Uno spettro si aggira per l’Europa

24 Aprile, 2006

25 aprile

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 5:17 pm

Sessantuno anni fa l’Italia veniva liberata definitivamente e tornava ad essere uno stato indipendente, dopo la sanguinosa occupazione tedesca, e unito dopo la guerra civile.
Il venticinque aprile di quest’anno deve servire a due cose.

Innanzi tutto a ricordarci che la libertà non va mai data per scontata ma bisogna lottare ogni giorno per non perderla con la stessa intensità con cui si è combattuto per ottenerla. Questo non può in alcun modo condurci a confondere chi ha lottato per conqiestarla e chi l’ha venduta ai tedeschi.

Non è possibile porre sullo stesso piano- nè a livello storiografico nè a livello politico - i partigiani, i soldati del nostro esercito del Regno del Sud e gli alleati che hanno combatutto per due anni per riunificare e ridare dignità all’Italia, paese martoriato, abbattuo ma mai arreso al nemico, e i cosidetti Repubblichini che commettevano nefandezze per e con i nazisti.

Qusta operazione, politica e storica, non può compiersi fintanto che i nsotri padri tramanderanno la loro memoria, i ricordi del periodo peggiore della storia italiana.

In secondo luogo non possiamo ignorare che il 25 sia cominciato un nuovo capitolo per il nostro paese che si sarebbe completato con il referendum del 2 giugno e la Costituzione di tre anni dopo. Proprio quella costituzione che oggi rischia di essere stracciata e riscritta da un costituente in fazzoletto verde e polenta.
Sono daccordissimo con quanto ha scritto Prodi sul suo blog.

Nel giugno di quest’anno - almeno penso, visto che la data non è stata ancora ufficializzata - voteremo per respingere la pessima devolution della Cdl che una parte stessa della Cdl ha già pubblicamente rinnegato.

Qesta riforma ci riporterebbe ad un pericolo democratico, sconvolgendo l’equilibrio tra i poteri e dividendo gli italiani di serie A e da quelli di serie B. Il presidente del consiglio otterrebbe un potere sproporzionato ad ogni altro, mentre il presidente della repubblica sarebbe ridotto ad un notaio sovrapagato (come tutti i notai del resto). Il Senato diventerebbe una camera di serie B.
Alcune regioni si troverebbero oneri insopportabili.
Quando si cambia la carta fondamentale bisognerebbe sempre porre particolare attenzione al consenso popolare e agli equilibri di potere. Per questo la costituente ha predisposto maggioranze particolari e referendum confermativi.

Lo strumento uesta volta non può essere truccato: nessun Ruini della situazione potrà invitare i suoi elettori a non andare a votare. Questa volta gli elettori potrano scelgiere se lo vorranno, e il loro voto sarà vincolante.

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