Uno spettro si aggira per l’Europa

9 Giugno, 2006

Eurodollari

Archiviato in: Politica estera — Roberto @ 7:54 pm

Subito dopo la guerra del Golfo bis, cioè l’invasione dell’iraq da parte della gloriosa coalizione dei volenterosi la comunità internazionale eprimeva già la convinzione che il porssimo paese nella lista della pacifica amministrazione Bush fosse l’Iran.

A parte l’antipatia per un leader - Mahmoud Ahmadinejad - di cui Bush non riesce a ricordare il nome ed è costretto a chiamarlo “quello là”, altri erano i motivi di questo presagio. Il pretesto è quello del programma di arricchimento del petrolio che l’Iran sta avviando a livello civile (e forse a livello militare).

A metà del 2003 l’Iran ha rotto la prassi internaizonale del commercio e cominciato a vendere il proprio petrolio in euro. Esattamente come aveva fatto Saddam nel 2000, ben prima che alla Casa Bianca salisse Bush e che le Torri Gemelle fossero tragicamente abbattute e il mondo scoprisse il volto del nuovo terrorismo internazionale. e proprio per questo motivo molti hanno ritenuto e continuano a ritenere che l’invasione dell’Iraq abbia poco a che fare con le armi di distruzione di massa e la guerra al terrore.

Il mese scorso Mahmoud Ahmadinejad ha annunciato che intende creare una Borsa del petrolio nella zona economica libera dell’isola di Kish, nel Golfo persico, dove userà l’euro come mezzo di pagamento.Attualmente la stragrande maggioranza del petrolio mondiale è scambiato in dollari alla NYMEX (New York merchant exchange) e alla IPE (International Petroleum Exchange di Londra), entrambe proprietà di multinazionali statunitensi.

La Russia, il Venezuela e altri membri dell’OPEC hanno già annunciato di esere interessate a passare all’euro che sembra più stabile e forte del dollaro nell’ultimo periodo. La creazione della borsa del petrolio che usi il petroeuro invece del petrodollaro, provocherebbe un crollo del dollaro che metterebbe in difficoltà gli Usa sul piano internazionale.

Ma il problema degli Usa questa volta non si potrà risolvere con un’invasione dell’Ira: innanzi tutto perchè finora le simulazioni dell’esercito statunitense di un’invasione militare hanno dato esisti catastrofici e in secondo luogo perchè molto probabilmente la Cina, membro permanente del consiglio di sicurezza dell’Onu, utilizzerebbe il suo diritto di veto contro una risoluzione che preveda l’uso della forza contro l’Iran. Gli Usa non possono permettersi un’altra azione solitaria neppure quando fosse terminata quella in Iraq.

La Cina è infatti nel contepo il seocndo possessore al mondo di valuta statunitense (per via del suo rapporto commerciale con gli USA) ed ha la sua moneta agganciata al dollaro. Sembrerebbe perciò una pessima notizia la svalutazione del dollaro. Ma l’Iran La Cina però deve il 13% del suo petrolio all’Iran e ha concluso nel 2004 un accorod per 70-100 miliardi di dollari. La cina sta inoltre liberando una parte delle sue riserve di dollari e sdoganando la sua moneta dal dollaro.

Insomma con l’Iran gli Stati Uniti saranno e sono obbligati a trattare. E le minacce finora sono servite a poco perchè l’Iran finge di trattare con l’Europa mentre prosegue con il suo piano atomico. L’Europa spinge perchè le trattative si chiudano con un avvicinamento Eruopa-Iran che gli garantirà nel contempo una maggiore forse monetaria e politica e un canale privilegiato per l’oro nero. Gli Usa questa volta rischiano di perdere su due fronti: l’Iran probabilmente otterrà l’atomiaca almeno a livello civile sotto il controllo UE e commercierà il suo petrolio in euro in una borsa ad hoc. Gli Usa possono solo tentare di limitare l’emorraggia, spingendo i paesi dell’Opec a mantenere il petrodollaro.

Super P

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 8:44 am

Aspettavo questo momento, quello in cui Prodi avrebbe tirato fuori gli attributi e detto quello che veramente pensa. Che poi corrisponde a quello che pensano molti a sinistra me compreso.

Ha dichiarato al quotidiano tedesco Die Zeit che “già nel 1996 ho preso la guida di un paese dalle finanze disastrate” e “le ho rimesse in ordine allora e ci riuscirò anche questa volta.  [..] Questo paese è stato in passato schiavizzato. Il precedente premier poteva fare e disfare a suo piacimento.”

A parte la brutalità delle parole, che spesso sono vere proprio quando sono più crude, non mi sembra che ci sia nessun insulto personale a Berlusconi in queste parole. E’ vero che la politica della Cdl è dominata da Berlusocni: il primo partito della coalizione è un partito ad personame, costruito e nato su Berlusconi; Berlusconi era il presidente del consiglio e le altre personalità del centro detsra l’hanno sempre sofferto e sono tuttora soggiogate alla forza del berlusconismo. Che poi berlusconi abbia dominato le istituzioni come fossero cosa propria è la verità, e lui stesso ammette che questo è il suo modello di stato quando parla di “stato-azienda”.

Prodi ha definito il Berlusconismo “postdemocratico” perchè “ha sistematicamente cambiato il popolo italiano, la mentalità della gente, i loro valori.” Ed è proprio per questo che dal 1994 Berlusocni riesce dal nulla a conquestare sistematicamente un 50% dell’Italia: questa parte dell’Italia è nata e cresce politicamente con la sola televisione che Berlusconi domina, sia giurdicamente che nel suo utilizzo. Come dice Prodi “è questa la caratteristica postdemocratica di Berlusconi, convincere la gente non solo parlando di politica ma soprattutto non parlando di politica. In queste elezioni circa il 70 per cento dei laureati hanno votato per me. [..] Meno ore le persone trascorrono davanti alla TV più sono propense a votare centrosinistra. E’ la legge matematica della postdemocrazia
Prodi ha addirittura raccontato una barzelletta (quella di Ronaldo, la madonna e il ponte verso il Brasile). Cose mai viste. Prodi ha anche ribadito che Forza Italia è il partito di quelli che parcheggiano in doppia fila perchè “non c’è nulla di male a frodare il fisco, non c’è nulla di male a parcheggiare in seconda fila. Lo stato è l’antagonista, il nemico”. Poi parla di politica italiana, quella del suo governo dicendo che fonderà il partito democratico a breve (ci crederò ancora per poco!), che a Bruxell “non si chiudera un occhio per noi” come si è fatto in passato e che farà la legge sulle tv per liberalizare il mercato.

Infine dedica un appellativo particolare all’ala sinistra della sua coalizione: “folklore abbastanza innocuo rispetto a Lafontaine” secondo Prodi, riferendosi a Comunisti Italiani e Rifondazione. Non è forse vero che la maggioranza delle uscite della sinistra estrema sono tanto surreali da sembrare pure dichiarazioni per tener buono il loro elettorato, non abituato a far parte del governo, più che reali progetti politici?

Posso essere anche daccordo sul legalizare le droghe leggere ma vi sembra politica seria prporlo al primo giorno di governo? Sappiamo tutti che non si sono le condizioni nè politiche nè sociali per farlo, in un paese in mano alle mafie. e allora perchè proporlo se non per accontentare il proprio elettorato?

Su una cosa non sono daccordo con Prodi: questo folklorismo non è per nulla innocuo e dopo lo scherzetto di Rifondazione al suo governo del 1996 dovrebbe saperlo. E chissà che non ci conceda un bis, in nome del folklore.

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