Uno spettro si aggira per l’Europa

11 Novembre, 2006

Logica da bar (del Parlamento)

Archiviato in: Giustizia — Roberto @ 9:14 pm

Dell’indulto possiamo solo prendere atto: ormai ha prodotto i suoi risultati nefasti sulla sicurezza e l’ordine sociale, sopratutto in quelle regioni dove la grande criminalità si nurte e cresce grazie alla microcriminalità imperante.
Dei 21 mila scarcerati, il 3.5 % è già tornato dietro le sbarre per aver commesso nuovi reati. A Napoli è riemersa quella guerra intestina tra scissionisti e di Lauro che tante vittime ha già prodotto in questi anni. Sia chiaro, probabilmente la guerra sarebbe riemersa comunque essendo legate a logiche di potere (economico) e di divisione del territorio dello spaccio. Non è l’indulto ad aver provocato qeusta escalation di violenza nel capoletano. La camorra c’era prima che inventassero l’istituto dell’indulto e vive benissimo senza.
Ma un provvedimento che ha riportato in breve tempo sulle strade migliaia di criminali (per la maggior parte abituali), senza nessuna prospettiva seria di sopravvivenza se non quella di mettersi di nuovo nelle mani della criminalità organizzata, non ha indebolito la camorra.

Ma vi sono delle conseguenze dell’indutlo che possono essere evitate.

Il problema principale della giustizia italiana è la durata interminabile dei procedimenti sopratutto in ambito penale. L’indulto non provoca automaticamente l’estinzione del procedimento anche se questo non potrà giungere ad alcuna condanna (per esempio il furto semplice è punito con la reclusione fino a tre anni, esattamente quanto è perdonato dall’indulto, perciò è matematicamente impossibile che si arrivi ad una condanna, neppure sospesa).

Quindi per i tribunali vagano migliaia di fascicoli inutili, che dovranno però giungere a processo (l’azione penale è obbligatoria) e a sentenza (bisogna comunque appurare se l’imputato è innocente o colpevole prima di applicare l’indulto e sopratutto quantificare la pena). Secondo quanto ha scritto il plenum del Csm in una nota nel 2005 tra l’80 e il 92% dei processi si è concluso con una condanna inferiore a 3 anni o 10.000 €; e nulla può farci pensare che le statistiche degli anni futuri si discostino da questi. Anzi, vista la legge ex Crirelli è probabile che la percentuale cresca.
Tutti questi procedimenti risulteranno perfettamente inutili dato che non porteranno ad alcuna condanna. Secondo il Csm nella sola Torino (tra tribunale e corte d’appello) saranno 40′000 i fascisoli “vanificati” dall’indulto. E una simile mole di procedimenti, anche se accellerassero i tempi, non si concluderanno prima dei prossimi 5 anni.

E tutti questi processi costeranno milioni di euro allo stato senza avere nessuna conseguenza sul piano della prevenzione generale nè su quello della prevenzione speciale. Saranno necessarie perizie, avvocati, migliaia di pagine di atti senza nessun vantaggio per nessuno.

Per tutte queste ragioni il csm ha chisto di aggiungere al provvedimento dell’indulto quello dell’amnistia. L’amnistia, estinguendo il reato, consentirebbe di taglaire corto con un processo inutile.
Non è un caso che si siano statri finora 16 indulti e 16 amnstie (senza contare quello del 2006): l’amnistia, a differenza dell’indulto sancella la responsabilità dell’imputato e non solo la sua eventuale pena.

Le conseguenze finora nefaste dell’indulto (le carceri torneranno al livello precedente in pochi mesi senza che nulla sia cambiato nella situazione carceraria italiana) possono essere alleviate: è facilmente intuibile come ridurre il numero dei fascicoli significhi concedere più tempo e mezzi ai tribunali e alle procure in modo da esaminare più velocemente i processi “utili”, abbreviando i tempi medi dei processi e cancellando la cronica congestione della giustizia italiana.

Un’opportunità da non lasciarsi sfuggire. Senza nessuno svantaggio per l’ordine pubblico a patto che l’amnistia coincida quasi perfettamente con l’indulto già approvato.
Ma proprio perchè logica in un ottica di giustizia la poltiica italiana ha già fatto sapere che “non sà da fare”.

Coerenti con quanto fatto finora: tutto purchè a finire in carcere siano solo i poveri sfigati che vengono beccati, lasciando la classe dirigente coperta da un’aura di intangibilità morale e penale.

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