Uno spettro si aggira per l’Europa

25 Febbraio, 2006

L’ultima ora dell’uom fatale

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 5:57 pm

Prima della vicenda Calderoli la mia impressione era che la Cdl avesse rimandato completamente la definizione del suo assetto interno, compattata dal desiderio di una rimonta che appariva impossibile, a dopo le elezioni.

Le dimissioni di Calderoli e le minacce della Lega hanno provocato un vero e proprio terremoto interno che ha costretto l’imperatore Silviuccio a una rapida definizione degli equilibri.

Le nouvelle Napoleon si è dimenticato però di precisare che sarà lui il prossimo presidente del consiglio, se a vincere dovesse essere la Cdl. Sul programma, fresco di stampa, campeggia la scritta “il capo unico della coalizione è SILVIO BERLUSCONI” (il maiuscolo è prova evidente del suo delirio di onnipotenza).

Ma il capo unico della coalizione corrisponde necessariamente con il presidente del consiglio? L’uso di questa terminologia, proviene dalla legge elettorale che obbliga le coalzioni a indicare quale sia il candidato leader della coalizione (il termine leader è satto sostituito poi da “capo unico”, soprassedendo solo in parte alla bruttezza della forma). Quidni il prossimo presidente del consiglio sarà lui. Ogni dubbio sembrerebbe fugato.

Tuttavia la sola legge elettorale, senza l’approvazione definitiva - tramite referendum - della Devolution, non vincola affatto le coalizioni alle loro scelte. La designazione del presidente del consiglio dei ministri rimane prerogativa del Capo dello Stato. E nulla impedisce la sfiducia e la scelta di un nuovo premier anche con una maggioranza diversa.

Il cosiddetto ribaltone è impedito dalla riforma costituzionale che però non è ancora legge vigente.

Il dubbio viene direttamente dalla bocca dei suoi alleati: oggi Casini ha dichiarato esplicitamente di non correre “per essere l’unico leader della coalizione, ma per andare a Palazzo Chigi”. Fini, se possibile, è stato ancotra più esplicito: “in caso di affermazione del centrodestra sarà presidente del consiglio il leader del partito che raccoglierà più voti”.

Fortuna (per Silviolo) vuole che sia Forza Italia il partito più in crescita in queste settimane, oltre ad essere il partito con più voti: FI è accreditata di un 19-21%, l’Udc del 5-7%, An del 12-14%.
La rimonta per Casini e Fini sembra quasi impossibile, anche a causa del delirio di onnipresenza di Silviolo. Vero è che la Cdl non può rimontare solo con Berlusconi che risulta da sondaggi una delle personalità maggiormente compromessa presso l’opinione pubblica da questi cinque anni di governo.

Ieri sono state presentate ufficialmente le liste elettorali dei vari partiti. Scopriam così un’altra bugia: la Mussolini c’è eccome, capolista di Alternativa sociale in tutte le circoscrizioni.

Altra bella novità è il ripescaggio di Mannino in Sicilia al senato come secondo in lista (dopo vasa vasa Cuffaro) nell’Udc, insieme a Saverio Romano , completando così la triade dei mascariati. Come si fa a dar torto a Riviezzo quando dice che “il controllo di legalità procura fastidio”? Ai criminali s’intende.

P.s. Dopo D’Alema e Prodi anche Rutelli deve aver fatto uso di droghe (pesanti o leggere?). Alla kermesse dell’Ulivo è arrivato a definire Pera “difensori domenicali dell’Occidente” e a rinnegare il “filoatlantismo in ginocchio che rende tutti più insicuri”.

Le elezioni sono anche questo.

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