Credito esaurito

Mi ero ripromesso di dargli tempo. Adesso il tempo è scaduto e con essa è terminato il cedito che gli avevo concesso.
Quando lessi per la prima volta il nome di Mastella alla casella giustizia del nuovo governo rimasi tra l’indignato e il basito come Di Pietro a Omnibus (scena ormai resa famosa da Blob). Poi mi sono deciso a dare a Mastella la possibilità di dimostrare che anche un laureato in lettere che va al matrimonio di un boss mafioso (o accusato tale) può essere un buon ministro della giustizia.
Il suo pirmo atto è stato obbligato dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul caso Bompressi. Ma poi ha esagerato: per prima cosa è andato al carcere di Regina coeli dicendo «Sarò più il ministro dei detenuti che quello dei giudici». Posso capire che il suo animo sia vicino più a quello dei criminali che non a quello di chi li combatte. Se Castelli avesse detto una cosa simile l’avrei crocefisso per settimane.
Poi si è dedicato al berlusconismo extra moenia (stupenda definizione di Marco Travaglio) dapprima annunaciando un’amnistia senza nemmeno sondare prima il terreno sulla fattiilità concreta di un simile provvedimento; e infine ha addirittura chiesto ai giudici di andare in ufficio alle nove. Dubito che abbia verificato i cartellini dei giudici italiani.
Dopodichè, sfidando l’ira dell’Anm (e la mia personale, certo di minor valore) ha fatto marcia indietro sul decreto legge che avrebbe bloccato la riforma dell’ordinamento giudiziario firmata Berlusconi-Castelli e l’ha sostituito con un disegno di legge (che deve essere approvato dalla due camere ed entra in vigore solo dopo). I questo modo è praticamente certo che la riforma entrarà in vigore regolarmente slavo poi essere tarvolta dall’eventuale legge di rinvio approvata dal parlamento.
Ma non ci ha negato neacnhe un colpo di scena: ha auspicato la pacificazione tra politica e giustizia e ha annunciato un dialogo aperto con l’opposizione. La politica deve certamente chiedere scusa ai magistrati per gli insulti di questi ultimi anni; ma la magistratura non deve scusarsi per aver perseguito i reato che ritiee commessi dalla politica. Questo è il suo dovere, non un abuso. Chi ha accusato l’altro di essere “matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana”?
Se davvero l’unione ha un’idea totalmente diversa della giustizia rispetto alla vecchia maggioranza come sventolava in campagna elettorale, il dialogo è semplicemente inutile. Servirebbe solo a fare altre leggi ad personam, le uniche cui è interessato Berlusconi in campo penale.