Chi non si dimette di rivede

Cesare Previti è stato condannato il 4 maggio per corruzione semplice a sei anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il 10 aprile prima era stato eletto alla Camera nel Lazio.
La perdita dell’elettorato passivo e attivo, conseguente all’interdizione dai pubblici uffici, lo obbliga a dimettersi da Deputato, carica da cui è decaduto. Alternativamente alle dimissioni la Giunta per le elezioni dovrebbe dichiararlo decaduto dalla carica e nominare deputato Angelo Sartori.
Il signor Previti ora sui trova agli arresti domiciliari data la prontezza dei suoi “amici†che prima di essere cacciati a csa dagli elettori hanno fatto in tempo a prevedere che gli ultrasesantenni godano degli arresti domiciliari.
Percepisce regolarmente l’indennità da Deputato da tre mesi (almeno da quanto riportato da L’Espresso), indennità che non gli è dovuta. Il signor Previti ha il dovere di dimettersi da Deputato. Non dimettendosi potrebbe commettere il reato di “indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato†se non quello di peculato (spetta ai giudici deciderlo) per cui la procura di Roma dovrebbe procedere. In secondo luogo non ottemperando alla sentenza definitiva della Cassazione potrebbe commettere il delitto di cui all’rt 389 cp, cioè inosservanza di pene accessorie.
Il sig Previti ha dichiarato il giorno successivo alla sentenza di aver scritto “una lettera di dimissioni da parlamentare perché non permetterò di infliggermi anche l’ultima umiliazione, quella di cacciarmiâ€. La presidenza della Camera non ha dato notizia di tale lettera nè ha inserito nell’ordine del giorno le votazioni sulle dimissioni del deputato Previti.
Il signor Previti farebbe bene a scrivere un’altra lettera di dimissioni per essere sicuro che arrivi. Magari è colpa delle poste! Ma un fatto mi fa sorgere dei dubbi: le camere si apprestano a votare l’indulto che,. se oppportunamente preparato, potrebbe cancellare non solo la pena ma anche gli altri effetti della sentenza, tra cui l’interdizione dai pubblici uffici. E guardacaso il sig. Previti centrerebbe il suo obiettivo, magari rimanendo parlamentare, senza dimettersi, in maniera fraudolenta.
Ignorare una sentenza penale è un fatto gravissimo. Significa snobbare l’autorità dello stato italiano e del popolo italiano. Ma singifica sopratutto realizzare un’ingiustizia, una disuguaglianza profonda. Oltre che prendere soldi che spettano ad altri.
Ho inviato il mio post ad alcuni parlamentari del csx, al presidente della Camera e a quella dello giunta per le elezioni e al Presidente della repubblica. Vedremo… vi terrò informati.
speriamo che deputati e senatori di sinistra non inciucino…
ciao
Commento di Negative — 22 Luglio, 2006 @ 2:55 pm