Uno spettro si aggira per l’Europa

19 Giugno, 2006

Come intercettare senza essere pubblicati

Archiviato in: Giustizia — Roberto @ 4:42 pm


Da un ingeniere a un laureato in lingue, un ministro della giustizia che capisse qualcosa di diritto (lasciando stare il tennis) sarebbe chiedere troppo. Eppure c’era solo l’imbarazzo della scelta, da Calvi (non quello… so che ci stavate pensando ma è morto) a Pisapia, da D’Ambrosio a Di Pietro; invece no, troppo razionale, troppo prevedibile, mettimoci Mastella!

Ma per fortuna ci sono io: ho preparato un bigino (non pretendo sia un manuale ma quelli sono in vendita…) peer il ministro in tema di intercettazioni; così d’ora in poi saprà quello di cui parla.

Le intercettazioni telefoniche (cui sono equiparate quelle ambientali, informatiche e telematiche) sono mezzi di prova il cui utilizzo in sede penale è regolato dagli artt (vuol dire articoli, signor ministro) 266 c.p.p. (codice di procedura penale?!?! ha presente quei libroni nel suo studio?).

Innanzi tutto sfatiamo il primo mito: le intercettazioni non sono possibili per tutte le ipotesi di reato ma solo per alcune. In particolare sono possibili per i delitti non colposi puniti con l’ergastolo o una pena superiore nel massimo a cinque anni, per i delitti che riguardano il traffico e l’uso di droga, armi, sostanze esplosive, per quelli di contrabbando e per alcuni delitti specifici (ingiuria, minaccia, usura, abuso in attività finanziaria, manipolazione del mercato, molestie telefoniche pornografia minorile e detenzione di materiale pornografico). Sono i reati più gravi o quei particolari reati nei quali l’intercettazione rappresenta l’unico mezzo investigativo (p.e. i reati finanziari).

Comunico che non sono disposti dal Pm, che può solo inoltrare garbata richiesta al GIP (giudice per le indagini preliminari… ha presente?) o disporle d’urgenza ma solo per 96 ore, prima che il GIp decida se confermare il decreto che le dispone (e se non lo fa i risultati ottenuti non sono utilizzabili). Quindi è un giudice e non un Pm - quie malsani animali che si nutrono di giusizia sommaria -  a disporre le intercettazioni e lo può fare solo “quando vi sono gravi indizi di reato e l’intercettazione è assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini”.

Chiariamo che sono pubbliche le intercettazioni che sono contenute in un atto pubblico che sia conoscibile alla difesa oppure lo diventano al momento dell’avviso di chiusura indagini. Le intercettazioni dei furbetti e le ultime dei “piccoli puttanieri” sono pubbliche perchè contenute in due ordinanze del gip (per i primi quella che sequestrava le azioni rastrellate e li interdiva dalle cairche, per i secondi nell’ordinanza di arresto). non tutte però le intercettazioni pubblicate erano pubblicabili. Alcune erano segrete perchè non ancora contenute in atti pubblici (quelle su Moggiopoli escluse le prime che provenivano dall’ordinanza di archiviazione del GIP di Torino)  o perchè addirittura ritenute irrilevanti dalle procure e percioò nenahce trascritte. Per esempio quelle che comparirono su Fassino a un mese dalle elezioni sul Giornale di Berlusconi.

Se Berlusconi è così daccordo con Masetlla perchè non richiama il suo direttore come faceva con Montanelli quando criticava il suo amico Craxi?

Non trovo ci sia alcun problema se i giornali pubblicano le intercettazioni non più segrete e rilevanti. Queste devono essere pubblicate, ha ragione Pannella.

Per quanto riguarda le intercettazioni segrete non ho dubbi: non devono essere pubblicate perchè disturbano o addirittura rendono vane le indagini dei Pm e sbattono gli imputati in prima pagina ancor prima che sia dato il tepo agli investigatori di rendersi conto se si tratta di dialoghi penalmente rilevanti o di frignacce (vi ricordate Signorino che si sparò quando i giornali pubblicarono i verbali degli interrogatori dei pentiti che mettevano in dubbio la sua onorabilità professionale e fui poi appurato che si trattava di bugie?!).

Ma questo è un problema che riguarda non solo le procure - che dovranno prima o poi fare pulizia al loro interno non permettendo ad un usciere disonesto di spifferare impunemente tutto ai giornali - ma anche i giornalisti e i direttori di testata che dovrebbero impedirne la pubblicazione.

Per quanto concerne le intercettazioni ritenute irrilevanti e perciò non trascritte ma pubblicate dai giornali ritengo che debbano essere pubblicate a patto che vi sia un oggettivo (e sano) interesse del pubblico alla notizia e questa non sia totalmente privata. Per fare un esempio deve essere oubblicata la telefonata Fassino-Consorte benchè irrilevante perchè si tratta di un personaggio pubblico e politico di cui gli elettori devono sapere tutto; ma non l’sms della Falchi a Ricucci “Ti Amo”. Quello no, non è accettabile.

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