Giovanni, ancora oggi

Giovanni non è un eroe perchè è stato ucciso. E’ stato ucciso perchè tutti noi abbiamo delegato a lui e a pochi altri eletti la lotta alla mafia, quasi fosse “cosa da magistrati”.
Giovanni è un eroe perchè, a differenza di tutti noi, non si è girato dall’altra parte, non ha lasciato che se ne occupassero altri. Ha voluto liberare la sua terra dalla mafia, e per questo è stato ucciso.
C’è un detto siciliano che dice “Si parra stanno muto” , cioè si parla stando muti. Giovanni urlava con i suoi silenzi. Ma sopratutto sono le sue azioni ad urlare. Ha urlato fino a dare per noi e per lo stato di cui si sentiva parte la vita, la cosa più preziosa che ognuno di noi possiede.
De Andrè canta che “morire per delle idee è il solo scopo di vivere”. Certo avremmo preferito tutti che non dovesse morire per far capire all’Italia che si poteva accettare più il giogo mafioso.
Adesso la politica gli tributa unanimente applausi. Non servono applausi ma concrete scelte antimafia: una nuova legge sui pentiti, la riforma della ProcuraNazionaleAntimafia, l’adeguamento della Rongoni-LaTorre e sopratutto mezzi e attenzione a chi si occupa ogni giorno di mafia. Ma non dobbimo commettere noi tutti lo stesso errore che ha ucciso Giovanni: non dobbiamo delegare l’antimafia ad altri. L’antimafia non è una corrente giudiziaria nè un gioco da specialisti: è un modo di vivere, mi piacerebbe dire l’unico modo di vita.
Tutti noi possimao essere Antimafia: non accettandone i ricatti se viviamo nelle regioni del sud Italia, rifiutando il pizzo, smontando il muro di omertà , non accettando che la mafia entri - e neppure che sfiori - lo stato.
Ma anche gli abitanti del resto di’Italia, come me, non devono pensare che sia un affaire dei meridionali. Anche noi “settentrionali” dobbiamo essere Antimafia: non consentendo che chi ci rappresenta venda lo stato alla mafia, non cedendo ai sopprusi e alle ingiustizie, sostenendo l’idea ache la furbizia (e l’illegalità ) sono la virtù dei servi e conducono alla povertà .
Giovanni è morto quattordici anni fa e adesso tutti lo esaltano come un padre della patria, un eroe. Ma quanti criticavano i suoi metodi, quanti lo consideravano inadeguato e insinuavano addirittura sulla sua buona fede? Forse Giovanni preferirebbe meno applausi e più mani a “fare” dell’antimafia.