Nessun dorma

L’Unione è passata dalla prima forca caudina, se non proprio in modo trionfale, almeno dimostrando una certa solidità .
Alla Camera tutto è stato facile dato la grande maggioranza, frutto del premio di maggioranza nazionale.
Al senato qualche difficoltà di più era inevitabile: la maggioranza risicata e l’opposizione frontale hanno reso difficile l’elezione di Marini. Non vi nascondo il mio disappunto per la pagliacciata del “Francesco Marini”.
Stavolta probablmente Mastella non centra: i farnceschi tiratori (come li ha soprannominati il divo Giulio) probabilmente provenivano da ambienti vicini allo stesso Marini (margherita o giù di lì).
Nemmeno l’intelligente metodo per segnare i voti (I Ds e PRC che scrivevano “Franco Marini”, la Margherita “Sen Franco Marini”, L’Udeur “Franco sen Marini” e l’IDV “Marini Franco”) ha impedito che i primi due scrutini - tre considerando lo scrutinio annullato - girassero a vuoto.
Al terzo scrutinio la presenza di Prodi, lo spauracchio del ballotaggio e forse l’individuazione dei Frnaceschi, hanno consentito l’elezione di Marini con ampia maggioranza (165 su 162 necessari). Forse Andreotti è l’autore della scheda bianca - in effetti ha votato in pochissimi secondi - forse ci sono franchi tiratori nella maggioranza, forse Cossiga ha cambiato idea, quel che è certo è che la maggioranza ha ritrovato la compattezza necessaria.
Adesso tocca al Presidente della Repubblica (forse dopo la fiducia al nuovo governo Prodi): Bsul metodo cimapi volgio solo segnalare che esso prevede una rosa di nomi proposta dalla maggioranza tra i quai secgliere di concerto con l’opposizione. E non viceversa come ha detto Berlusconi.
Detto questo, bisogna fare un po’ di conti: l’elezione del presidente della Repubblica (art 83 cost) avviene con il Parlamento in seduta comune, cioè i 630 deputati, i 322 senatori e i 58 rappresentanti delle regioni (3 per ciascuna regione + 1 per la Valle D’Aosta). Ai primi deu scrutini serve la maggioranza dei due terzi (su 1010 membri, ne servono dunque 673), al terso scrutinio basta la maggioranza assoluta (cioè 506 voti).
L’Unione conta 546 voti propri (157 senatori, 340 deputati e 49 rappresentanti delle regioni), la Cdl solo 457 (cui vanno sommati i 7 senatori a vita, quasi tutti favorevoli al Centrosinistra).
Al terzo scrutinio dunque l’Unione è ampiamente autonoma. Questo non vuol dire che debba forzare la mano, ma di questo bisogna tener conto negli equilibri maggoranza-opposizione.
I nomi mi solleticano poco. Dovrò ringraziare Berlusconi se eviterà D’Alema sul colle; dovrò ringraziare Iddio se evitaimo lui (Berlusconi) e il suo sosia intelligente (Letta). Amato e lo stesso Marini non sarebbero male. Personalmente credo poco alle candidature che provengano dalla società civile (da ZAGREBELSKY proposto da Scalfari, alla Anselmi, proposta dalla Hack sull’Unità ).
Penso che si debba scelgiere il meno peggio all’interno dell’attuale maggioranza (D’Alema non fa parte evidentemente del meno peggio), cercando il più possibile, senza tuttavia farsi imporre veti, l’apprezzamento dell’opposizione.