Schiavi e schiavi clandestini
“Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono” cantava Gaber, esprimendo al meglio l’alternarsi di vergogna e fierezza cui ogni italiano è costretto di fronte alla cronaca giornaliera.
In questi giorni Fabrizio Gatti ha documentato splendidamente su l’espresso la situazione cui sono costretti gli immigrati, schiavizzati due mesi l’anno per la raccolta dei pomodori in Puglia. (apro la parentesi solo per dire, senza vena polemica, perchè mai giornalisti così coraggiosi, report straordinari non vengano mai premiati per quello che fanno mentre quelli da scrivania spopolano…)
Mi sono vergognato di essere italiano e occidentale. Noi saremmo quelli civili, la civiltà superiore?
La realtà è che siamo fermi alla servitù della gleba, se non peggio. ILa nostra economia è basata ormai da diversi anni sullo sfruttamento della manodopera a basso costo, prima dei paesi dell’est europa, oggi della Cina & c.
La cosa più straordinaria è che tutto questo avviene nel silenzio più totale dei media e della politica. Sono fatti scandalosi quelli narrati da Gatti. Immigrati clandestini malmenati, costretti a vivere come schiavi in situazioni indceendi persino per gli animali; manodopera pagata pochissimo, sotto la sussistenza, quando si viene pagati; persone scomparse nel nulla, grumi di potere basati su violenza, sfruttamentos essuale e ricatto.
Tutti questi sono delitti contro l’umanità oltre che reati (dall’associazione a delinquere finalizzata al sequestro di persona, alle lesioni volontarie aggravate, allo sfruttamento della prostituzione, all’imigrazioen clandestina, e molto altro).
Tutto ciò non è giustificabile con esigenze economiche. Si tratta di razzismo unito a ignoranza, siamo ben oltre il limite della associazione mafiosa.
Ma la cosa che mi stupisce di più è che nessuno ne parla: la sinistera italiana, l’estrema sinistra, ha invocato ongi tipo di sciagura contro gli Usa per Guantanamo. E adesso che in Italia, italiani fanno ben di peggio non fa niente? Non chiede quantomeno una commissione di inchiesta (quando non sa cosa fare la politica fa comissioni su commissioni)?
E i media ignorano quello che avviene. Non un cane che si rechi in puglia a intervistare qualcheduno, a fare un’inchiesta, a scoprire qualcosa. Certo bisogna essere coraggiosi, perchè si rischia la vita a fare inchieste così. Ma è il dovere di un giornalista documentare la realtà . O i giornalisti coraggiosi si sonoe stinti con De Mauro?
p.s. a leggere con attenzione il reportage di Gatti viene fuori tutta la follia della politica dell’immigrazione del Centrodestra: una legge che considera iclandestina una eprsona e la ignora, anche se subisce sopprusi, sfrutamenti e reati. Lo prende in considerazione solo per espellerlo, come se questo risolvesse il problema.