Uno spettro si aggira per l’Europa

25 Maggio, 2006

Piedi Puliti (e le scarpe?)

Archiviato in: Giustizia — Roberto @ 7:37 pm

Il destino è beffardo: si diverte a inseguire le persone come un fantasma. Borrelli viene nominato capo dell’ufficio indagini della Federcalcio (auguri!); il giorno seguente viene fuori una strana intercettazione.

- 17 aprile 2005 (Siena-Milan 2-1) Meani (drigente del Milan) si lamenta con Mazzei, (designatore dei guardalinee) dell’operato di Baglioni che aveva annullato un gol valido di Shevchenko per un fuorigioco.
Meani: “Che cazzo! Io questo proprio non lo voglio no! Non l’ho mai chiesto nè voluto! Questo è uno… oltretutto adesso mi dice di stare molto attenti eh! Di non sbagliare perché Galliani è furibondo! Quindi digli di stare molto attenti da qui alla fine del campionato… quindi anche mercoledì cercate di mandare due intelligenti… “.

- Poco più tardi Meani richiama Meani minacciando:«Adesso state attenti, state attenti perché è super velenoso, mandateci gente, perché ormai… mandateci anche a noi un po’ il Consolo della situazione, non è che lo mandi sempre a Torino… hai capito?». Mazzei: «Sì, no, no, no te lo mando, non è che… ci mancherebbe altro».

- Due giorni prima di Milan-Chievo “Meani riceve un sms da Martino che gli comunica che l’arbitro sarà Paparesta e gli assistenti Puglisi e Gemignani”. Dopo aver ricevuto l’sms
Meani “chiama l’assistente Babini e con tono trionfante gli comunica che le sue lamentele hanno avuto l’effetto desiderato”.

- Il 27 aprile 2005 Galliani chiama Meani per avvisarlo di riferire all’arbitro Paparesta “che il dossier è nelle mani del sottosegretario Gianni Letta”, dopo che in proposito gli aveva specificato “che questa mattina mi ha chiamato, m’ha detto che conosce la vicenda che interverrà!”. Due minuti dopo Meani chiama Paparesta e rifersice puntualmente.

Delle due l’una: o Berlusconi avendo la coda di paglia metteva - e faceva mettere ai suoi- le mani avanti con Borrelli per poi poter dire “l’avevo detto io!”; oppure Borrelli è così sfortunato che capita sempre nelle indagini dove, in qualche modo, è coinvolta una società di Berlusoni.

In ogni caso Berlusconi ha torto: Borrelli non è un “comunista”, non è una “toga rossa” e non vive per persqguitare lui. E’ un magistrato che ha fatto sempre il suo dovere durante la sua carriera e che, anzichè dedicarsi alla poltrona e godersi la meritata pensione, ha accettato un incarico sotrico per “pulire” anche il calcio. Forse sarà più difficile pulire il calcio che la politica. Ha fallito Borrelli? Il suo compuito non era distruggere il sistema ma repiremere i reati. E i reati sono stati perseguiti con gli errori e gli eccessi che sono parte della vita umana. Il sistema si sarebbe dovuto pulire da solo, capnedo che così non si poteva continuare.

Invece ha fatto finta i essere distrutto (con la fortuna di Berlusconi) e si è largamente riciclato negli uomini e nei mezzi. Questo non deve accadere nel calcio. e penso che porprio questo debba fare Borrelli: pulizia senza guardare in faccia a nessuno, senza paura di esagerare; in questo caso non c’è da rinhiudere la genta ma da squalificarla prima che rompa del tutto il giocattolo. E non consentire che si ricicli e ricominci a giocarsi.

Infine perchè nessuno si chiede quali siano le responsabilità di Galliani e Abete, che adesso fanno i moralisti? Galliani è presidente di una squadra che faceva pressioni, come le altre, sugli arbitri e presidente della Lega Calcio, il governo della serie A. Abete, da vicepresidente della FederCalcio ha le stesse responsabilità di Carraro (ex-presidente) e Mazzini (vice). Galliani e Abete si devono dimettere. Senza pianti di coccodrillo.

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