Colle ad personam

Dopo alcuni giorni di silenzio, gentilmente offerti alle stanche orecchie degli elettori di sinistra dall’EX premier Berlusconi all’indomani della sconfitta elettorale, sono tornate le sue delirate boutade.
Si è inventato lo sciopero delle tasse: a parte la legalità di una simile minaccia (vero che scioperare è un diritto costituzionale ma non penso che pagare le tasse possa essere qualificato come un lavoro) la cosa che mi stupisce è che la minaccia risulta del tutto inutile. Berlusconi le tasse non le paga già adesso. I suoi (e non solo i suoi) capitali depositati nei paradisi fiscali, i fondi neri che accumula presso banche straniere, già aderisono allo sciopero.
“Non ci sentiamo rappresentati se non siamo nelle istituzioni. Non accetteremo di pagare le tasse. Faremo anche noi gli scioperi che hanno fatto loro. Faremo anche noi lo sciopero fiscale e faremo l’ostruzione in Parlamento”.
Ragionando così anche l’altra metà d’Italia che le tasse le paga, dovrebbe smetterla di pagare: da chi si dovrebbe sentire rappresentata la gente onesta? Da Previti-Dell’Utri-Berlusconi?
Ma cosa vuole Berlusconi? E’ proprio un ingrato: la sinistra sta lavorando da quattro giorni per eleggere il suo omologo di sinistra (o presunto tale) nonchè suo candidato ideale. Con D’Alema al colle Berlusconi si garantirebbe, oltre alle televisioni, una controparte affidabile che gli assicurerebbe la leadership del centrodestra, cui oggi mirano Fini e Casini (che difatto sono i peggiori oppositori di D’Alema).
Di che cosa si lamenta? Tra tutte le personalità di spicco nel centrosinistra e nel paese, la maggioranza ha scelto uno che si finge (male) di sinistra, con il quale ha già “inciuciato” in passato e che è forse l’oppositore meno agguerrito del suo monopolio televisivo-mediatico.
Di più si muore. O si elegge lui al Quirinale. Ecco, appunto.