sfido chiunque a citare un solo provvedimento del governo o della maggioranza che mi abbia favorito”; io sfido chiunque a non trovarlo….) “a Milano c’è un processo in appello per cui sono già stato assolto in primo grado, ma non c’è nessuna possibilità che questo verdetto possa cambiare tanto è chiaro lo svolgimento dei fatti”.
L’ha definito un processino. Lo stesso processino per cui il suo sodale Cesare Previti e starto condannato a sette anni e lui è stato assolto, per un capo di imputazione, solo perchè, concesse le attenuanti generiche, il fatto è coperto da prescrizione.
Alla faccia del processino.
Bidibi bodibi buh, il processino non c’è più.