Uno spettro si aggira per l’Europa

16 Aprile, 2006

Massimo dell’inciucio

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 6:28 pm

D’Alema ha detto l’altro giorno in un’intervista al Corriere della Sera:

Ma è già partito il fuoco di fila contro il dialogo con il premier uscente. Micromega titola: mai più Berlusconi, mai più inciucio. Riprende la demonizzazione?
«Mi hanno accusato per cinque anni di aver barattato la legge sul conflitto di interessi per la bicamerale. È gente che non ha nemmeno sfogliato gli atti parlamentari. Opposti estremismi, Berlusconi da una parte, loro dall’altra. Sono campagne prive di verità, basate sul sospetto. Forme di linciaggio. Se tu hai un’opinione diversa sei un traditore, ti sei venduto l’anima. È il peggio della tradizione comunista degli anni Trenta. Io sono un uomo di sinistra ragionevole che cerca di impegnarsi per il bene del Paese».

Caro D’Alema,

nonostante non legga Micromega, mi sento uno dei massimalisti che la accusano di essersi svenduto in nome di un progetto folle, e sopratutto di continuare a svendere le sue idee al miglior offerente. Sono - e ne sono fiero - uno di quei massimalisti, come li ha definiti Facci sul Giornale, che legge con piacere Travaglio, un comunista anni ‘30, secondo lei.

La sua intervista mi ha molto irritato, e sembra aver irritato anche molti altri esponenti del centro sinistra. Anzichè fare autocritica per i tantissimi errori del passato (legge sul conflitto di interessi compresa) e del presente (vedi il mancato simbolo unico al Senato), lei apre all’avversario. Riuscirà ancora una volta a cosentire a Berlusconi di riciclarsi salvo poi venire sconfitti? Secondo me sì. Ed è proprio per questo che bisogna impedire che diventi Presidente della Repubblica.

Nelle parole che ho riportato sopra si scovano facilmente tre errori:

- Lei caro D’alema non è un uomo di sinistra: Nanni Moretti aveva ragione, lei qualcosa di sinistra non l’ha mai detto e quando l’ha detto l’ha prontamente ritrattato.

- E quand’anche fosse di sinistra, non ha mai cercato di “impegnarsi per il bene del paese”. Se si fosse impegnato davvero per il bene del paese avrebbe cercato di impedire che Berlusconi (o chiunque altro nella sua situzione di colossale conflitto di interessi e incompatibilità penale al governo) potesse governare il nostro paese. Invece sembra aver fatto di tutto per fare in modo che Berlusconi potesse prima candidarsi possedendo tre televisioni ed essendo accusato addirittura di strage, poi perchè potesse essere eletto conducendo una campagna elettorale troppo morbida e accondiscendente verso l’avversario nel 2001.

- io negli anni ‘30 non c’ero ma so che c’era Togliatti alla presidenza del Comintern e Gramsci viveva tra il carcere e l’esilio. Personaggi di simili caratura oggi si rivoltano nella tomba sapendo che lei è il loro successore. Lei che si definiva berlingueriano (e forse si definisce tale ancora oggi) da Berlinguer non ha imparato nulla, nemmeno ad allacciarsi le scarpe. Altrimenti dopo l’affare Unipol si sarebbe dimesso immediatamente.

Vede D’alema quello che lei non può capire è che la politica non è la’rte dell’inciucio per spartirsi il potere. Lei nella sua carriera politica non ha che fatto inciuci: a partire dalla follia bicamerale, che fallì miseramente, ma che ci è costata 12 anni di Berlusconismo. Per scolpire il suo nome nella storia italiana lei aveva rinunciato al tema giustizia in bicamerale, ha legittimato Berlusconi e preso in giro i suoi elettori.

Io non sono l’avvocato di nessuno: ma preferisco mille volte gente come Travaglio a lei. Preferisco chi resta fedele alle proprie idee e da esse ricava uno stile di vita, a gente come lei che organizza fronti bipartisan, salvo condurli inevitabilmente al fallimento e compromettere gli anni successivi.
Se davvero è di sinistra, se davvero ama il suo paese e vuole far il bene dell’Italia c’è solo un atto che deve compiere: dimettersi. Il paese le sarà grato.

Funziona con WordPress