Uno spettro si aggira per l’Europa

1 Settembre, 2006

Conflitto di interessi /1

Archiviato in: Informazione, Giustizia — Roberto @ 5:20 pm

Quando si parla di conflitto d’interessi in Italia si pensa subito a Berlusconi. Chissà perchè, dovrebbero chiedersi i berluscones. I pirmi a parlarne sono loro: il centrosinistra propone una legge sul conflitto di interessi, ispirata al blind trust made in USA (migliorativa o peggiorativa della Frattini lo discuteremo dopo) e il centrodestra grida all’attacco a Berlusocni e alle televisioni.

Innanzi tutto una legge dello satto non deve essere buona o cattiva per Berlusconi ma per il popolo italiano. Una legge non è giusta o sbagliata secondo che favorisca Previti o meno. Così per Berlusconi.

Una legge è buona o cattiva secondo che favorisca la generalità dei consociati, ben contemperando tutti gli interessi in gioco (quelli meritevoli di tutela s’intende!). Semmai scoprire chi favorisce quella legge può aiutarci a capire le intenzioni di chi la propone: per esempio la Gasparri è sbagliata perchè favorisce la concentrazione; e l’intenzione era quella di consolidare lo strapotere di Mediaset.

Ciò premesso, si sta facendo molta confusione: una buona legge sul conflitto di interessi deve impedire che chi governa sia condizionato dalla propria attività pregressa (sia essa imprenditoriale o dipendente). Non ha nulla a che vedere con la concorrenza  nè col pluralismo (per esempio nel mercato radiotelevisivo).
Non potrà certo evitare che chi governa faccia cattive leggi nè impedirgli di favorire i suoi “amici”.

La proposta Franceschini, ed entro nel merito, ad una prima lettura appare inflessibile e precisa nel determinare poteri, responsabilità e conseguenze.

In pratica i titolari di cariche di governo, cioè Premier, ministri, viceministri, sottosegretari e commisari straordinari non poranno avere nè impieghi pubblici nè privati (perciò non è vero che si mira ad eslcudere Berlusconi dala politica perchè potrà continuare benissimo a fare il capo dell’opposizione come della maggioranza purchè non diveti ministro o premier).

I dipendenti (pubblici come privati) saranno messi in aspettativa dal giorno del giuramento senza pregiudizio per la loro carriera. I dirigenti (a.d.  presidente, amministratore, liquidatore, sindaco e revisore) di società pubbliche e private a partecipazione pubblica, concessionarie o esercenti attività imprednitoriali, decadranno dalla carica dal momento del giuramento.

Sarà incompatibile con la carica di governo anche ogni attività imprenditoriale svolta anche per interposta persona (con l’inefficacia ai fini di tale legge delle cessioni effettuate nei tre mesi precendenti all’assunzione della carica verso il coniuge,il parente o l’affine entro il quatro grado, società collegate, o persone all’uopo interposte). A tal fine le attività patrimoniali di valore superiore a  mln di euro e strumentali al’esercizio di tale attività nonchè ogni partecipazione rilevanti in imprese operanti in alcuni settori - difesa, eergia, pubbliche concessionarie, pubblicità, informazione ed emitteza - sono sottoposte alle misure dell’Autorità garante.

Viene infatti creata all’uopo l’Autorità Garante dell’etica pubblica e della prevenzione dei conflitti di interesse composta da 5 membri - ed è questo il vero vulnus della legge - eletti 2 dal Senato, 2 dalla Camera e un presidente designato dagli stessi componenti. Tuttavia l’indipendenza è un problema che riguarda tutte le autority all’italiana e il discorso diverrebbe troppo ampio.

Le attività patrimoniali sopra descritte saranno sottoposte aile misure dell’autorità che vanno dalla revoca della concessione alla vendita coattiva (anche attraverso asta pubblica).
L’autorità può anche fissare un termine entro il quale il titolare di carica governitiva deve trasferire i valori mobilairi (comrpese le partecipazioni) ad un gestore fiduciario (il c.d Blind Trust) nominato dall’Autorità su proposta dell’interessato.

Il gestore non potrà comunicare in alcun modo con il titolare (trustee) la natura degli investimenti nè informazioni sull’attività di gestione nè chiedere suggerimenti sulla gestione, sotto la vigilanza dell’Autorità. Alla cessazione della carica il patrimonio viene ritrasferito e il gestore fornisce rendiconto della gestione.

Rimando al post di domani per i miei dubbi.

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