San toro

Santoro sta per tornare in tv.
E la risposta giusta sarebbe: chi se ne frega! In un paese civile s’intende.
In Italia una persoanlità al di sopra dei partiti, dunque senza alcuna entratura nel consiglio di amministrazione Rai, non solo entra in tv ma, dopo esservi stato cacciato con un diktat bulgaro in tutti i sensi, vi fa ritorno.
E libero, per dio, di portare con se una contessina e una signorina “abbronzata” e di invitare alla trasmissione Travaglio, l’incubo del politically correct. Libero si fa per dire.
Nel senso che stavolta la scommessa l’ha fatta il direttore di rete, la cui sorte è collegata direttamente a quella del programma. E non penso che questo sia collegato direttamente agli ascolti.
Marano questa volta, gli va dato atto, ha osato più di quanto non ci si aspettasse da lui. D’altronde agli uomini della Lega non si può dire manchi del coraggio: si pensi a Calderoli che da solo ha sfidato a suon di magliette l’intero popolo libico; e non contento si appresta a demolire l’Iran da solo.
Una cosa è certa: nessun viaggio in Bulgaria alle porte. Il diktat sarà nostrano questa volta.
Buona fortuna, Michele.