Fini diplomazie

Barenghi, ex direttore del manifesto, scriveva ieri su La Stampa “per la sinistra italiana qualsiasi cosa faccia l’America non va mai bene, una guerra, un carcere speciale, qualche tortura, un sondaggio.”
A parte le battute trasformare l’Italia nel fedele vassallo degli satti Uniti è stata una delle imprese peggiori del governo di Silviuccio e del bisogna-provare-le-cose-prima-di-vietarle ministro Fini.
Non solo non abbiamo il coraggio - improvvisamente recuperato sotto campagna elettorale - di chiedere giustizia (non vendetta, di cui gli satti Uniti sono specialisti!) quando i soldati americani sparano sulle auto dei nostri servizi segreti o violano la nostra sovranità per rapire e torturare un cittadino straniero in Italia.
Ma non hanno neppure il coraggio di chiedere (come ha fatto l’ALLEATO Blair, l’ALLEATO Merchel e l’ALLEATO Zapatero) la chiusura di Guantanamo, quando già in tal senso si sono shcierati l’Onu, Amnesty International e i governi delle aggiori potenze mondiali. Oltre a tutto il diritto internazionale!
Fa sapere la Farnesina:
“Nel commentare il Rapporto delle Nazioni Unite sull’auspicata chiusura di Guantanamo, alla Farnesina si rileva come la necessità di conciliare misure efficaci di lotta al terrorismo con la doverosa salvaguardia dei diritti e della dignità dell’uomo sia stata in varie occasioni ribadita alle Autorità americane.
Anche il futuro di Guantanamo, che rappresenta indubbiamente, come afferma il Primo Ministro Blair, un caso anomalo e temporaneo nelle modalità di contrasto del terrorismo, va visto nel medesimo contesto e nella prospettiva del suo superamento.”
Trovate per caso la parola chiusura?
Più che opporsi a Guantanamo mi sembra che lo si giustifichi come una misura temporanea, giustificata dalla lotta al terrorismo. In pratica diciamo agli USA: se volete chiudetelo!
Oggi il ministro Fini, ospite della trasmissione della Annunziata ( Fini è riuscito a raf arrabbiare anche lei… una sfida impossibile! ), ha dichiarato che il comunicato voleva, in linguaggio diplomatico, chiedere agli Stati Uniti di chiudere Guantanamo.
Fini forse si sente di dare lezioni di dipplomazia a Blair e al segretario dell’Onu.. forse siamo noi che non abbiamo le PALLE.
Le palle di dire agli Stati Uniti che non possono trattare il mondo come il loro cortile dove fare ciò che vogliono; che esistono delle regole che non si possono mai violare, nenahc eper lottare al terrorismo; che la dmeocrazia vale per tutti e si esporta con la democrazia, non con la tortura.
Il diritto internazionale non è un pupazzo di cui Bush può fare ciò che vuole.
Penso che Fini le conosca, ma ripetiamogli le nefandezze di Guantanamo:
- tecniche d’interrogatorio che violano la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura;
- gli Usa trattengono i prigioneri senza processarli. Anche per loro valgono le regole che valgono per gli altri cittadini;
- che tutti i centri di dentenzione (sia Guantanamo che Bagram in Afghanistan e Abu Ghraib in Iraq) devono essere sorvegliati da verifiche indipendenti, finore rifiutate dagli USA;
- tutti i detenuti devono avere accesso ai tribunali ed essere trattati con umanità , spesso a Guantanamo ciò non avviene;
- centinaia di prigionieri hanno tentato il suicidio e centinaia hann intrapreso uno sciopero della fame a cuasa delle pessime condizioni;
- nessuno ha beneficiato di una revisione giudiziaria della legittimità della propria detenzione. Nove continuano a essere detenuti nonostante non siano più ritenuti dal governo Usa ‘combattenti nemici’;
- gli Usa proseguono nel loro intento di privare tutti i prigionieri del diritto di contestare la detenzione in un tribunale statunitense.
Quale maglietta dobbiamo indossare per cacciare Fini?