Uno spettro si aggira per l’Europa

3 Maggio, 2006

Ciampi II

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 9:50 pm

Sono giorni pieni di buone notizie: da un lato è finito il Berlusconismo di seconda mano con la speranza che questa volta sia per sempre, con le dimissioni di Berlusconi dal suo secondo governo; dall’altro Ciampi ha rifiutato la candidatura per il secondo mandato.

Non perchè Ciampi fosse inadatto all’incarico o perchè non sia stato un grande presidente. Tuttavia bisogna respingere l’adulazione di questi giorni sopratutto da parte di Berlusconi, che contrasi con Ciampi ne ha avuti parecchi: quando Ciampi si rifiutava di firmare la Gasparri, e latre leggi ad-personam, a quando teneva duro nel braccio di ferro sulle elezioni, che forse è costato Palazzo Chigi al Caimano. Chissà cosa si sarebbe inventato con una settimana di più di campagna elettorale.

Di Berlusconi bisogna diffidare oltre che per definizione anche per un duplice ordine di motivi: innanzi tutto perchè Berlusconi nutre il desiderio di salire sul colle più alto, desiderio frustrato dalla sconfitta, che di fatto rende impossibile una sua elezione al Quirinale, ma ancora possibile con un presidente a tempo limitato, che magari duri poco di più della legislatura di Prodi. Nel frattempo potrebbe riorganizzarsi, aspettare un momento porpizio con le porssime elezioni e balzare al colle.
In secondo luogo perchè Ciampi era l’unico nome che consentisse al Caimano di anticipare il centrosinistra ed evitare che un uomo della maggioranza fosse eletto Presidente della Repubblica.

Ciampi è stato un ottimo presidente, schietto ma al tempo stesso rispettosissimo delle istituzioni. Ma è altrettanto vero che in certe occasioni ci si aspettava da lui maggior coraggio, sopratutto negli ultimi tempi. Niente di trascendentale, ma indici che il mandato è finito ed è ora di occuparsi dei nipoti.

Ha ragione quando dice che “il rinnovo di un mandato lungo, quale è quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato” . Nei fatti non esiste alcuna carica nel mondo che possa durare 14 anni.

Ora scatta il totoquirinale: bruciati i nomi di D’Alema e Letta mi sembra chiaro che il favorito sia Giuliano Amato. Improbabile mi sembra una “promozione” per Marini: il centrosinistra dovrebbe a quel punto attraversare un’altra odissea per l’elezione del presidente del Senato.
Non capisco perchè si parli poco di Dini: ha ricoperto cariche importanti, è un moderato che non ha fatto grande campagna elettorale e che dovrebbe essere gradito ad una buona parte dell’opposizione attuale.

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