NO per salvare la costituzione

Comincia con oggi una serie di interventi dedicati alla riforma della Costituzione varata dal centrodestra nella scorsa legislatura e sottoposta il 25 e 26 giugno prossimo a referendum confermativo.
Il senato FederaleÂ
Riforma: Il Senato diventa Federale. I suoi membri scendono a 255 i suoi membri, eletti su base regionale, contestualmente all’Assemblea Regionale (ma se si va a elezioni anticipate in Regione, sono coinvolti anche i senatori?).
Partecipano al nuovo Senato le autonomie, rappresentanti di Provincie e comuni, anche se senza diritto di voto. Il Senato legifera sulle materie di competenza concorrente tra stato e regioni, definite dall’art 177, 3° comma cost.
Il governo non deve avere la fiducia al Senato ma solo alla Camera; il Senato può, d’accordo con il Presidente della Repubblica. In alcuni casi, con un meccanismo assurdo il governo può spostare la competenza dal Senato alla Camera. In caso di conflitti tra Camera e Senato verebbe formato un comitato paritetico che lo dirima.
Perchè no: alcune scelte appaiono francamente incomprensibili
- perchè dare competenze di interesse nazionale (come il commercio con l’estero, il lavoro e il sostegno ai fattori produttivi, cioè tutte le materie di cui all’art 117 terzo comma) a una camera che rappresenta (o dovrebbe rappresentare le minoranze)?
- perchè attribuire al Senato federale il sindacato sulla violazione dell’interesse nazionale, quando proprio questo dovrebbe essere espressione delle autonomie regionali?
- perchè escludere il Senato dalla fiducia al governo (che dorvà ottenerla solo alla Camera) quando poi alcune leggi vanno approvate da entrambe le Camere e altre possono essere approvate solo dal Senato? Rimarebbe un governo a metà .. Vero che l’eventuale cambiamento della maggioranza al Senato (per il quale si vota contemporaneamente alle varie regioni e non alla Camera) non influisce sulla sorte del governo ma di fatto ne limita totalmente l’operato.
- infine quale ruolo resta al Senato, privata della meggioranza della funzione legislativa , della funzione politica e del dialogo con il governo? Resta un Sabneto più partitico della Camera, poco autonomistico che rischia di essere obbligato allo scontro continuo con le regioni di magioranza opposta, coinvolgendo non solo la Corte Costituzionale (anch’essa trasformata in schiavo dei partiti) ma anche i Presidente della Repubblica.
E’ del tutto irrazionale differenziare le Camere per renderne una impotente e sottoporre l’altra al ricatto del super-premier, che ouò scioglierla in qualunque momento. Forti dubbi sorgono sul fatto che i poteri siano attribuiti in modo equilibrato.
Oltretutto il sistema proporzionale con base regionale non consente in nessun modo di collegare l’interessa della regione con i deputati eletti in uqella regione. Non è detto cioè che non sia l’elezione della Camera nazionale (il Senato) a influire sugli eisti delle contestuali elezioni regionali e non viceversa.
In conclusione il nuovo senato rischia di essere una trappola per le garanzie costituzionali, viste anche le sue competenze legislative, schiava dei partiti e della sua intrinseca debolezza politica.