Abbandonato!

Berlusconi è sempre più isolato: questa settimana l’hanno abbandonato anche il Corsera, il wwf, Famiglia Cristiana e gli industriali di Luca Cordero di Montezemolo.
Il Corsera, con un editoriale di Mieli pubblicato oggi, ha scritto che “auspica un esito favorevole al centrosinistra” perchè “il governo ha dato l’impressione di essersi dedicato più alla soluzione delle proprie controversie interne e di aver badato più alle sorti personali del presidente del Consiglio che non a quelle del Paese” e “siamo convinti che la coalizione costruita da Romano Prodi abbia i titoli atti a governare al meglio per i prossimi cinque anni”.
Il wwf ha scritto oggi, praticamente schierandosi dalla parte di Prodi (anchese a molti apparirà inevitabile), che “Dopo anni di conquiste […] la stagione <2001-2006> è stata, invece, caratterizzata da una vera e propria contro-riforma con modifiche radicali mai registrate prima, da cui l’insieme della tutela dei beni ambientali e culturali dell’Italia ne esce fortemente minata”
Famiglia Cristiana ha scritto, per voce del suo direttore, questa settimana che “Nessuno dei due schieramenti ha il monopolio del pensiero cristiano, nessuno quindi ha il diritto di pensare che chi vota diversamente da lui è meno cristiano” e che anzi nella “Casa delle libertà in cui si proclama a gran voce la difesa della famiglia, quasi tutti i capi sono divorziati e risposati, o hanno scelto di trasformare la loro unione in coppia di fatto”.
Infine Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria, quindi rappresentante degli industriali, dei ricchi, di chi dovrebbe vedere con favore (almeno in parte) la politica economica e fiscale del governo Berlusconi, ha dichiarato che “questo paese non merita la crescita zero” che “in un momneto di così forte dinamismo nel mondo significa andare indietro”.
Da quanto diversi specialisti dei sistemi elettorali hanno scritto il Centrodestra non ha alcuna possibilità di vincere al Senato, dove sembrava più probabile una rimonta, per come è stata costruita la legge elettorale stessa: anche vincendo in tutte le regioni indecise (il che non starebbe avvenendo) otterrebbe tre o quttro senatori in meno, senza considerare i senatori a vita, quasi tutti favorevoli al centrosinistra.
Alla Camera la rimonta è per sua stessa natura più difficile, dat che bisogna rimontare su livello nazionale fino ad ottenere un voto in più della coalizione concorrente; altrimenti col premio di maggioranza la governabilità è più che assicurata.
Insomma l’unica cosa che resta da fare al povero Silvio è consolarsi con i sondaggi: i suoi s’intende.