La Cosa (nostra) delle libertÃ

Nella prima repubblica i politici si facevano eleggere e poi (in parte) rubavano.
Nella seconda prima rubano, poi si fanno eleggere.
Cambiando i fattori e mettendo da parte il populismo che è in gonuno di noi, il risultato non cambia.
Giuseppe Di Vittorio, sindaco di Trabia fino a un anno fa, Giuseppe Mario Conti, Salvatore La Barbera, Innocenzo Ponziano, Giovanni La Barbera,Rosanna Modica, Giovanni Ciaccio, Diego Rinella, Francesco Virga, Andrea Anello e Salvatore Buttitta, tutti arrestati oggi.
Di Vittorio e’ accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per aver , secondo i pm della Divisione antimafia, messo ”a disposizione del boss Rinella la propria carica amministrativa”.
Avrebbe infatti favorito la famiglia mafiosa dei Rinella e altri esponenti dei clan da questa indicati nell’aggiudicazione degli appalti pubblici per far loro ottenere condizioni favorevoli per la vendita di terreni del Comune di Trabia, per lo stanziamento di fondi pubblici e per l’inserimento di terreni nel piano regolatore del Comune.
I boss mafiosi del mandamento di Trabia e Caccamo avrebbero fatto campagna elettorale per un noto avvocato penalista poi eletto alla Camera dei deputati, per quanto emerge da intercettazioni telefoniche e ambientali. L’avvocato, che sarebbe poi stato eletto, è
Il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, ha ribadito che “gli uomini di Cosa nostra si infiltrano nelle amministrazioni comunali tanto da gestire direttamente le attività economiche e politiche di un paese. E tutto ciò si ripercuote nella politica, da quella locale fino a quella regionale e nazionale”.
Secondo Giuffrè il paese in provincia di Palermo è una “roccaforte” mafiosa, e Di Vittorio sarebbe stato eletto primo cittadino con i voti di Cosa nostra. Come lui anche altri sindaci. Di Vittorio è stato incastrato anche da un’intercettazione del 10 aprile 2001 tra il presunto mafioso Diego Rinella e un altro uomo, dove il sindaco veniva definito un “amico”.
Ma la politica non si muove neanche di un centimetro. Se la mafia non uccide, non da fastidio, perchè bisogna perdere voti e tempo (con il rischio di prendersi imegni che non si possono mantenere e hanno poca valenza elettorale)?
Quando vennero meno i referenti politici all’interno della Dc, a metà degli anni ottanta, la mafia - sta scritto in molte sentenze non me lo sto inventando io - cercò nuovi referenti politici : tentò di giungere a Craxi servendosi di Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi.
Poi ci fu tangentopoli e Craxi si trasformò in un inutile (in ottica mafiosa) latitante. A quel punto sivlio Berlusconi scese in politica.
Nel 2001 Forza Italia ha vinto in tutti i colelgi in Sicilia, alla Camera come al Senato, tredici deputati su tredici non si eleggono senza i voti della Mafia.
Ciò non singifica che forza Italia sia daccordo con la mafia. Ci mancherebbe, mai detto una cosa del genere.
Ma quando sento che il sig Romano Francesco Saverio, eletto con una lista civetta nel collegio che comprende Villabate e Trabia, con il 60.7% dei voti (secondo per preferenze al solo Catanoso Basilio con il 63.3%), quando sento quello che dice l’ex sindaco di Villabate; e poi l’episodio di Santa Margherita Belice in provincia di Agrigento dove è stato interrotto un summit mafioso che avrebbe dovuto procedere all’elezione del rappresentante delle famiglie mafiose dell’agrigentino, riunione a cui era presente Giuseppe Nobile, medico analista, consigliere provinciale di Agrigento eletto nelle file di Forza Italia (insieme a lui altri ex consiglieri comunali).
Il senatore Firrarello di Forza Italia, è stato rinviato a giudizio per tangenti e rapporti con la mafia, senza considerare Marcello Dell’Utri condannato a 9 anni per associaizone esterna.
Per rapporti con la mafia barcellonese, infiltratasi nel settore degli appalti pubblici e nelle amministrazioni locali (procedimenti “Omega†e “Gabbianiâ€) e’ stato arrestato il presidente della cooperativa “Libertà e lavoro†Andrea Aragona, che è stato anche il consigliere comunale più votato alle ultime elezioni (eletto nelle liste di Forza Italia e poi passato all’Udc).
Nello stesso procedimento è stato contestato anche il voto di scambio a Luigi La Rosa a lungo assessore dell’attuale amministrazione in quota Forza Italia; l’assessore dello stesso comune Giuseppe Cannata (FI) è imputato di tentata estorsione e falso in bilancio e l’assessore (addirittura all’urbanistica) Luciano Genovese (FI) è imputato per abusivismo edilizio. Tutti reati comunque collegati con l’azione mafiosa.
Metà Udc (non è un dato numerico ma indicativo) è accusato di vari reati di mafia, dall’associazione esterna al voto di scambio. Tanto da far cambiare il nome del reato in associazione in Udc.
Tutti questi indizi….