Roma caput mundi

In questi giorni il Palazzaccio è il vero ombelico del mondo: da lì passa il futuro politico del nostro paese per due motivi tra loro diversi.
Innanzi tutto la Cassazione ha comunicato i risultati definitivi delle elezioni 2006. E le boutades di Silvio e c. sui brogli si sono rivelate frignacce; a ciò si aggiunge la conferma che Caldeoli non sa leggere nemmeno ciò che scrive.
Risultati definitivi alla Camera dei Deputati: BERLUSCONI SILVIO voti n. 18.977.843, PRODI ROMANO voti n. 19.002.598. Più o meno le stesse cifre del Viminale.E i brogli? E gli errori?
Speravo vivamente che tutto finisse con i risultati definitivi. Invece no, avanti con ricorsi al Tar (e che contro una sentenza della Cassazione si possa ricorrere al Tar ho i miei dubbi giuridici più che di opportunità ) e polemiche.
Ma davvero vogliamo far decidere anche le elezioni ai giudici? I giudici decidono già i campionati di calcio, qualche volta la composizione delle Camere, sconvolgono la Finanza e sono sufficientemente esposti alle polemiche. Uutto ciò che fanno, sia chiaro, è legittimo e finanahce doveroso. Il problema non è la decisione del giudice ma il ricorso stesso al giudice per risolvere questioni tutt’altro che giuridiche.
Sarebbe meglio che Berlusconi e i suoi ammettessero la sconfitta (che oggettivamente c’è stata ed è stata voluta dal popolo italiano), Silvio si dimettesse econsentisse un passaggio istituzionale rapido. Forse così si garantirebbe anche una possibilità di arrivare al Quirinale.
Con le minacce spacca il paese più di quanto non abbia già fatto, fa brutta figura (e la fa fare all’Italia che torna la Repubblica delle Banane) e sopratutto rischia di produrre conseguenze inimmaginaili.
La Cassazione si è anche sprecata a dar torto a Calderoli - cche poi è inutile come cacciar le mosche in una stalla - argomentando che la lista è stata ammessa e perciò non si possono “buttar via” i voti espressi per una lista validamente apparentata e ammessa dal Viminale e dalla Cassazione (principio di economia degli atti, per chi studia giurisprudenza). E anche se si potesse non vi sarebbe alcun motivo per farlo dato che non esiste nessuna norma che imponga ad ogni lista di presentarsi in almeno due circoscrizioni.
In un’altra aula del Palazzaccio anche Cesare Previti combatteva la sua battaglia, contro la condanna in appello per il caso Imi-Sir. E perdeva, almeno il primo scontro: la corte si è infatti riservata di decidere in Camera di Consiglio sulla richiesta di sospendere il processo in attesa del verdetto della Consulta sulla legittimità costituzionale della disciplina provvisoria della Ex-Cirielli (che si applica solo ai processi che al momento dell’entrata in vigore fossero in primo grado di giudizio), legge che eviterebbe la condanna all’ex avvocato del Premier per via della sopravvenuta prescrizione.
La sentenza è attesa per venerdì prossimo e potrebbe essere definitiva se la Cassazione decidesse di confermare la sentenza dìappello che condannava Previti a 6 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici (che impedirebbe anche il suo ingresso alla Camera). Del processo Imi-Sir Lodo Mondadori mi occuperò anche nei prossimi giorni in modo più approfondito.
Leggi il ricorso di Previti qui
Leggi il comunicato della Corte di Cassazione qui
P.s. Tremaglia è stato colto da un attacco di Arterioscelrosi: non sa più contare (siamo messi maluccio un ministro non sa leggere, l’altro non sa contare… uno non sa tacere). Per lui un senatore si è spostato dall’Unione alla Cdl e il centrosinistra non avrebbe più la maggioranza. Peccato che il senatore di cui parla TRemaglia non fosse conteggiato nella maggioranza dell’Unione (158 + 156 fa 314, al Senato di sono 315 posti, uno è un senatore indipendente eletto all’estero). Quindi al Massimo si va 158 a 157, senza contare i senatori a vita… Tremaglia, rimandato a Settembre (magari 8 settembre…)