Milan l’è gran problem

Ha ragione Cacciari. Mi dispiace dirlo. Anche io preferisco discutere della pagliuzza nel mio occhio piuttosto che della trave nell’occhio dell’avversario. “Perchè mi fa male”.
La pagliuzza dell’ultima settimana dell’Unione si chiama Milano: nel capoluogo lombardo si poteva vincere. Anche il candidato Ferrante l’ha detto: “se solo i partiti ci avessero creduto di più”. I problemi per la verità sono almeno tre.
Il primo è relativo alla scelta del candidato, che ricordiamo, è uscito vincente dalle primarie. Margherita e Ds avevano il dovere politico di esprimere il candidato per vincere, dato che essendo i partiti più forti avrebbero probabilmente “indicato” agli elettori il candidato sindaco. E l’uomo migliore, l’ho detto in tempi non sospetti, non ea Ferrante ma Veronesi, certamente più adatto a raccogliere voti eni delusi del centrodestra cittadino. Una grande personalità , anch’essa esterna alla politica.
Il secondo errore è stata la lotta fratricida con Dario Fo. Ho sostenuto che Dario sarbeb stato un ottimo sindaco di Milano. Ma dopo aver perso le primarie doveva tornare a fare il suo mestiere. O se proprio voleva fare politica doveva aiutare l’Unione anzichè esporla a critiche feroci.
Il terzo errore è stato non sostenere Ferrante a sufficienza nella campagna elettorlae. Da qui nasce la delusione deloo stesso Ferrante. L’esempio lampante si è avuto con le polemiche per i fischi alla Moratti, suo avversario per la corsa a sindaco, in occasione del 25 apirle prima e del 1 maggio poi. Quando Ferrante si è esposto dichiarando che, in soldoni, quella della Moratti era tutta una tattica elettorale per farsi fichiare e uscire come vittima della cieca intolleranza rossa (chissà se il consiglio era di Sivlio), il centro sinistra anzichè supportarlo si è smarcato. Se un candidato, esterno ai partiti, fa l’azzardo di esporsi in un modo simile, bisogna che la coalizione lo supporti compattamente. Altrimeti finisce per sembrare un cretino, solo.
A Milano si poteva vincere e lo dimostrano i dati sulle preferenze e sul voto disgiunto. Pensate cosa avrebbe potuto raccogliere una personalità forte come Veronesi. Come dice giustamente Cacciari chi fa errori simili deve andare a casa. Il trombato non può esere solo Ferrante. Anche se è in buona compagnia: Sarfatti sarà felice di mostrargli la strada, per esempio.