Uno spettro si aggira per l’Europa

28 Agosto, 2006

Donne, du du du

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 8:43 pm

Uno stupro è peggio di un’omicidio: in primo luogo perchè ammazza in modo più subdolo, lo fa interiormente ma lascia in vita la vittima, costretta a rivivere lucidamente quel momento per il resto della sua vita; e in secondo luogo perchè quasi sempre è più silenzioso, spesso più impunito e ancor più spesso inconfessato.

In Italia i massimi edittali di pena previsti del codice penale sono tra i più alti d’europa. con due eccezioni: i reati dei colletti bianchi e i reati sessuali.

Questo dipende forse dal fatto che in Parlamento siedono solo uomini (per la maggior parte misogini) e spesso corrotti?

Ma l’inaspimento delle pene non è una soluzione del problema. Nè lo sono i manifesti idioti che ha ideato il governo inglese. Innanzi tutto serve una sensibilizzazione maggiore sui diritti delle donne, che aggiunte a pene più alte e all’introduzione di istituti giuridici (come le ordinanze restrittive dei paesi anglosassoni), possono servire a prevenire le violenze. Utilissimo in tal senso potrebbe essere il divieto di concessione di forme di permesso premio o di affidamento ai servizi sociali, nonchè prevedere eccezioni ai limiti di custodia cautelare in carcere, rendendo se necessrio anche più facili le misure stesse.
Insieme alla repressione servono forme di tutela per le vittime per evitare di dover incontrare di nuovo lo stupratore. Servono anche forme di assistenza psicologica e terapeutica oltre a misure idonee a garantire la privacy della vittima e a consentirle una vita il più possibile “normale”.

Servono anche forme di prevenzione per gli stupri in famiglia, con l’immediato all’ontanamento del genitore o convivente che sia al primo sospetto.

Quello che meno importa, e invece sembra aver preso il sopravvento nei media, è la nazionalità degli stupratori: negli anni in Italòia si sono succeduti mostri su mostri, ancor prima che gli immigrati mettessero peide in Italia. E la maggioranza degli stupri avviene in famiglia, tra italiani, spesso tra consaguinei.

L’immigrazione centra poco o nulla in questo. Centra invece la cultura del rispetto, per le donne e per se stessi.

Ma può davvero proporre una simile cultura una classe dirigente che è più indietro del suo stesso popolo, che ha ancora più paura delle donne?

P.s. come vedete sono riuscito a fare un discorso sulla violenza sulle donn e senza parlare di castrazione chimica o tagli drastici in stile Bobbit. Notevole!

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