Uno spettro si aggira per l’Europa

23 Aprile, 2006

Poltrone…

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 7:30 pm

Non mi appassiona la lotta per le investiture e le poltrone che si sta sviluppando all’interno dell’Unione. Lo spettacolo non è edificante ma neppure originale.

Non ho alcun interesse nel sapere se sarà Bertinotti o D’Alema (a sarà il primo) a sedere sullo scranio più alto della Camera, e se la Cdl riuscirà nell’intento di far salire un soggetto “immacolato” come Andreotti a Palazzo Madama . Dopo ministri, sottosegretari e persino primi ministri pregiudicati la vera novità sarebbe un presidente del Senato che fino almeno al 1980 ha flirtato con la mafia siciliana.

Sono più interessato invece alla composizione del prossimo governo Prodi: questa influirà, a differenza delle poltrone di presidenti delle Camere e della Repubblica, nello politica del porssimo govenro. Dalla composizione capiremo gli equilibri (o gli squilibri) interni, la tenuta dell’unione insomma.

Mi sembra ormai chiaro che sarà Padoa Schioppa - o un altro tecnico affidabile al posto suo, sia Visco o Monti - a guidare il dicastero che fu del commercialista di Berlusconi. Da buon commercialista è riuscito a truccare benissimo i conti. L’indicazione è chiara: un tecnico e non un politico per rilanciare un’economia che non da grossi segni di ripresa e che ha bisogno subito di una manovra correttiva 8l’ennesima per quest’anno). Un tecnico in un ruolo chiave eviterà le laceranti polemiche che si sono viste attorno a Tremonti.

L’altra indicazone principale verrà dalla scelta del minoistro del lavoro: dalla sua estrazione politica (probabilmente Ds o Margherita, leggi Treu o Turco) capiremo quanto cambeirà la famigerata legge Biagi, vero dilemma all’interno dell’Unione.

Gli altri ministeri - escluso quello della Gisutizia dove è probabile un altro tecnico - serviranno solo a trovare l’equilibrio politico tra le tante componenti dell’Unione. E chissà che i veri litigi non vangeno porprio a questo punto.

P.s. Rifondazione Comunista è sul punto di scindersi: l’ala Trozchista di Ferrando critica la scelta governativa di Bertinotti (del resto non ci arrivavano quando hanno aderito all’Unione che si sarebbe dovuto governare?). All’origine era il Pci, poi Ds e PRC, poi CI; PRC e DS. adesso PRC, DS, CI e Trozchisti Italiani. E’ la sagra del partito.

Esce benissimo alla Sinistra dividersi. E’ unirsi che reca qualche problema di troppo: Signori FAssino e Rutelli stimao aspettando il Partito Democratico….. saremo silenti ancora per poco…

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