Amore rosso la trionferÃ

Non so da cosa provenga il disprezzo della Chiesa per gli omosessuali. In realtà il disprezzo si è per ora rivolto più che altro alle pratiche omosessuali, considerate “contro natura”. In realtà gli omosessuali rimangono gli utlimi “nemici” della Chiesa.
Ripercorro il ragionamento, in modo sommario, proprio per evidenziarne le contraddizioni: il matrimonio vero (”l’amore profondo”) è quello tra uomo e donna perchè è l’unico a condurre alla vita attraverso la procreazione. Quella stessa procreazione che rende lecito il sesso e impedisce dunque l’uso della contraccezione “artificiale”.
Questo plusvalore, di cui il matrimonio e l’amore eterosessuale che in esso si inserisce, non c’è invece nell’amore omosessuale. Ma proprio quell’esperienza di amore che si deve far vita è negata a chi forse ne avrebbe più bisogno: coloro che devono insegnare ad amare Dio e gli uomini, dalle alte gerarchi ecclesiastiche ai preti di campagna. Non gli è negato l’amore verso un uomo o una donna purchè sia casto: non è l’omosessualità a escludere la possibilità di entrare in seminario ma gli atti omosessuali.
Quindi niente pacs per gli eterosessuali perchè il monoteismo esclude la poligamia e ritiene vero amore solo quello eterno e bilaterale (e per questo definito “amore debole”). E niente rapporti omosessuali perchè questi non possono concludersi con la procreazione.
Come scrive Vattimo su L’Espresso di questa settimana “da dove mai, da quali pagine della Scrittura, viene questa frenetica volontà di sovrapopolare la povera terra, in via di esaurimento?” Cristo, salvo che Dan Brown tra una strorpiatura e l’altra non ne abbia detta una giusta, era lontanissimo dall’idea di un amore-procreazione.
Nel vecchio testamento l’idea dei grandi profeti e condottieri del popolo ebraico come grandi procreatori (con famiglie interminabili, figli ilegittimi dalle schiave ecc.) è figlia del suo tempo: allotra figli significavano braccia e una discendenza che si occupasse dei padri troppo anziani. Oggi l’assenza di contraccettivi sta distruggendo l’Africa oppressa tra la crescita demografica folle, l’assenza di risorse e l’AIDS; il mondo occidentale non sembra riuscire a sopportare la pressione delle migrazioni dei “poveri”, volgiosi di un pezzo del partimonio dei ricchi. Ed ecco che la natura dell’amore pocreaizone si fa non solo inopportuna ma contraria alla vita dell’uomo.
La morte di Cristo non insegna forse che l’amore non ha nulla di univoco nè con il matrimonio (che pure ne è una forma di espressione) nè con l’eterosessualità , nè con il sesso (che pure ne è un’altra forma di erspressione). Nella vicenda di Gesù quasi paradossalmente l’amore conduce alla morte, prima di far trionfare la vita.