Uno spettro si aggira per l’Europa

30 Giugno, 2006

Bersani contro tutti

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 6:06 pm

Bersani ha evidentemente deciso di farsi dei nemici, nemici potenti. I provvedimenti da lui voluti e ratificati nel Consiglio dei Ministri odierno sono sacrosanti, sia chiaro.
In Italia si sono venute a creare delle rednite di posizione inaccettabili: in spregio alla concorrenza avvocati, notai, farmacisti, assicurazioni e banche, si sono sapute creare spazi a concorrenza zero, a danno dei cittadini e delle imprese costrette a competere con chi quegli stessi servizi li paga molto meno perchè forniti in regime di concorrenza.

Perchè mai gli avvocati dovrebbero avere (e ve lo dice uno che studia giurisprudenza e che avrebbe tutto l’interesse a garantirsi una rendita futura praticamente certa) tariffe imposte per legge? E in nome di cosa dovrebbe essere vietato loro di farsi pubblicità e di aggregarsi con professionisti di altri campi per fornire servizi compositi ai clienti?E questo è solo un esempio: si potrebbe dire lo stesso di notai e farmacisti. Per non parlare delle banche che propongono condizioni di contratto che possono cambiare unilateralmente a loro piacimento senza che il cliente possa recedere salvo pagare le famigerate spese di chiusura conto.

Ma, come è noto, gli ordini professionali chiamati in causa e le banche sono al centro dell’economia e hanno un potere politico maggiore di quello elettorale: chi fa i prestiti ai partiti per le spese elettorali? Quanti avvocati ci sono in parlamento?
Bersani non si è fatto degli amici. Ma meglio così: vale il detto mussoliniano “tanti nemici tanto onore”. Almeno in questo caso; vedremo se queste lobby trasversali sapranno imporsi in Parlamento a scapito del bene comune, come è avvenuto spesso in Italia.
E simpaticissimo non appare neanche Visco, il vampiro come è soprannominat dalla famigerata Irap. Visco gioca perfettamente il suo ruolo di vampiro con norme anti-evasione (chissà perchè Berlusconi si era dimenticato di combattere i sistemi elusivi delle grandi imprese tramite società estere!?) ma senza aumentare le aliquote, come ha sottolineato Prodi. Magari avrebbe voluto, tanto per rispettare il soprannome.

Nei giorni scorsi avevo forti dubbi sull’inattività del govferno in questi primi 60 giorni: vero è che l’azione politica è stata fortemente limitata per via delle continue tornate elettorali (presidenti delle Camere, presidente della Repubblica, fiducia, regionali, locali e infine referendum) ma è anche vero che l’iniziativa, del governo come del parlamento, non è stata molto concreta. Se quello varato oggi è un provvediemto indicativo della linea del governo in politica economica, le prospettive mi sembrano molto positive. Più concorrenza (cioè liberalizzazioni e privatizzazioni), meno costo del lavoro, senza facili populismi sulle tasse.

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