Fischi e fiaschi

Sono allibito dall’incapacità comunicativa della sinistra, imbrigliata nelle sue contraddizioni e schiava di un perbenismo, di una paura della verità . E’ senz’altro questo suo strabismo a consentire alle destre di non subire la netta inferiorità culturale ed ideale.
E’ la seconda volta che Letizia Moratti si infila in un corteo solo per fini elettorali, solo per rendersi vittima di fischi; e questo è il suo gioco. e la sinistra? La sinistra schiera il suo perbenismo e si dà da fare per scusarsi con la Moratti come se i fischi fossero opera loro, come se fossero loro i responsabili. Nessuno - a parte Ferrante, devo riconoscerglielo - osa dire la verità : che la Moratti i fischi seli è cercati. E i fischi dimostrano porprio che siamo un paese civile, che come tale rifiuta le schifezze che la Moratti ha fatto da ministro ma che si ferma alla contestazione, senza travalicare.
La Moratti ha distutto la scuola pubblica con una riforma che non ammoderna ma riporta le nostre istituzioni scolastiche a prima di Berlinguer. e lo ha fatto- aggravando la sua posizione - ingorando completamente le ragioni degli insegnanti, dei genitori e dei sindacati.
La Moratti, trovando una ricerca annientata, è riuscite anche ad umiliarla, mettendo daccordo sul giudizio negativo i rettori, i ricercatori e i sindacati. Ignorati anche loro.
La Moratti ora pensa di poter venire a Milano, di fronta ai sindacati e al popolo italiano riunito, avendo prodotto solo schifezze in cinque anni e sentire applausi? dimostreremmo di essere un paese masochista, non civile. I fischi sono dovuti e sacrosanti.
Il 25 aprile e il 1o maggio sono e devono restare una festa di tutti - ma è inutile nasconderci che ai temi sia più sensibile un pubblico di sinistra - e tutti devono continuare a poter scendere in piazza senza che gli venga impedito in alcun modo.
Ma non esiste il diritto ad essere graditi alla piazza, non esiste il DIRITTO AGLI APPLAUSI: se si è fatto male ci si becca i fischi, se si è fatto bene ci si becca gli applausi. Senza per questo che si possa invocare il “facismo rosso” o la dittatura. E’ anzi lo spirito della democrazia, il pronunciamento del popolo sull’operato di chi li governa o li ha governati.
Quando qualcuno fischiava Ferrante alla dimostrazione dei commercianti dopo i fatti di Corso Buenos Aires nessuno si scandalizzava. Nessuno ha chiesto scusa a Prodi e Rutelli per l’agguato all’indomani delle elezioni in quella stessa dimostrazione…
Adesso tutti maestri di bon ton di piazza?
Non bisogna confondere chi fischia la Moratti con chi brucia le bandiere di Israele: questo sì che è contrario allo spirito del 25 aprile, allo spirito democratico vero. Questo sì che è da condannare con la massima fermezza.