Toghe o tuniche

Si è svolto nel fine settimana scorsa il XXVIII Congresso Nazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati, circondata dalle polemiche scatenate dal presidente Berlusconi.
I magistrati non possono essere imparziali quando una parte politica li definisce “antropoligicamente diversi dal resto della razza umana”, li umilia cercando di sottoporli al proprio potere e li incolpa di ogni male, anche quando non centrano nulla o compiono solo il loro dovere.
I magistrati non possono essere monaci di clausura, completamente estranei dalla società che li circonda, insensibili ai suoi mutamenti e alle riforme legislative del loro mestiere. Non si può chedere ai magistrati di far finta di non pensare. Si DEVE invece chiedere loro di non essere influenzati durante il loro lavoro.
Non possiamo vietare ai magistrati di candidarsi, certo dovrebbero lasciare definitivamente le loro funzioni.
I magistrati devono èpoter esprimere i loro dubbi relativamente alle leggi del parlamento da tecnici e da cittadini direttamente coinvolti dalla legge. Devono rispondere agli insulti per far capire all’opinione pubblica che quello che dice Berlusconi sono “delirii” e non verità . La chiarezza sarebbe dovere dell’opposizione, che però tace da sempre sull’argomento.
Sono i primi a essere interessati al brevità dei processi, alla buona salute del sistema giustizia. E sopratutto sono i primi a voler creare meccanismi per premiare chi lavora e punire chi dormicchia. Il rpoblema della valutazione dei dipendenti è comune a tuti i comparti della pubblica amministrazione.
non è possibile attaccare, insultare e accusare perfino di reati i magistrati per voler passare per vittima quando si compiono operazioni a limiti della criminosità e si
deviano i processi a colpi di leggi e leggine ad personam.
I ladri al potere gridano contro le guardie senza che le guardie possano muovere un dito.
Casini dichiara che i magistrati devono “fare pulizia al loro interno”. E’ il bue che da del cornuto all’asino. Proprio lui che ha in cima alla lista dei candidati Cuffaro, accusato di favoreggiamento mafioso, seguito da Mannino, accusato (forse si salverà solo epr la legge Pecorella) di concorso esterno, da Giuseppe Drago, condannatto per peculato e abuso d’ufficio, e da Calogero Sodano (condannato definitivamente a 1 anno e 8 mesi per aver favorito l’abusivismo edilizio nella Valle dei Templi in cambio di sostegno elettorale, 3 anni e 4 mesi in Tribunale per gli appalti truccati del depuratore del Villaggio Peruzzo, 1 anno in Tribunale per la gestione illegale dell’acquedotto municipale e infine imputato per la sua villa abusiva nella valle dei Templi e per aver truccato l’appalto della nettezza urbana). Alla faccia della pulizia, qui servirebbe una disinfestazione