Uno spettro si aggira per l’Europa

7 Aprile, 2006

Do ut votes

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 7:43 pm

Oggi è l’utlimo giorno della campagna elettorale. Prima di darvi conto del mio voto e sopratutto del perchè - contenuto del post di domani - cioè prima di dare qualcosa alla parte che ritengo meriti di goevrnare il paese nei prossimi cinque anni, voglio chiedere qualcosa alla politica.

Le mie richieste non riguardano le tasse, nè le mie tasche di cui onestamente mi interessa molto poco. Sarò un coglione ma penso ancora che la politica debba perseguire gli interessi della totalità e non la totalità degli interessi. Savlo finire inghiottita dal mostro delle promesse trasformando la campagna elettorale in una televendita urlante.

Prima richiesta, PIU’ GIUSTIZIA: che non significa solo più giustizia nei tribunali (processi più veloci, giudici meno umiliati, più certezza della pena ma anche più rieducazione e meno repressione) ma anche giustizia sociale. Miglior distribuzione del reddito sia attraverso la tassazione che attraverso la politica dei salari. Ma sopratutto significa dare a ciascuno un’opportunità per fare quello che vuole della sua vita.

Seconda richiesta, PIU’ SERIETA’: che vuold ire non cambiare idea ogni calar del sole, restare coerenti con le proprie scelte. Singifica non concepire la politca estera come le amicizie in un club esclusivo; che significa non inslutare il resto del mondo, non sentirsi sempre perseguitato da fantasmi. Significa smettere di concepire la democrazia come il gioco del potere. Più potere possibilmente. E sopratutto che chi ricopre cariche pubbliche sia al di sopra di ogni sospetto, privo di processi pendenti e sopratutto di condanne.

Terza richiesta, PIU’ LIBERTA’ e PIU’ DIRITTI: in primo luogo di pensiero e di informazione. Poi nuovi diritti civili, che allineino il nostro paese con le grandi democrazie europee, smettendola di giocare con l’etica. Più diritti per le minoranze: siano sessuali, di pensiero, sociali o locali. Più diritti sopratutto per gli ultimi arrivati; smettere di concepire l’immigrazione come un cancro da sconfiggere e cominciare a vederla come un’opportunità per il futuro e una necessità per il presente.

Ultima richiesta, MENO PAROLE: le parole non c’entrano con la politica, non deve essere lei a modificarne il significato; giocando con le parole non si fa politica ma si deridono i cittadini. Meno arole singifica anche meno promesse inutili e più azione a favore di tutti. Smettiamola di chiamare pace la guerra, innocenti i prescritti. Meno caramelle e profumo nei chioschi della politica e più verità sulle labbra dei rappresentanti.
Queste sono alcune delle richieste che vorrei fare alla politica. Una cosa vorrei chiedere a tutti voi… CACCIAMO BERLUSCONI . Per fare il resto ci sarà tempo.

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