Eurodollari
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Subito dopo la guerra del Golfo bis, cioè l’invasione dell’iraq da parte della gloriosa coalizione dei volenterosi la comunità internazionale eprimeva già la convinzione che il porssimo paese nella lista della pacifica amministrazione Bush fosse l’Iran.
A parte l’antipatia per un leader - Mahmoud Ahmadinejad - di cui Bush non riesce a ricordare il nome ed è costretto a chiamarlo “quello là ”, altri erano i motivi di questo presagio. Il pretesto è quello del programma di arricchimento del petrolio che l’Iran sta avviando a livello civile (e forse a livello militare).
A metà del 2003 l’Iran ha rotto la prassi internaizonale del commercio e cominciato a vendere il proprio petrolio in euro. Esattamente come aveva fatto Saddam nel 2000, ben prima che alla Casa Bianca salisse Bush e che le Torri Gemelle fossero tragicamente abbattute e il mondo scoprisse il volto del nuovo terrorismo internazionale. e proprio per questo motivo molti hanno ritenuto e continuano a ritenere che l’invasione dell’Iraq abbia poco a che fare con le armi di distruzione di massa e la guerra al terrore.
Il mese scorso Mahmoud Ahmadinejad ha annunciato che intende creare una Borsa del petrolio nella zona economica libera dell’isola di Kish, nel Golfo persico, dove userà l’euro come mezzo di pagamento.Attualmente la stragrande maggioranza del petrolio mondiale è scambiato in dollari alla NYMEX (New York merchant exchange) e alla IPE (International Petroleum Exchange di Londra), entrambe proprietà di multinazionali statunitensi.
La Russia, il Venezuela e altri membri dell’OPEC hanno già annunciato di esere interessate a passare all’euro che sembra più stabile e forte del dollaro nell’ultimo periodo. La creazione della borsa del petrolio che usi il petroeuro invece del petrodollaro, provocherebbe un crollo del dollaro che metterebbe in difficoltà gli Usa sul piano internazionale.
Ma il problema degli Usa questa volta non si potrà risolvere con un’invasione dell’Ira: innanzi tutto perchè finora le simulazioni dell’esercito statunitense di un’invasione militare hanno dato esisti catastrofici e in secondo luogo perchè molto probabilmente la Cina, membro permanente del consiglio di sicurezza dell’Onu, utilizzerebbe il suo diritto di veto contro una risoluzione che preveda l’uso della forza contro l’Iran. Gli Usa non possono permettersi un’altra azione solitaria neppure quando fosse terminata quella in Iraq.
La Cina è infatti nel contepo il seocndo possessore al mondo di valuta statunitense (per via del suo rapporto commerciale con gli USA) ed ha la sua moneta agganciata al dollaro. Sembrerebbe perciò una pessima notizia la svalutazione del dollaro. Ma l’Iran La Cina però deve il 13% del suo petrolio all’Iran e ha concluso nel 2004 un accorod per 70-100 miliardi di dollari. La cina sta inoltre liberando una parte delle sue riserve di dollari e sdoganando la sua moneta dal dollaro.
Insomma con l’Iran gli Stati Uniti saranno e sono obbligati a trattare. E le minacce finora sono servite a poco perchè l’Iran finge di trattare con l’Europa mentre prosegue con il suo piano atomico. L’Europa spinge perchè le trattative si chiudano con un avvicinamento Eruopa-Iran che gli garantirà nel contempo una maggiore forse monetaria e politica e un canale privilegiato per l’oro nero. Gli Usa questa volta rischiano di perdere su due fronti: l’Iran probabilmente otterrà l’atomiaca almeno a livello civile sotto il controllo UE e commercierà il suo petrolio in euro in una borsa ad hoc. Gli Usa possono solo tentare di limitare l’emorraggia, spingendo i paesi dell’Opec a mantenere il petrodollaro.
