Dialogando…

La Lega nord ha certamente subito la sconfitta morale piùà cocente; ma Forza Italia e An che, diversamente dalla loro base, hanno avuto a cuore (molto più dello sciettico Udc) questa riforma costituzionale, hanno subito una ascofnitta politica.
Pensavano ad una spallata che si è rivoltata loro contro. Come avevo previsto qualche tempo fa dal referednum la Cdkl è uscita spaccata: la Lega rishcia la scissione interna, Fi imputa la sconfitta agli alleati che “ci hanno creduto troppo poco” mentre An e Udc colgono l’occasione al balzo per chiedere una riflessione interna alla coalizione con lo scopo - neanche tanto nascosto - di scalzare Berlusconi dalla leadership.
Ha ragione Berlusconi quando dice che la sua leadership dura fintanto che permane l’asse con la Lega: ma se questa si spacca al suo interno sarà Fi a dover accogliere gli esuli fedeli al Berlusca con il rischio di uscirne indebolita.Se l’asse del Nord perde il contatto con la base del Nord il centrodestra può abbandonare ogni volontà velleitaria e questo lo sanno sia Casini che Fini.
Ma l’asse del Nord sa benissimo che Casini sta tntando si smarcarsi avendo capito che Berlusconi non ha nessuna intenzione di cedere. Se la Cdl si spacca, come farà sull’Afganistan, rischia di fare il gioco della maggioranza con il rischio di transmigrazioni ben pagate.
Personalmente non credo ad un salto della Lega a Sinistra: il terorema dalemiano della “costola della sinistra” teneva forse prima del 2001, oggi dopo 5 anni di opposizione feroce non può essere così. L’Udc viceversa potrebbe, pur restando all’opposizione, votare qualche provvedimento “in soccorso” al governo almeno al Senato in cambio di una non-belligeranza elettorale, o chissà come costruzione di un’alleanza futura.
Occasione per sperimentare tale accordo potrebbe essere la riforma costituzionale, che sarà probabilmente un ritocco (rispetto alla rivoluzione di 53 articoli della riforma bocciata al referendum). Magari ad un accordo totale non si arriverà mai; ma Ds e DL potrebbe ro scegliere di escludere l’ala estrema (o una sua parte) e trattare con l’Udc, costingendo Fi e An a “starci” per non essere tagliata fuori dal processo costituente.