Uno spettro si aggira per l’Europa

22 Giugno, 2006

La verità sul referendum

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 6:47 pm

Quest’oggi all’Università degli Studi di Milano si è svolto un incontro-dibattito intitolato “Verso il Referendum costituzionale” - I contenuti della Riforma, al di là degli slogan e delle strumentalizzazioni cui hanno partecipato il Prof. Vittorio Angiolini, Ordinario di Diritto Costituzionale nell’Università degli Studi di Milano, la Prof.ssa Lorenza Violini, Ordinario di Diritto Costituionale, il Prof. Nicolò Zanon, Ordinario di Diritto Costituzionale e il Prof. Valerio Onida, Presidente Emerito della Corte costituzionale e Ordinario di Diritto Costituzionale.
L’incontro è stato organizzato da Sinistra Universitaria e Giurisprudenza democratica.

L’incontro si è svolto in tre separati capitoli dedicati ai tre aspetti principali della riforma.

- IL PRIMO MINISTRO -

Il professor Zanon in apertura del convegno ha sottolineato come la riforma introduca l’elezione diretta del premier concretizzando la prassi elettorale in vigore dal 1993, da quando di fatto il candidato premier è collegato alle coalizioni prima delle elezioni.
Con questa riforma il nome del candidato primo ministro comparirà sulle schede elettorali per l’elezione della Camera dei Deputati, lasciando poi alla legge elettorale definire le modalità più idonee per facilitare la formazione di una maggioranza coerente. Questo fatto evidenzia chiaramente come al centro del nuovo assettio costituzionale non si trova più il Parlamento ma il rpimo ministro: la maggioranza parlamentare è considerata una pertinenza dello stesso e gli deve essere “fedele”.
Il primo ministro non necessità più della fiducia iniziale (in quanto eletto diretatmente) ma il parlamento vota sul programma. Tutti i relatori hanno sottolineato come grossi problemi sorgano sull’interpretazione di questo voto, probabilmente non corrispondente all’odierna fiducia.

Anche il professor Zanon ha dovuto ammettere che il sistema rappresenta un unicum nel panorama internazionale. Come avviene in altri paesi il primo ministro può nominare e revocare i ministrio (oggi anche i ministri sono coinvolti nella fiducia e devono essere revocati anche individualmente dal parlamento).
Anche nei confronti del Parlamento il primo ministro esce rafforzato dalla riforma con il pitere di sciogliere la Camera (non più potere del presidente della Repubblica); è stato sottolineato che il fine di tale previsione è mantenere compatta la sua maggioranza. L’eventuale sfiducia della Camera fa cadere il governo ma comporta anche lo scioglimento della Camera stessa.
Il potere unilaterale di sciogliere la camera non ha pari in tutte le costituzioni odierne; è stato sottolineato dal Pres. Onida che tutte le costituzioni basate su un presidenzialismo (Stati Uniti compresi) sono fondati o sulla reciproca indipendenza di Premier e Parlamento (in USA l’uno non può incidere sulla “vita” dell’altro) o sulla prevalenza dell’uno: ma mentre in tutte le democrazie parlamentari e nel nostro sistema preriforma a prevalere era il Parlamento con questa riforma il primo ministro acquista una netta preminenza.
Secondo il prof Onida ciò è frutto di una sfiducia nel sistema PArlamentare e in un ritorno politico del decisionismo, anche se debitamente celato.
Questa costituzione costituirebbe, a suo avviso, il risultato dell’idea formatasi negli anni ‘80 della necessità di una grande riforma della nostra costituzione per risolvere i problemi italiani e di quella più recente di un regionalismo di faticosa attuazione.
Il prof Angiolini è stato fortemente critico verso il sistema della riforma sottolinenado in primis che l’unica camera politica rimasta riculta alla mercee del primo ministro e in secundis che il primo ministro risulta dal’altro canto alla mercee dei partitini che possono togliergli la fiducia e impedirgli - diversamente da oggi - di ottenere la fiducia con altra maggioranza: infatti la sfiducia creativa è possibile solo a patto che si rimanga all’interno della maggioranza uscita dalle elezioni. Tutti hanno avuto modo di sottolineare come tale espressione sia molto fumosa e vada completata ad opera dei regolamenti parlamentari.
Inoltre Angiolini ha ipotizzato che si creino due collegi sepratai all’interno della Camera: l’uno della maggioranza e l’altro della minoranza con un suo abbozzo di statuto, da tutti auspicato.
Il professor Zanon ha conluso dicendo che lo scontro tra Premier e camera è connaturato al sistema di autonomia.

- FUNZIONE LEGISLATIVA -

La professoressa Violini ha sottolineato la trasformazione profonda del Santo che però rimane federale solo sulla carta: i senati cd federali degli altri paesi o sono espressione diretta delle autonomie regionali (vd Lander tedeschi che partecipano alla Camera federale con i membri dei loro esecutivi) oppure tutte le autonomie sono rappresentate pariteticamente (negli USA ogni stato ha due rappresentanti al senato a prescindere dalla popolazione): nel sistema della riforma invece i rappresentati delle regioni partecipano senza diritto di voto e i senatori sono eletti contemporaneamente (in entrata e in uscita) ai membri dell’assemblea regionale. Ma i rappresentanti delle regioni sono in proporzione alla popolazione di ciascuna regione.
Rispetto al progetto iniziale la federalità del Senato è stata ridotta anche dal fatto che gli eletti non devono più avere esperienze di governo locale in quella regione ma èsufficiente la residenza.
Sulla divisione della competenze tra Camera e Senato la professoressa Violini, chiudendo il suo intervento, ha sottolineato le sue perplessità: conflitti tra le due camere potranno essere evitati solo con una forte collaborazione politica.

Il professor Zanon ha spiegato che sono stati introdotti quattro percorsi legislativi diversi: il primo per le leggi di competenza esclusiva delo stato (117 secondo comma) che dovranno essere approvate dalla sola Camera, il secondo per le materie di competenza concorrente Stato-regioni (117 3 comma) che dovranno essere approvate dal solo Senato, un terzo sistema che prevede ancora la doppia approvazione per alcune materie e infine lo spostamento di leggi in materie di competenza concorrente dal Senato alla Camera perchè ritenute contrarie al programma della coalizione.
Ha poi sottolineato come il Senato non sia federale perchè rappresenta solo un interlocutore privilegiato delle regiono in quanto i suoi membri si interesseranno anche della politica regionale (essendo dipendenti dall’eventuale scioglimento dell’assemblea regionale).
Il professor Angiolini ha sottolineato come la ripartizione delle materie tra camera e Senato sia lasciata alle decisioni dei presidenti delle stesse: sarà quandi possibile che una stessa legge sia approvata dall’una (p.e. dal Senato perchè ritenuta di competenza concorrente) benchè la giurisprudenza della corte cosituzionale la condiferi diversamente (p.e. di competenza esclusiva, ma essendo insidancabile la decisione del presidenti delle Camere potrà annullarla solo su richiesta delle regioni per violazione delle loro prerogative). Dubbi sono stati sollevati anche riguardo alla stessa insindacabilità perchè l’attribuzione alla camera “sbagliata” è pur sempre un vizio formale della legge e come tale integra motivo di annullamento da parte della Corte Costituzionale.
Il prof. Onida ha sottolineato coem sarà necessario uno spacchettamento delle leggi per rispettare tale competenza che creerà non pochi problemi pratici e che non snellirà affatto il percorso delle leggi.

- “LA DEVOLUTION” -

Tutti i relatori hanno conordemente sottolineato come si tratti della parte più sbandierata e meno approfondita della legge di riforma: infatti nel bilancio tra nuove materie di competenza regionale e nuove materie di competenza statale nella riforma prevaglono nettamente queste ultime.
Da un lato non si tratta affato di uno spezzettamento dell’unità nazionale e dall’altro non si tratta affatto di una proposta federalista ma anzi fortemente centralista.

Il professor Onida ha sottolineato come saranno fondamentali le odalità attuative della riforma e la corrispondente giurisprudenza della Corte Costituzionale.
Secondo il professor Onida la tanto sbandierata eslcusitvità non sussiste nè a favore dello stato nè a favore delle Regioni sopratutto nell’esperienza pratica della Corte Costituzionale. Nessun elenco rigido di materie potrà evitare i conflitti tra stato e regioni senza un necessario coordinamento.

Il professor Angiolini ha ridoradto che la riforma reintroduce l’interesse nazionale, eslcuso invece dalla riforma del 2001 perchè totalmente inutilizzato.
La professoressa Vilini è intervenuta a ricordare che oltre all’annullamento da parte della camera delle leggi regionali ritenute dal governo lesive dell’interesse nazionale, è stato inserito il rinvio di una legge regionale da parte del governo per lo stesso motivo all’assemblea regionale.
Concorde è parsa l’opinione che tale riforma non provochi le catastrofi annunciate ma che corregga i problemi della riforma del titolo 5 del 2001 pur presentando a sua volta incongruenze interne,

- CONCLUSIONI -
Il professor Zanon ha sottolineato come sia difficile giudicare una riforma fatta dal Parlamento stesso (”dal Senato che riforma se stesso”) ma non ha nascosto le sue perplessità per alcune parti della riforma.
La professoressa Violini ha rimaracto la necessità di riforme condivise e il fatto che ormai si è chiaramente delineato un metodo “manutentivo” che prevede piccole riforme a breve spazio di tempo l’una dalla’altra che migliorino in base all’esperienza la Costituzione.
Il prpfessor Angiolini ha sottolineaot come sia necessario un voto al di là delle bandeire e degli schieramenti, sopratutto per i giuristi, e che invece si basi sui contenuti concreti.
Il professor Onida infine, ha parlato della Costituzione come di una legge che guarda al futuro e che non va centrata sugli antagonismi o sulle situaizoni contingenti. La costituzione deve sapersi adattare ai vari periodi e deve “parlare poco”. Questa riforma invece parla troppo. Se le energia versare in questa riforma fossero state concentarre a dare vera attuazione alla costituzione vigente molti problemi si sarebbero risolti senza alcun dubbio.

1 commento »

  1. Le opinioni personali circa questa riforma te le ho già espresse a voce. Per quanto riguarda il contenuto del tuo pezzo, credo che non sarei riuscita meglio di te a riassumere più di un’ora di intense delucidazioni circa questo progetto. i miei più vivi complimenti.
    Silvia

    Commento di silvia — 22 Giugno, 2006 @ 8:13 pm

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