Uno spettro si aggira per l’Europa

10 Settembre, 2006

11/9 settantatrè

Archiviato in: Politica estera — Roberto @ 7:27 pm

Under attack. Così si sentono gli Stati Uniti da cinque anni a questa parte. Da quando Osama Bin Laden è riuscito laddove secoli di storia non avevano osato arrivare: attaccare gli Usa sul loro territorio.
La paura da allora non li ha più abbandonati.

Il mondo è cambiato. Questa è senz’altro la vittoria più grande di Al Qaida: riuscire a tenere nel terrore l’occidente con una minaccia, silenziosa ma costante.

L’occidente, che non è e non sarà mai un corpo politico unitario, non ha reagito al meglio. Vero che molti capi terroristi sono stati uccisi o catturati. Ma altrettanto veo è che Siria e Iran hanno rialzato il capo, che la situazione in Iraq non è sotto controllo, che i fondamentalisti di Hamas hanno vinto le elezioni in Palestina e che è tornata altissima la tensione in Medio Oriente.

Il terrorismo non sembra aver perso la sua capacità offensiva. New York, poi Madrid e Londra per due volte e mezza l’hanno dimostrato.

Non si può sconfiggere il terrorismo abiurando i principi democartici, seppellendo lo stato di diritto in nome di una guerra all’invisibile diavolo islamico.
Questo è stato in definitiva il peggior errore che si poteva commettere. E l’occidente lo sta commettendo. Abu Graib, le carceri della tortura, Guantanamo.

Il primo undici settembre, quello del 1973, gli Usa aiutavano il colpo di stato che avrebbe portato al potere la giunta militare di Pinochet, assassinando il presidente democcraticamente eletto (ma socialista) Allende. Forse in quell’undici settembre gli Usa troveranno0 il perchè del loro.

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