Silvio vs Totò

Vi ricordate Antonio La Trippa, improbabile onorevole nei panni di Totò che gridava dalla finestra “Vota Antonio, Vota Antonio, Italiani!” devastando i timpani dei condomini con promesse impossibili.
Ieri Sivlio lo ha superato: “aboliremo l’Ici. sì, avete capito bene, aboliremo l’Ici su tutte le prime case”. E’ mancata solo la risata finale, che dalla regia non avevano preparato non aspettandosi una simile uscita. Purtroppo c’è ancora qualcuno che considera Berlusconi una persona (potrei fermarmi) credibile e rispettabile.
Che rispetti le promesse non solo è improbabile ma, in questo caso è impossibile. con l’Ici i comuni finanziano le proprie spese sociali e rimpinguano le loro casse altrimenti vuote. Delle due l’una: o la pressione fiscale si trasferisce dalla prima casa a qualcos’altro o i comuni dovranno finanziarsi in altro modo (con la tassa sui rifiuti,aumentando le impste indirette e i costi dei servizi).
Oltretutto il problema della fiscalità italiana non è la quantità della pressione fiscale, in linea con gli altri paesi europei (anzi più bassa di molti altri paesi) ma la sua distribuzione: viviamo in un paese dove i dipendenti sono tassati fino all’ultimo centesimo, il dipendente costa il doppio della somma che effettivamente finisce nelle tasche del lavoratore, mentre i grandi speculatori non pagano un euro sulle superplusavalenze ed evadono milgiaia di euro al fisco.
Bisogna requilibrare la tassazione, non abbassarla. Perchè i tagli non funzionano e l’evasione fiscale è un mostro difficile da abbattere con la fionda e un sasso. Tremonti ha proposto il coinvolgimento dei comuni: con quali mezzi i comuni potrano fare verifiche fiscali? Con queli modalità ? E’ impossibile mettere a bilancio per pareggiare l’abolizione dell’Ici una lotta persa in partenza come quella contro l’evasione.
Ma la domanda vera è, riuscirà questa buotade di silvione nostro a convincere gli italiani? Qualcuno ha già detto che questa volta l’ha sparata troppo grossa, gli italiani non se la beranno. Come ha detto lui oggi gli italiani “non sono dei coglioni”.
Io penso invece che quel dieci per cento che oggi deve ancora decidere ne sarà influenzato ma apatto che decida di votare. Gli italiani, dicono gli esperti, non sono un popolo che sceglie all’ultimo momento , tantopiù in una campagna elettorale così polarizzata da non consentire spostamenti di rilievo da uno schieramento all’altro.
Totò alla fine de “Gli onorevoli” rivelava alla gente condidamente i magheggi che stavano dietro la sua candidatura e la corruzione che serpeggiava nel suo partito. Berlusconi corrompe anzichè denunciare chi corrompe (salvo le calunnie contro le coop). Ma fa molto meno ridere di totò perchè c’è il rischio che gli italiani siano così coglioni da lasciargli altri 5 anni per distruggere meglio l’Italia.