Uno spettro si aggira per l’Europa

22 Maggio, 2006

Disastro quinquennale

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 7:59 pm

Adesso si che può dire di tutto: da capo dell’opposizione può sparare tutte le assurdità che vuole, non fa male al paese, non ne danneggia l’immagine.

Sarà la sconfitta ma Silvio Berluconi appare rinvigorito: spara a zero su tutti, comanda a bacchetta non solo il suo partito (che d’altronde non esiste all’in fuori di lui) ma l’intera opposzione. Dopo qualche gemito Casini e fini sono tornati a cuccia e obbediscono silenti.

Oggi è arrivato a dire che “le elezioni hanno dato la maggioranza del paese alla Cdl”. Chissà in base a quali calcoli perversi arriva a smentire il ministero dell’interno - targato Pisanu, Forza Italia - e la Cassazione.

Il vittimismo è quello di sempre. Nonostante la scorta pagata da noi (sacrosanta per motivi di sicurezza, sia chiaro) i bodyguard e Dell’Utri, Sivliuccio teme per la sua vita, sopratutto per i Prodi comunisti armati di cavalletto da combattimento.

Nonostante 10 professori universitari nel governo (Lanzillotta, Niscolais, Bindi, Amato, Padoa Schioppa, Fioroni, Parisi, De Castro, Bianchi più lo stesso Prodi) per Berlusconi è “un governo non competente”. Lui che ha messo un ingeniere alla giustizia (errore emulato da Prodi), un dentista analfabeta alle riforme e il suo commercialista all’economia non avrà mica la coda di paglia?

Ma la frase più assurda è «il loro programma è solo quello di cancellare le riforme di modernizzazione fatte da noi per il Paese». L’unico merito che riconosco a Berlusconi è quello di aver governato cinque anni di seguito: ma  a governare male si è smpre in tempo. Per il paese sarebbe stato meglio che avessero governato tre giorni, senza avere la possibilità dio fare dei danni enormi all’economia e alle istituzioni. Adesso bisogna riparare, non certo disfando tutto quello che si è fatto tanto per disfarlo; ma migliorandolo profondamente e mutando innanzi tutto prospettiva: come ha detto il rappresentante dell’IDV al Senato nel dibattito per la fiducia passae “dall’interesse privato a quello pubblico” al governo.

P.S. Lasciatemi dire due parole sui fischi ai Senatori a vita: è indecente che ci si permetta di mancare di rispetto, al di là del giudizio di opportunità ( e non di merito perchè il voto è un affare privato e libero), ai padri della patria. Non solo non c’è nessuna norma che imponga ai senatori a vita di non essere decisivi nel governo - anzi sono senatori a sovranità piena - ma anche la prassi è esattamente contraria: i senatori a vita hanno sempre votato e spesso sono statio decisivi. Senza che nessun incivile si permettesse di fischiarli. Non allo stadio ma in un aula parlamentare.

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