Uno spettro si aggira per l’Europa

23 Febbraio, 2006

His master’s voice

Archiviato in: Giustizia — Roberto @ 7:41 pm

Una volta ci metteva almeno due frasi per contraddirsi. E’ milgiorato, oggi gliene basta una!
“Qualcuno avrà fatto qualcosa di illegale - dice il premier - ma l’offerta della Bpi era assolutamente regolare. L’intervento indebito (delle Procure, ndr) in un fatto economico ha fatto finire una nostra banca in mani straniere”.
Se c’era qualcosa di illegale l’intervento della magistratura non è indebito, è anzi doveroso (si ricorda quella leggenda antica dell’obbligatorietà dell’azione penale?).
Oltrettutto sono state Cosnob e Bankitalia a bloccare l’Opa, giudicandola irregolare; i giudici non avevano il potere di farlo.
Che un presidente del consiglio se la prenda con un’altra parte dello stato è scandaloso. In Italia Berlusconi era già in astinenza, non trovando il metadone ha dovuto aprir bocca.

“C’è un uso distorto della custodia cautelare, un uso coercitivo per ottenere informazioni. [..] Mentre l’altro personaggio (Consorte, n.d.r) è libero di circolare in Italia e all’estero”.
Berlusconi non ha ancora imparato a dire ciò che sa, e tacere il resto? Le ha lette lui le carte? Se l’avesse fatto saprebbe che il gip Clementina Forleo (altra persona rispetto al pm Greco che l’ha chiesta) ha disposto la custodia cautelare per Fiorani perchè satva già progettando di ripetere il reato e di occultare le prove. Nessuno ha ancora pescato consorte a fare ciò. dunque Cosnorte è libero mentre Fiorani a San Vittore.
Naturalmente Berlusconi parla, e i suoi “Qui, quo, Qua” come li ha definiti Prodi, confermano il sacro verbo.
Se il padrone piange i servi si disperano.

“Aspetto con impazienza di poter andare in una aula di tribunale per denunciare lo sconcio dell’intreccio tra sinistra e cooperative - ha detto il premier . Spero di poter fare presto l’avvocato accusatore” Ti piacerebbe Bellachioma… invece sarai ancora imputato, di diffamazione.
Quest’uomo è strano: adesso ha voglia di andare in tribunale, quando lo chiamano i giudici a rendere conto del suo passato trova sempre un impegno (o se lo inventa se non ce l’ha).
Comunque gli va male un’altra volta perchè verrà presto chiamato a rendere conto delle dichiarazioni del signor Mills, suo correo per corruzione.

Per lui “le accuse riguardanti l’inchiesta Mediaset sono assolutamente infondate” e “le carte ci dicono chiaramente che l’avvocato di cui si parla [David Mills, ndr] è stato pagato con soldi provenienti da un conto che non può in nessuna maniera risalire a me e che non ha nulla a che fare con me”. Tranne secondo Mills, che lo riferisce ad un certo Mister B., poi riconosciuto in Silvio Berlusconi dallo stesso Mills nel famoso verbale.
Ma il signor Mills, come una morbita spugna ha assorbito tutto il savuar fair di Berlusconi e ora ritratta tante di quelle volte che è opportuna una simpatica tabellina.

- Nel febbraio 2004 Mills scrive al suo commercialista per chiedere informazione su come comportarsi con i 600′000 dollari che ha ricevuto in Svizzera per “salvare Mister B. da un mare di guai” su cui non ha dato una lira al fisco inglese.
La lettera finisce nelle mani degli inquirenti milanesi che naturalemnte indagano.

- Il 18 luglio 2004 l’avvocato inglese dichiara, interrogato dalla procura di Milano davanti al suo avvocato (lo spovveduto Federico Cecconi, studio sito in via Montenapoleone 8, tipica location da azzeccagarbugli da 4 soldi) che “Silvio Berlusconi [magari è un omonimo?! n.d.a.] a titolo di riconoscenza per il modo in cui ero riuscito a proteggerlo nel corso delle indagini giudiziarie e dei processi, aveva deciso di destinare a mio afvore una somma di denaro.”

- Nel novembre 2004, 4 mesi dopo, Mills ripensa a quello che ha detto e con un memoriale ritratta il verbale: quei soldi non arrivano da Berlusconi ma da altri tre clienti italiani (il cui nome non inizia per B. e uno di loro si trova anche in carcere mentre dovrebbe fare il bonifico estero su estero dei 600′000 dollari, ipotesi quantomeno incredibile). I clienti smentiscono.

- Mills ci ripensa ancora e dice che gli inquirenti gli ahnno estorto il verbale. L’avvocato Ghedini ci casca come un pollo con l’aviaria e dichiara che servono “nuovi limiti ai tempi di interrogatorio, soprattutto quelli senza difensore”. Peccato che l’interrogatorio di Mills sia avvenuto in presenza del suo pagatissimo avvocato.

- Tanto per smentire Ghedini Mills ritratta anche la ritrattazione dell’interrogatorio e dice che “i pm non mi hanno estorto nulla”.

Alla prossima appassionante ritrattazione.

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