Poche Poltrone per Troppi Poltroni
Ora che la composizione delle Camere è pressochè definita - almeno nelle proporzioni tra Cdl e Unione - scatta inesorabile la lotta per le investiture. E’ inutile tentare di capirci qualcosa, i partiti sono bravissimi a spartirsi le poltrone e quand’anche non ci riescano ne creano di nuove (e poi se le spartiscono).
Lascio l’onore di indovinare il prossimo presidente della Repubblica, del Senato e della Camera e i componenti del governo ai maghi che ci vogliano cimentare in quest’ardua opera di divinazione. Mi limito a cercare di definire le regole di fondo, i criteri razionali nella distribuzione delle risorse umane.
A. Prima cosa da fare è decidere la squadra di govenro cosicchè chi venga designato ministro o sottosegretario rinunci al seggio nella propria camera di appartenenza: in questo modo si facilita il voto al Senato (i ministri e i sottosegretari spesso non solo in aula a votare perchè impegnati nei dicasteri), si moltiplicano le poltrone da spartire e si dividono razionalmente i compiti.
Oltre che utile è anche democratico: l’esecutivo sarà così completamente separato dal legislativo.
La buona vecchia regola democristiana (una delle poche belle innvenzioni della Dc) verrebbe restaurata; sono conscio che tale regola ha già fallito nel passato. Ma nel passato era solo un vezzo, oggi è una necessità se si vuole far passare le leggi al Senato.
B. Le presidenze delle Camere devono essere attribuite a un moderato alla Camera e un componente della sinistra (Prc, Verdi, Correntone Ds, Ci) così da saòvaguardare i diritti dell’opposizione e al contempo consentire un minimo di governabilità al Senato.
I leader dell’Ulivo dovrebbero nominare un vicepremier (nei giorni scorsi si è parlato di Fassino e Rutelli).
C. Alcuni ministeri devono essere affidati a tecnici di assoluto valore: in primis il Ministero dell’Economia dovrà andare a uno tra Monti (amico personale di Prodi), Padoa Schioppa e Visco; lo stesso ragionamento per il ministero della giustizia: abbandonata in partenza il discorso Di Pietro (tanto giusto quanto improbabile), rimangono i tecnici Pisapia (gradito anche all’opposizione), Violante e Casson. Senza escludere un Fassino bis.
L’utlimo ministero tecnico è il Lavoro, che dovrà guidare la vera rinascita del nostro paese. Visco e Treu sono gli uomini giusti.
Questi ministri dovranno dotarsi del Prodiano “cacciavite” e regolare le rispettive competenze con la massima attenzione.
D. Infine accolgo la proposta di Castagnetti: si dovrà stabilire un calendario di sessioni che alternino discussioni in aula e sedute delle commissioni parlamentari (come avviene al PArlamento Europeo), almeno al Senato.
L’attività d’aula potrebbe risultare incompatibile con quella delle commissioni, data la prossimità della quota di maggioranza con il numero legale.
P.s. Prego la pubblica autorità di rinchiudere un pazzo che si aggira nei pressi di Palazzo Grazioli inveendo contro presunti brogli del suo stesso Ministro e chiedendo ossessivamente di ricontare le schede, anche quelle a suo favore. L’ospedale psichiatrico lo attende..