Uno spettro si aggira per l’Europa

30 Maggio, 2006

Bossi e Berlusconi

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 7:36 pm

I senatori a vita sono “cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”. Negli ultimi giorni La Padania ha lanciato una campagna della sue in favore dell’elezione di Umberto Bossi a Senatore a vita, quasi sfidando Napolitano alla prova della sua imparzialità.

Tralasciando il metodo - adesso i giornali tirano per la giacchetta il Predisente della Repubblica minacciandolo di considerarlo venduto? - è il merito a preoccuparmi: per quale motivo Bossi avrebbe meriti in campo sociale, artistico, scientifico o letterario? Già mi stupirei se scoprissi che sa scrivire (in italiano, non in lumbard). Oltretutto come ricorda Di Pietro, l’inopportunità è dettata per la sua condanna a otto mesi per la tangente Enimont, nonchè per vilipendio della bandiera a un anno e quattro mesi in primo grado.

Ancora più dubbia è la candidatura avanzata dai Ds per Silvio Berlusconi sempre a senatore a vita: a parte i meriti di Berlusconi (che occorre comunque riconoscergli) sono i demeriti  a rendere ridicola questa candidatura: come può una parte politica che sostiene che Berlusconi abbia distrutto l’Italia nei suoi cinque anni di governo - pensiero che condivido pienamente - proporlo per aver “illustrato la partia”?

Evito, petr mancanza di tempo e di spazio, di elencare i misfatti di Berlusconi, mi limito a ricordare che Berlusconi è il capo dell’opposizione e non si può pensare di escludero dalla vita politica, “riducendolo” a vecchio padre della patria, ormai bipartisan. Berlusconi va battuto sul campo elettorale (con più margine delle ultime elezioni) ed eliminato sul piano politco, non con sotterfugi costituzionali.

Il monito va dunque sia ai Ds che a quei leader della Cdl che potrebbero cavalcare la proposta per riuscire finalmente a mutare leadership della Cdl. Ongi elezione che passa, sia amministrativa o nazionale, nessuno degli alleati di Berlusconi riesce e muoverlo di un millimetro dal suo trono.

Le elezioni di ieri hanno visto un crollo di Forza Italia su scala nazionale ma un successo personale di Berlusconi a Milano (primo per preferenze) e un generale arretramento degli altri partiti della Cdl. Importanti segnali di un possibile cambiamento di leadership ci sono comunque: a Roma An ha preso più voti di Forza Italia, a Torino il candidato imposto da Berlusconi è stato un fllop.

Sull’altro lato del campo si evidenzia sempre più la necessità, elettorale prima che politica, del nuovo partito democratico (o come diavolo si chiamerà). Si parla di una fondazione prima delle europee 2009. Sono personalemnte scettico: i partiti sono fatti per dividersi e tutte le fusioni sono sempre fallite. Il progetto è fin troppo ambizioso per venir attuato senza spargimenti di sangue.

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