Preso, forse

Forse è troppo bello per essere vero.
Forse è troppo strano per non essere italiano.
Forse è troppo tardi per essere efficace.
Forse è un caso, forse è un morto che cammina.
Forse non parlerà , forse non ha niente da dire.
Forse non sarà giustizia, forse è solo riscatto.
Forse non ci sono misteri questa volta, forse è tutto così semplice da sembrare impossibile.
Forse Bernardo Provenzano non è cosa nostra, arrestando lui non si è neppure scalfita quel’organizzazione criminale bicentenaria.
Quel che è certo è che l’utlimo vero padrino è rinchiuso in isolamento totale in un carcere a Terni, sul suo capo tre ergastoli (tra cui uno per le stragi del 1992).
Paolo e Giovanni sorrideranno dall’aldilà . L’utlimo mandante delle loro stragi è ora nelle mani della legge.
Non parlerà probabilmente Provenzano, sa troppe cose: chissà che anche questa volta il dubbio non sia risolto da un caffè alla stricnina.
Ci si potrebbero porre mille domande, come ho fatto all’inizio del post: perchè il giorno dpo le lezioni, perchè una settimana dopo che il suo avvocato l’aveva dato per mort (un segnale che era ormai solo dentro la mafia o un caso…).
Certo è singificativo che un latitante da 43 anni potesse restare nella sua città quasi alla luce del sole senza temere granchè (d’altronde ha potuto fare anche una gita oltralpe…). Questa volto il covo lo stanno perquisendo - sbagliando s’impara - e speriamo trovino elementi interessanti per scoprire chi e come copriva la sua latianza.
La domanda vera è: cosa succederà ora? Qualcuno (Vigna e altri) aveva pronosticato una nuova guerra di mafia dopo la cattura (allora eventuale) di Provenzano, per consentire alla mafia di trovare un nuovo assetto interno a suon di stragi e omicidi. Altri pronosticano che la successione sarà pacifica. Spero nella prima ma temo che la seconda sia più probabile.
Quali saranno i successori: i più rampanti sono Matteo Messina Denaro, di una famiglia trapanese, e Salvatore lo Piccolo di San Lorenzo (PA), il primo spietato e affasciannte, il secondo capace economicamente e imprendibile.
Ho trovato estremaente positiva la reazione della gente siciliana; l’atrresto ci ha lasciato tutti inizialmente un po’ interdetti (felici ma interdetti…): non ce l’aspettavamo ed eravamo concentrati sui risultati delle elezioni. Ma le persone che fuori dalla questura di Palermo gruidavano “bastardo” al boss della mafia, ha richiamato nella mente di tutti quella primavera siciliana che ci aveva condotti ad un passo dalla vittoria sulla mafia.