Uno spettro si aggira per l’Europa

21 Febbraio, 2006

Capricciosi

Archiviato in: Politica estera — Roberto @ 6:54 pm

«Se chiediamo scusa, se ci genuflettiamo, se indulgiamo all’appeasement, abbiamo già perso. E ci siamo già arresi».
La mia speranza è ch Pera non capisca quello che dice: chiedere scusa non è un atto di sottomissione, è espressione del proprio risentimento per un errore.
E quello di Calderoli è un errore grave.
Certo, anche chi incedia, devatsa e uccide sbaglia, ma spetta a lui trovare la sensibilità per scusarsi, non noi a imporgielo. Tantopiù che è Calderoli ad aver sbagliato per primo.

A Per fa eco il suo delfino Socci (vi ricordate quel povero di spirito che conduceva Escalibur, quella trasmissione che faceva meno ascolti di Telenova!).
“Il Nordafrica, prima di Maometto, era una bellissima terra cristiana. Era verde di boschi e gialla di campi di grano. Quella grande cristianità dette i natali a santi dottori della Chiesa come Sant’Agostino e San Cipriano. Oggi è un deserto islamico”
Non so quanti paesi abbia visitato Socci. Forse lui può pensare che ogni bellezza, ogni arte, ogni cultura sia cristiana o cristianizzante.
Socci sa che l’impero romano è caduto quando è arrivato il cristianesimo? Qualcuno - non io - potrebbe concludere che se non siamo più i dominatori del mondo è colpa di Socci (che è cattolico).
La profondità dell’analisi di Socci è pari solo a quella di Calderoli.

“Non ho mai offeso o voluto offendere una religione: la mia era soltanto una denuncia contro i fanatismi religiosi e le violenze che ne conseguono”.
Cosa c’è di meglio per denunciare il fanatismo religioso e la sua violenza che provocarlo e consentirgli di fare altre vittime?

Ma poteva mancare la voce della verità, che tuona dal profondo delle viscere bestiali di Borghezio? Certo che no: «E’ evidente che, anziché combattere la corruzione, i magistrati italiani trovano più facile combattere i reati di Calderoli. Spero che quella italiana non sia una magistratura che applica la Fatwa»
Quando i magistrati combattono la corruzione si dice che fanno politica, quando fanno altro gli si rimprovera di non combattere la corruzione. L’unica loro alternativa sarebbe non lavorare, salvo poi esporsi alle critiche sulle lungaggini dei processi.

Mi sembra che nei fondamentalisti cattolici Ruinisti serpeggi malcelata la volgia di scontro di religioni.
sono sicuro che godrebbero un mondo al ritorno delle crociate vecchio stampo. Cosa c’è di meglio di un po’ di violenza in nome di un dio che predica l’amore anzichè l’occhio per occhio!
Oltretutto mi sembra che ci sia una leggere confusione: l’occidente non centra nulla con il cristianesimo.
L’occidente democratico è laico, per la maggioranza protestante (e non cattolico) ed è stata proprio l’ideologia protestante (e non la cattolica) la culla della democtrazia e delle libertà. dopo il paganesimo intendo.

Smettiamola con questa baggianata delle radici cristiane. Non ha nessun senso, nessun significato strapparsi loe vesti per decidere se abbiamo o no radici cristiane.
Innanzi tutto perchè riguarda il nsotro passato e non il nostro presente (ormai si spera diostaccato dalla prospettiva religiosa); e in secondo luogo perchè le civiltà non si costituiscono con una sola radice: le nostre idee partono milgiaia di anni fa, attraversnao secoli radicalmente diversi, tra cui certo alcuni prettamente cristiani.
Non mi sembra questa la sede per definire definitivamente la sfida.

Soprattutto mi sembra quantomai sbagliato scendere sul terreno dei fondamentalisti islamici. Se vogliamo veramente dare nuova linfa al terrorismo (e mi sembra si stia facendo tutto in tal senso) continuaimo sul terreno di Pera: mi sembra di sentire i bambini dell’asilo quando si vantano con gli amichetti… “ma io sono meglio di voi!!!”.
Saremo anche una splendida civiltà ma un po’ infantile.

20 Febbraio, 2006

Affari tuoi

Archiviato in: Giustizia — Roberto @ 8:56 pm

99′000 milioni di euro di giro d’affari.
Se vi sembra poco pensate che il Pil dell’Italia era 1.300.926 milioni di euro nel 2003; è più del Pil della Rpubblica Ceca.

La cifra diventa più impressionante se si pensa che viene prodotta principalmente da 4 regioni: Sicilia, Calabria, Puglia e Campania.
99′000 milioni è il gio d’affari annuo delle mafie: Camorra, Cosa Nostra, Sacra Corona Unita e ‘Ndrangheta.
La ‘Ndrangheta ha superato tutti con 35′000 milioni, di cui 22′000 ricavati dal traffico internazionale di droga: acquistano cocaina a 3′000 dollari al kilo e la rivendono a 45 mila.
La porta ovunque, in Italia e in Europa.

Un fenomeno del genere dovrebbe occupare tutti i telegiornali, i giornali e le menti dei politici. non solo perchè lo stato non può rassegnarsi nella lotta contro la criminalità organizzata, nel perseguimento della sicurezza e dell’ordine pubblico, ma anche perchè un simile movimento è antisociale e antieconomico.
Invece lo stato “ci convive”: o perchè ha i suoi interessi a tacere o perchè non trova alcun interessa a parlarne. Dopotutto a chi può convenire? A parte i cittadini intendo.

Oltra a non reagire lo stato consente che le mafie si insericscano nelle sue istituzioni periferiche e centrali: protegge con un finto gatrantismo che sa di impunita i mascariati e non denuncia i collusi.
Oltre a trasmettere ai suoi cittadini un messaggio generale di impunità e di diosinteresse.
In america hanno le mafie e le hanno avute molto simili alle nostra.
In parte sono state sconfitte, la lotta al traffico di droga è compiuto seriamente, non sono i poliziotti i primi a essere corroti per chiudere un occhio al passaggio degli stupefacienti.
Oggi stanno quasi solo nei videogames.

La ‘Ndrangheta non sa più dove investire is uoi soldi, ne ha troppi.
La mafia da quando non uccide passa sotto silenzio, come fosse sparita, come non esistesse.
La primavera siciliana e quella calabrese si sono rivelati fiammate estemporanee del sentimento popolare: la gente vuole la legalità, forse fa quello che può, ma forse non vuole (io per primo) scomodarsi, violentare le proprie abitudini per obiettivi utopistici.
Forse semplicemnte si è fatta addomesticare dalle panzanate democrastian-socialist- berlusconiane che fingono di non vedere il marcio quando non ne prendono parte.

Alcune volte, leggendo i giornlai mi chiedo perchè l’uomo abbia inventato la legge… tanto vince sempre chi la viola, i furbi la fanno franca, la legge non può emergere perchè non ha la forza etica per farlo!
Non è un dubbio che è venuto solo a me :
Salmo 94

Dio che fai giustizia, o Signore, Dio che fai giustizia: mostrati!
Alzati, giudice della terra, rendi la ricompensa ai superbi.
Fino a quando gli empi, Signore, fino a quando gli empi trionferanno?
[…] Chi ha formato l’orecchio, forse non sente?
Chi ha plasmato l’occhio, forse non guarda?
Chi regge i popoli forse non castiga, lui che insegna all’uomo il sapere?
[… ] Chi sorgerà per me contro i malvagi?
Chi starà con me contro i malfattori?

Poi torna la tristezza quando penso che le scritture mi vengono in mente solo quando sono senza speranza, quando non ho conforto nella mia razionalità.
L’ultima spiaggia dell’uomo, un lido tropicale, forse un’illusione.

19 Febbraio, 2006

Fini diplomazie

Archiviato in: Politica estera — Roberto @ 6:14 pm

Barenghi, ex direttore del manifesto, scriveva ieri su La Stampa “per la sinistra italiana qualsiasi cosa faccia l’America non va mai bene, una guerra, un carcere speciale, qualche tortura, un sondaggio.”

A parte le battute trasformare l’Italia nel fedele vassallo degli satti Uniti è stata una delle imprese peggiori del governo di Silviuccio e del bisogna-provare-le-cose-prima-di-vietarle ministro Fini.
Non solo non abbiamo il coraggio - improvvisamente recuperato sotto campagna elettorale - di chiedere giustizia (non vendetta, di cui gli satti Uniti sono specialisti!) quando i soldati americani sparano sulle auto dei nostri servizi segreti o violano la nostra sovranità per rapire e torturare un cittadino straniero in Italia.
Ma non hanno neppure il coraggio di chiedere (come ha fatto l’ALLEATO Blair, l’ALLEATO Merchel e l’ALLEATO Zapatero) la chiusura di Guantanamo, quando già in tal senso si sono shcierati l’Onu, Amnesty International e i governi delle aggiori potenze mondiali. Oltre a tutto il diritto internazionale!

Fa sapere la Farnesina:

“Nel commentare il Rapporto delle Nazioni Unite sull’auspicata chiusura di Guantanamo, alla Farnesina si rileva come la necessità di conciliare misure efficaci di lotta al terrorismo con la doverosa salvaguardia dei diritti e della dignità dell’uomo sia stata in varie occasioni ribadita alle Autorità americane.
Anche il futuro di Guantanamo, che rappresenta indubbiamente, come afferma il Primo Ministro Blair, un caso anomalo e temporaneo nelle modalità di contrasto del terrorismo, va visto nel medesimo contesto e nella prospettiva del suo superamento.”

Trovate per caso la parola chiusura?
Più che opporsi a Guantanamo mi sembra che lo si giustifichi come una misura temporanea, giustificata dalla lotta al terrorismo. In pratica diciamo agli USA: se volete chiudetelo!
Oggi il ministro Fini, ospite della trasmissione della Annunziata ( Fini è riuscito a raf arrabbiare anche lei… una sfida impossibile! ), ha dichiarato che il comunicato voleva, in linguaggio diplomatico, chiedere agli Stati Uniti di chiudere Guantanamo.

Fini forse si sente di dare lezioni di dipplomazia a Blair e al segretario dell’Onu.. forse siamo noi che non abbiamo le PALLE.
Le palle di dire agli Stati Uniti che non possono trattare il mondo come il loro cortile dove fare ciò che vogliono; che esistono delle regole che non si possono mai violare, nenahc eper lottare al terrorismo; che la dmeocrazia vale per tutti e si esporta con la democrazia, non con la tortura.
Il diritto internazionale non è un pupazzo di cui Bush può fare ciò che vuole.

Penso che Fini le conosca, ma ripetiamogli le nefandezze di Guantanamo:

- tecniche d’interrogatorio che violano la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura;

- gli Usa trattengono i prigioneri senza processarli. Anche per loro valgono le regole che valgono per gli altri cittadini;

- che tutti i centri di dentenzione (sia Guantanamo che Bagram in Afghanistan e Abu Ghraib in Iraq) devono essere sorvegliati da verifiche indipendenti, finore rifiutate dagli USA;

- tutti i detenuti devono avere accesso ai tribunali ed essere trattati con umanità, spesso a Guantanamo ciò non avviene;

- centinaia di prigionieri hanno tentato il suicidio e centinaia hann intrapreso uno sciopero della fame a cuasa delle pessime condizioni;

- nessuno ha beneficiato di una revisione giudiziaria della legittimità della propria detenzione. Nove continuano a essere detenuti nonostante non siano più ritenuti dal governo Usa ‘combattenti nemici’;

- gli Usa proseguono nel loro intento di privare tutti i prigionieri del diritto di contestare la detenzione in un tribunale statunitense.

Quale maglietta dobbiamo indossare per cacciare Fini?

18 Febbraio, 2006

Mister C

Archiviato in: Politica estera — Roberto @ 6:53 pm

Ha ragione Emma Bonino, la democrazia non è il governo dei migliori ma il governo di chi viene eletto”.
Il punto è che a venire eletto dovrebbe essere chi ha le idee migliori, intendendo con ciò le idee maggiormente condivise.
Da ciò e da molti altri elementi devo desumere che una fetta consistente dei miei concittadini sia daccordo con le azioni e con le parole di Calderoli.
Il buon gusto non si può imporre per legge. Dovrebbero essere le persone, gli elettori, a giudicare.
Certo non si è mai visto un ministro che fa di tutto per evocare l’odio, per aizzare gli animi, in un periodo già funestato da violenza sproporzionata.
La verità è che le vignette come la maglietta di Calderoli sono sono flebili fiamelle, ma gettate su un pagliaio cosparso di benzina.
Tanto più idiota è l’azione di Calderoli, commessa quando l’incendio era sul punto di spegniersi da solo.

Che Calderoli non fosse degno di essere un ministro della Repubblica non dipende in nessun modo dalla maglietta con le vignette. Le sue parole lo rendono incompatibile con qualunque carica pubblica, con il concetto stesso di democrazia che presume il RISPETTO.
Calderoli è quello della crastazione chimica, delle cannonate sugli immigrati, delle taglie, del “nessuno tocchi un padano!”, e molto molto altro.

Che poi il longobardo voglia passare per vittima mi sembra alquanto surreale.

“Non intendo consentire ulteriormente la vergognosa strumentalizzazione che in queste ore viene fatta contro di me e contro la Lega Nord anche (purtroppo) da esponenti della maggioranza: per questi motivi ho rimesso il mio mandato di ministro delle Riforme Istituzionali nelle mani del presidente Berlusconi, per senso di responsabilità e non certo perchè sollecitato da maggioranza e opposizione”

Segnalo al ministro Calderoli che nessuno ha capito la sua provocazione. come nessuno ha capito la provocazione di tutti i giornali (Libero, La padania, dove la cultura del rispetto la fa da padrone!).
Cosa voleva significare il suo gesto?
Lui lo definisce un attacco all’occidente. Concordo sul fatto che non siano giustificabili alcune reazioni nei paesi islamici e degli islamici europei.
Ma quando una vignetta rappresentava Gesù cristo o quando qualcuno definiva Cristo uno scheletrino, il signor Calderoli non si è mica messo una maglietta per tutelare la libertà di stampa, di pensiero e di opinione!
Anzi era il primo ad accendere i roghi su cui bruciare le streghe.
L’attacco è all’occidente solo se offende la religione cattolica, altrimenti va tutto bene!

O si tutela la libertà di espressione qualunque sia la religione attaccata o si fa del razzismo.
La libertà di Calderoli è stata fin troppo tutelata. E’ orache ritonri a dire stupidate da privato cittadino.

17 Febbraio, 2006

Richiesta indecente

Archiviato in: Giustizia — Roberto @ 7:47 pm

Povero Silvio, il mondo intero ce l’ha con lui.
E’ proprio sfortunato a essere nato a Milano, dove la procura fa il suo mestiere fino in fondo. Fosse nato a Roma magari le cose sarebbero state diverse.
Frequentando la facoltà di giurisprudenza dell’univesità di Milano mi rendo ben conto come l’indottrinamento comunista sia evidente fin dai primi corsi di laurea: non puoi laurearti senza odiare Berlusconi (c’è un esame apposito) e devi promettere che lo perseguiterai fino all’ultimo tuo respiro.
E’ colpa sua, si vede che si è fatto odiare da molti professori quando studiava lì (non penso siano ancora vivi ma si sa che il ruolo di professore è ereditario, come l’antiberlusconismo).

D’altronde come potreste mettere sotto inchiesta un uomo onesto e diligente come Belrusconi quando un suo collaboratore dice testualmente:

“[…] sono stato sentito più volte in indagini e processi che riguardavano Silvio Berlusconi e il Gruppo Fininvest e pur non avendo mai detto il faso ho tentato di proteggerlo nella massima misura possibile.
È in questo quadro che nell’autunno del 1999, Carlo Bernasconi mi disse che Silvio Berlusconi a titolo di riconoscenza per il modo in cui io ero riuscito a proteggerlo [..] aveva deciso di destinare a mio favore una somma di denaro. [..] Esso affluì su Torrey Global tramite una società BVI che si chiamava Struie, società gestita per me da fiduciari e sul sui conto erano affluiti denari di alcuni clienti, nel corso del tempo. In effetti una consistente somma di denaro era stata immessa in Struie da Bernasconi già dal 1977 ma fu solo nel 1999 che Bernasconi, con il discorso che ho sopra riferito mi ha autorizzato a disporre nella misura di 600.000 dollari. “

Tantopiù che hai trovato una lettera in cui tale avvocato dice le stesse cose al suo commercialista e che hai riscontrato perfettamente i movimenti bancari da lui descritti.
Ma Mills - questo il nome dell’avvocato che sarebbe stato corrotto da Berlusconi perchè “omettesse di dire il vero o dichiarasse il falso” nei processi AllIberian e Arces+altri (al termine del processo per le tangenti alla Guardia di Finanza, Berlusconi fu assolto, mentre per quello All Iberian è stato assolto perchè i fatti non sono più previsti come reato dalla legge) - ha ritrattato.
La volontà persecutoria è evidente: nessuna altra procura avrebbe osato chiedere il rinvio a giudizio quando un imputato confessa, trovi la pistola fumante (la lettera di Mills al commercialista) e i movimenti bancari!
Praticamente secondo Ghedini, l’avvocato di Berlusconi, dovevano coglierlo in flagranza.

Le indagini dei pm milanesi Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale che riguardano la presunta corruzione in atti giudiziari dell’avvocato inglese David Mills da parte di Silvio Berlusconi sono state chiuse ieri. si tratta di una costola dell’inchiesta principale sulla compravendita di diritti cinematografici e televisivi da parte di Mediaset, nell’ambito della quale al premier è stato notificato l’avviso di chiusura delle indagini, in base all’articolo 415 bis del codice di Procedura Penale, che, di norma, prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. L’udienza preliminare è stata rinviata a dopo le elezioni.

P.S Hanno dopato d’Alema!
Fa battute, dice cose di sinistra, è quasi simpatico!
Delle due l’una: o si dopa o è il suo fratello gemello di sinistra.
«Non dimentichiamoci che il principale collaboratore di Berlusconi ovvero Cesare Previti è stato condannato due volte per corruzione di magistrati - dice D’Alema - evidentemente questo era il metodo seguito quando ancora non si poteva fare leggine ad personam».
Voglio le analisi del sangue!

Il verbale integrale dell’interrogatorio di David Mills è scaricabile qui (PDF, 531 Kb)

16 Febbraio, 2006

La Cosa (nostra) delle libertà

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 8:08 pm

Nella prima repubblica i politici si facevano eleggere e poi (in parte) rubavano.
Nella seconda prima rubano, poi si fanno eleggere.
Cambiando i fattori e mettendo da parte il populismo che è in gonuno di noi, il risultato non cambia.

Giuseppe Di Vittorio, sindaco di Trabia fino a un anno fa, Giuseppe Mario Conti, Salvatore La Barbera, Innocenzo Ponziano, Giovanni La Barbera,Rosanna Modica, Giovanni Ciaccio, Diego Rinella, Francesco Virga, Andrea Anello e Salvatore Buttitta, tutti arrestati oggi.
Di Vittorio e’ accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per aver , secondo i pm della Divisione antimafia, messo ”a disposizione del boss Rinella la propria carica amministrativa”.
Avrebbe infatti favorito la famiglia mafiosa dei Rinella e altri esponenti dei clan da questa indicati nell’aggiudicazione degli appalti pubblici per far loro ottenere condizioni favorevoli per la vendita di terreni del Comune di Trabia, per lo stanziamento di fondi pubblici e per l’inserimento di terreni nel piano regolatore del Comune.

I boss mafiosi del mandamento di Trabia e Caccamo avrebbero fatto campagna elettorale per un noto avvocato penalista poi eletto alla Camera dei deputati, per quanto emerge da intercettazioni telefoniche e ambientali. L’avvocato, che sarebbe poi stato eletto, è
Il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, ha ribadito che “gli uomini di Cosa nostra si infiltrano nelle amministrazioni comunali tanto da gestire direttamente le attività economiche e politiche di un paese. E tutto ciò si ripercuote nella politica, da quella locale fino a quella regionale e nazionale”.

Secondo Giuffrè il paese in provincia di Palermo è una “roccaforte” mafiosa, e Di Vittorio sarebbe stato eletto primo cittadino con i voti di Cosa nostra. Come lui anche altri sindaci. Di Vittorio è stato incastrato anche da un’intercettazione del 10 aprile 2001 tra il presunto mafioso Diego Rinella e un altro uomo, dove il sindaco veniva definito un “amico”.

Ma la politica non si muove neanche di un centimetro. Se la mafia non uccide, non da fastidio, perchè bisogna perdere voti e tempo (con il rischio di prendersi imegni che non si possono mantenere e hanno poca valenza elettorale)?
Quando vennero meno i referenti politici all’interno della Dc, a metà degli anni ottanta, la mafia - sta scritto in molte sentenze non me lo sto inventando io - cercò nuovi referenti politici : tentò di giungere a Craxi servendosi di Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi.
Poi ci fu tangentopoli e Craxi si trasformò in un inutile (in ottica mafiosa) latitante. A quel punto sivlio Berlusconi scese in politica.

Nel 2001 Forza Italia ha vinto in tutti i colelgi in Sicilia, alla Camera come al Senato, tredici deputati su tredici non si eleggono senza i voti della Mafia.
Ciò non singifica che forza Italia sia daccordo con la mafia. Ci mancherebbe, mai detto una cosa del genere.

Ma quando sento che il sig Romano Francesco Saverio, eletto con una lista civetta nel collegio che comprende Villabate e Trabia, con il 60.7% dei voti (secondo per preferenze al solo Catanoso Basilio con il 63.3%), quando sento quello che dice l’ex sindaco di Villabate; e poi l’episodio di Santa Margherita Belice in provincia di Agrigento dove è stato interrotto un summit mafioso che avrebbe dovuto procedere all’elezione del rappresentante delle famiglie mafiose dell’agrigentino, riunione a cui era presente Giuseppe Nobile, medico analista, consigliere provinciale di Agrigento eletto nelle file di Forza Italia (insieme a lui altri ex consiglieri comunali).

Il senatore Firrarello di Forza Italia, è stato rinviato a giudizio per tangenti e rapporti con la mafia, senza considerare Marcello Dell’Utri condannato a 9 anni per associaizone esterna.
Per rapporti con la mafia barcellonese, infiltratasi nel settore degli appalti pubblici e nelle amministrazioni locali (procedimenti “Omega” e “Gabbiani”) e’ stato arrestato il presidente della cooperativa “Libertà e lavoro” Andrea Aragona, che è stato anche il consigliere comunale più votato alle ultime elezioni (eletto nelle liste di Forza Italia e poi passato all’Udc).
Nello stesso procedimento è stato contestato anche il voto di scambio a Luigi La Rosa a lungo assessore dell’attuale amministrazione in quota Forza Italia; l’assessore dello stesso comune Giuseppe Cannata (FI) è imputato di tentata estorsione e falso in bilancio e l’assessore (addirittura all’urbanistica) Luciano Genovese (FI) è imputato per abusivismo edilizio. Tutti reati comunque collegati con l’azione mafiosa.

Metà Udc (non è un dato numerico ma indicativo) è accusato di vari reati di mafia, dall’associazione esterna al voto di scambio. Tanto da far cambiare il nome del reato in associazione in Udc.

Tutti questi indizi….

15 Febbraio, 2006

Pecorella Bis

Archiviato in: Giustizia — Roberto @ 6:33 pm

L’utlima legge del parlamento - o una delle ultime - sarà l’ennesima legge ad personam.
Ieri il Senato ha approvato definitivamente la legge Pecorella che stabilisce l’inappellabilità della sentenza di proscioglimento. La legge era stata rimandata alle camere per manifesta incostituzionalità dal presidente Ciampi.
E’ tornata a Ciampi per la promulgazione quasi identica.

Ciampi l’aveva rimandata alle camere per diversi motivi.
Riteneva - e ritiene tutt’ora, io penso - che “le asimmetrie tra accusa e difesa costituzionalmente compatibili non devono mai travalicare i limiti fissati dal secondo comma dell’articolo 111 della Costituzione, a norma del quale:«Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale».”
Ebbene che cosa ha fatto la nostra brillante maggioranza? Ha cambiato formalmente la regola, lasciandola sostanzialmente identica: l’appello sarà possibile solo se vengono scoperte nuove prove decisive (non una prova qualunque, deve essere decisiva ) entro i 45 giorni per l’appello. Quale prova, che non sia stata trovata negli anni dell’indagine e del processo di primo grado, può comparire proprio in quel brevissimo lasso di tempo?
Il principio costituzionale di parità tra accusa e difesa rimane violato.

Il secondo rilievo di Ciampi è stato proprio ingorato. La Cassazione potrà riscontrare un vizio di motivazione tale da legittimare il ricorso, oltre che dalla motivazione della sentenza, da “altri atti del processo” indicati dal ricorrente.
In questo modo la Cassazione dovrà rileggersi tutti gli atti del processo (di primo e secondo grado) indicati dalle parti, allungando i tempi di definizione dei ricorsi e avvicinando la prescrizione. con buona pace della “ragionevole durata”.

Ela Cassazione, come ha ricordato Ciampi, sarà imballata per mesi dall’enorme quantità di processi che vi giungeranno nei porssimi mesi: tutti gli appelli avversi a sentenza di proscioglimento o condanna a pena pecuniaria attualemnte in corso si trasformeranno in ricorsi per Cassazione.
Un secondo colpo alla brevità dei ricorsi che aveva trovato un buon equilibrio (un anno circa) negli ultimi anni.

Almeno le incongruità che Ciampi aveva rivelato - e che la maggioranza piena zeppa di avvocati (del premier) e magistrati (amici del premier) non avevano rilevato) - sono state corrette.

Questa maggioranza,la stessa che dichiara di preoccuparsi delle vittime dei reati prima dei criminali (evidentemente accusando tutto il mondo garantista, avvocati compresi, di voler favorire i secondi ai primi), priva le parti civili, le vittime dei reati, di una tutela enorme.
Vero è che la parte civile può comunque appellarsi per quanto concerne le obbligazioni risarcitorie civili. Ma è assodato che senza pm le parti civili abbiano be poco successo nelle proprie pretese (senza considerare che sarebbe esilarante risarcire una vittima per un reato che rimarrebbe non commesso).

Lo ha ammesso lo stesso Berlusconi (dopo aver dichiarato “sfido chiunque a citare un solo provvedimento del governo o della maggioranza che mi abbia favorito”; io sfido chiunque a non trovarlo….) “a Milano c’è un processo in appello per cui sono già stato assolto in primo grado, ma non c’è nessuna possibilità che questo verdetto possa cambiare tanto è chiaro lo svolgimento dei fatti”.
L’ha definito un processino. Lo stesso processino per cui il suo sodale Cesare Previti e starto condannato a sette anni e lui è stato assolto, per un capo di imputazione, solo perchè, concesse le attenuanti generiche, il fatto è coperto da prescrizione.
Alla faccia del processino.
Bidibi bodibi buh, il processino non c’è più.

Previous PageNext Page

Funziona con WordPress